Il lavo­ro si paga. Si paga il giu­sto, si paga quan­to è neces­sa­rio per coin­vol­ge­re l’individuo nel­le sor­ti del­la socie­tà, per la digni­tà e il rispet­to del­la persona.

 

Assi­stia­mo da decen­ni a una tan­to pro­gres­si­va quan­to inar­re­sta­bi­le sva­lu­ta­zio­ne del lavo­ro in mol­ti set­to­ri del­la pro­du­zio­ne e dei ser­vi­zi: un con­ti­nuo pro­ces­so attra­ver­so il qua­le sono sta­te eli­mi­na­te tute­le ed è sta­to crea­to un con­te­sto all’interno del qua­le lo sfrut­ta­men­to rag­giun­ge livel­li pros­si­mi allo schia­vi­smo. In que­sto sen­so, la filie­ra agroa­li­men­ta­re — nostra eccel­len­za, nostro van­to in tut­to il mon­do — offre un otti­mo spac­ca­to “ver­ti­ca­le”, una vera e pro­pria cate­na del disva­lo­re, che tra­smet­te ingiu­sti­zia e sfrut­ta­men­to a par­ti­re dai cam­pi agri­co­li fino alla con­se­gna del pro­dot­to fini­to alle nostre porte.

 

Ser­ve pri­ma di tut­to resti­tui­re e garan­ti­re digni­tà al lavo­ro in quan­to tale: digni­tà del lavo­ro signi­fi­ca giu­sta paga, signi­fi­ca che tut­te e tut­ti sia­no retri­bui­ti in misu­ra ade­gua­ta alla quan­ti­tà e alla qua­li­tà del lavo­ro svol­to, per­ché al di sot­to è sfrut­ta­men­to, sem­pre a bene­fi­cio di chi gover­na la filie­ra e che oggi spen­de milio­ni di euro in spot che ci rac­con­ta­no quan­to vuo­le bene al nostro Pae­se. Chi vuo­le bene al nostro Pae­se pro­teg­ga e tute­li lavo­ra­tri­ci e lavoratori.

 

E poi ser­ve sgom­be­ra­re il cam­po da scioc­chez­ze qua­li «gli immi­gra­ti ci por­ta­no via il lavo­ro», men­tre i brac­cian­ti muo­io­no nei cam­pi e men­tre le badan­ti si pren­do­no cura dei “nostri” anzia­ni. Nes­su­no deve più tro­var­si nel­la con­di­zio­ne di poter esse­re ricat­ta­to e schia­viz­za­to: ser­vo­no mec­ca­ni­smi ordi­na­ri di rego­la­riz­za­zio­ne e, soprat­tut­to, è neces­sa­rio can­cel­la­re la Bos­­si-Fini e intro­dur­re per­cor­si ordi­na­ri per i lavo­ra­to­ri migran­ti, a par­ti­re da un per­mes­so di sog­gior­no per ricer­ca di lavoro.

 

Leg­gi la nostra pro­po­sta sul sala­rio minimo.

Que­sto gigan­te­sco e raf­faz­zo­na­to ten­ta­ti­vo di maquil­la­ge del­lo sfrut­ta­men­to ha incon­tra­to final­men­te il suo desti­no natu­ra­le con la sen­ten­za 30/06/2021 del Tri­bu­na­le di Bologna.
Sia­mo nel­la pro­vin­cia di Lati­na, un avvo­ca­to, un far­ma­ci­sta e un medi­co sono inda­ga­ti per ille­ci­ta pre­scri­zio­ne di sostan­ze stu­pe­fa­cen­ti, per fina­li­tà non tera­peu­ti­che, a dan­no di 222 india­ni impie­ga­ti nel set­to­re agricolo.
Al par­co di Vil­la Ali­ber­ti, a Saluz­zo, gio­ve­dì scor­so all’alba è arri­va­ta la Poli­zia. Tut­te e cen­to­tren­ta­tre le per­so­ne accam­pa­te al par­co sono sta­te sot­to­po­ste – così scri­vo­no i gior­na­li – a un dop­pio scree­ning, docu­men­ta­le e medi­co. L’accampamento di for­tu­na è sta­to sgom­be­ra­to, le per­so­ne sud­di­vi­se arbi­tra­ria­men­te in grup­pi e smi­sta­te in vari cen­tri del­la zona, sen­za tene­re in alcu­na con­si­de­ra­zio­ne even­tua­li esi­gen­ze personali.
C’è un filo nean­che tan­to sot­ti­le che lega le ulti­me noti­zie su due foco­lai di con­ta­gio emer­si in que­sti gior­ni, per la gio­ia dela stam­pa cata­stro­fi­sta, il pri­mo in Ger­ma­nia col­le­ga­to al mat­ta­to­io di Tön­nies, nel­la cit­tà di Rhe­da-Wie­den­brück (Rena­nia Set­ten­trio­na­le-Vest­fa­lia), il secon­do in Ita­lia, a Mon­dra­go­ne, in pro­vin­cia di Caserta.
La ripre­sa eco­no­mi­ca neces­si­ta che le risor­se pub­bli­che sia­no desti­na­te alle impre­se sane e che lavo­ra­no in sicu­rez­za e che, per­ciò, devo­no esse­re tute­la­te da quei con­cor­ren­ti slea­li che eva­do­no tas­se e con­tri­bu­ti e che non rispet­ta­no le nor­me a pro­te­zio­ne del­le lavo­ra­tri­ci e dei lavoratori.