QUADERNI

Una costru­zio­ne lascia­ta a metà. Un’autostrada che ter­mi­na nel vuo­to. Que­sto ricor­da l’Ispettorato Nazio­na­le del Lavo­ro (INL). Un altro sim­bo­lo dell’italico con­tor­sio­ni­smo buro­cra­ti­co.
Fac­cia­mo­ci tut­ti una cor­te­sia: non votia­mo mai più (mai più!) par­ti­ti che non for­ni­sca­no seris­si­me garan­zie e pos­seg­ga seris­si­me com­pe­ten­ze per met­te­re al cen­tro del­l’a­gen­da poli­ti­ca tut­to que­sto. Il voto uti­le è quel­lo che sal­va la vita. La nostra e di quel­li che ver­ran­no.
Da gior­ni le Iene denun­cia­no casi di ‘Wein­stein’ ita­lia­ni: don­ne che han­no vis­su­to die­tro le quin­te del mon­do del­lo spet­ta­co­lo ita­lia­no espe­rien­ze ana­lo­ghe a quel­le denun­cia­te nei con­fron­ti del pro­dut­to­re ame­ri­ca­no
Il segna­le da Stra­sbur­go è arri­va­to for­te e chia­ro, si chie­de all’Italia di adot­ta­re uno sche­ma di red­di­to mini­mo ade­gua­to, così come noi di Pos­si­bi­le chie­dia­mo da sem­pre, e pro­po­nia­mo anche nel nostro Mani­fe­sto. La bat­ta­glia con­ti­nua, sapen­do di non esse­re soli, in Euro­pa. 
Da diver­si mesi l’XI Com­mis­sio­ne del Sena­to sta por­tan­do avan­ti l’e­sa­me di tre dise­gni di leg­ge che riguar­da­no la figu­ra del care­gi­ver. Il rico­no­sci­men­to giu­ri­di­co del­la figu­ra del care­gi­ver è un pas­so impor­tan­te, atte­so da ven­t’an­ni, for­te­men­te richie­sto dal­le fami­glie dei disa­bi­li e non anco­ra arri­va­to in por­to.
Men­tre il gover­no fa il gio­co del­le par­ti con il nuo­vo acqui­ren­te l’Am Invest­co, le fami­glie che vivo­no nel­le zone limi­tro­fi allo sta­bi­li­men­to con­ti­nua­no a vive­re una situa­zio­ne dram­ma­ti­ca. Basta una gior­na­ta di ven­to per far chiu­de­re le scuo­le a cau­sa del­l’in­qui­na­men­to.
Non abbia­mo scel­to la «linea del silen­zio» ma quel­la dell’analisi dei dati. Chi di dove­re dovreb­be met­ter­si l’animo in pace poi­ché da que­ste colon­ne sem­pre arri­ve­rà il nostro com­men­to alla situa­zio­ne occu­pa­zio­na­le. Null’altro.