500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 firme per togliere risorse e giro d’affari alle mafie, per garantire la qualità e la sicurezza di cosa viene venduto e consumato, per mettere la parola fine a una criminalizzazione e a un proibizionismo che non hanno portato a nessun risultato. La cannabis non è una questione secondaria o risibile, ma un tema serio che riguarda milioni di italiani.

“La poli­ti­ca si è pian­ta­ta? Noi sia­mo per pian­tar­la e mobi­li­tar­ci. Per i dirit­ti civi­li e socia­li, sen­za solu­zio­ne di con­ti­nui­tà. La socie­tà è matu­ra ed è il momen­to di adot­ta­re ogni stru­men­to pos­si­bi­le e demo­cra­ti­co per rom­pe­re uno sche­ma bloc­ca­to”. Que­sta l’idea die­tro all’appello per un refe­ren­dum sul­la can­na­bis lan­cia­to da Giu­sep­pe Civa­ti alla fine di ago­sto. “La gran­de par­te­ci­pa­zio­ne e mobi­li­ta­zio­ne per il refe­ren­dum sull’eutanasia lega­le, altra bat­ta­glia di civil­tà su cui il par­la­men­to non deci­de, ci dico­no che i cit­ta­di­ni e le cit­ta­di­ne voglio­no espri­mer­si, far sen­ti­re la pro­pria voce. E il refe­ren­dum è lo stru­men­to per far­lo”, aggiun­ge Civati.

“Abbia­mo subi­to rac­col­to l’appello con Pos­si­bi­le, dopo esse­re sta­ti da subi­to al fian­co dell’Associazione Coscio­ni per la rac­col­ta fir­me sull’eutanasia lega­le. Anche quel­la sul­la can­na­bis è una nostra bat­ta­glia da sem­pre”, rispon­de Bea­tri­ce Bri­gno­ne, segre­ta­ria di Pos­si­bi­le, com­men­tan­do la pron­ta ade­sio­ne del par­ti­to alla cam­pa­gna Meglio Lega­le che sta rac­co­glien­do le fir­me sul sito www.referendumcannabis.it. “Per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. Non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani”.

“La fir­ma onli­ne è una straor­di­na­ria pos­si­bi­li­tà che ha per­mes­so di rag­giun­ge­re que­sto risul­ta­to ecce­zio­na­le in pochis­si­mo tem­po, per­ché una vol­ta che alle per­so­ne è dato modo di fir­ma­re, lo han­no fat­to a un rit­mo incal­zan­te. Dispia­ce che di fron­te a una mobi­li­ta­zio­ne tale, su un tema su cui il dibat­ti­to, quan­do c’è, è mono­po­liz­za­to dagli attac­chi scom­po­sti del­la destra, ci sia un silen­zio assor­dan­te da par­te per esem­pio del Par­ti­to demo­cra­ti­co”, con­clu­do­no Civa­ti e Brignone.

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