Can­na­bis lega­le. Can­na­bis lega­le. Can­na­bis lega­le. Can­na­bis lega­le. Visto che il resto del­la poli­ti­ca fa così fati­ca a par­lar­ne, dob­bia­mo far­lo noi.

 

La lega­liz­za­zio­ne del­la can­na­bis por­te­reb­be a una miglio­re qua­li­tà del­la sostan­za e a un con­su­mo più con­sa­pe­vo­le e moni­to­ra­to (non cri­mi­na­liz­za­to, come ora). E il rica­va­to non andreb­be più alla mafia, ma al siste­ma sani­ta­rio. Chi con­ti­nua con il proi­bi­zio­ni­smo insen­sa­to o chi insi­ste a igno­ra­re la que­stio­ne (“c’è ben altro a cui pen­sa­re”) scher­za con le vite di milio­ni di per­so­ne. E con­tri­bui­sce al giro di affa­ri del­le mafie, che su que­sta ille­ga­li­tà fan­no i sol­di. Un sac­co di soldi.

 

Men­tre altri pae­si (come il Mes­si­co!) pren­do­no la stra­da del­la lega­liz­za­zio­ne, in Ita­lia il dibat­ti­to è assen­te o del tut­to avul­so dal­la real­tà dei dati, dall’esempio di chi è più avan­ti di noi e dall’interesse degli indi­vi­dui e del­la col­let­ti­vi­tà: la can­na­bis lega­le è l’opposto del­la can­na­bis mafio­sa, miglio­re­reb­be in qua­li­tà e in sicu­rez­za per i con­su­ma­to­ri, sareb­be un gua­da­gno per lo Stato.

 

È una que­stio­ne che non ha sen­so con­ti­nua­re a riman­da­re, men­tre tut­ti intor­no a noi cam­bia­no, e que­sto pae­se con­ti­nua a rima­ne­re al palo.

 

Un pic­co­lo manua­le per rispon­de­re ai proibizionisti

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.
La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà. Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.
Un como­do vade­me­cum, per rispon­de­re alle più dif­fu­se (e sba­glia­te) obie­zio­ni alla lega­liz­za­zio­ne del­la cannabis
In que­sti 25 anni in cui mi sono occu­pa­to di lega­liz­za­zio­ne del­la can­na­bis ne ho sen­ti­te vera­men­te di ogni tipo, per­so­ne che arri­va­no ad accu­sa­re la can­na­bis di ogni male esi­sten­te al mon­do e, come con­trap­pas­so, colo­ro che cre­de­va­no che que­sta pian­ta avreb­be potu­to risol­ve­re gran par­te dei mali che afflig­go­no i nostri tempi.
Da qual­che set­ti­ma­na è par­ti­ta una nuo­va rac­col­ta di fir­me per una leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re sul­la lega­liz­za­zio­ne del­la can­na­bis. Pos­si­bi­le par­te­ci­pa con i suoi ban­chet­ti e si pre­pa­ra alla mobilitazione.
Pos­si­bi­le chie­de che la Came­ra dei depu­ta­ti e il Sena­to del­la Repub­bli­ca affron­ti­no con impe­gno la discus­sio­ne sul­la pro­po­sta di leg­ge pre­sen­ta­ta dall’intergruppo par­la­men­ta­re per la can­na­bis legale.