QUADERNI

Chie­dia­mo che l’e­du­ca­zio­ne ses­sua­le com­pren­si­va diven­ti uno degli assi del pro­gram­ma del cam­po pro­gres­si­sta alle ele­zio­ni del 2027, con un impe­gno nel costrui­re una pro­po­sta che rac­col­ga gli sti­mo­li del­le asso­cia­zio­ni che da anni si bat­to­no sul tema. La destra ha già scel­to da che par­te sta­re, ora toc­ca a noi mostrar­ci all’altezza dell’alternativa radi­ca­le che il Pae­se si aspet­ta e ci chie­de.
Gior­gia Melo­ni ha con­fer­ma­to quel­lo che abbia­mo visto negli ulti­mi cin­que anni: demo­li­re un pez­zet­to alla vol­ta il nostro Ser­vi­zio sani­ta­rio nazio­na­le. Signo­re, il popo­lo ha biso­gno di cure! Allo­ra date­gli i can­no­ni.
La con­trad­di­zio­ne è evi­den­te. Da una par­te lo Sta­to rico­no­sce il distur­bo da gio­co d’azzardo come una dipen­den­za com­por­ta­men­ta­le e invi­ta a ridur­re acces­si­bi­li­tà e nor­ma­liz­za­zio­ne, dall’altra intro­du­ce nuo­ve occa­sio­ni di pun­ta­ta, innal­za i limi­ti del­le AWP e pre­mia fiscal­men­te una cate­go­ria di slot.
«La Costi­tu­zio­ne par­la di pro­gres­si­vi­tà, non di ali­quo­te ugua­li per tut­ti. La destra fa la flat tax: il cen­tro­si­ni­stra, se andrà al gover­no, fac­cia la sini­stra. Biso­gna ripri­sti­na­re la pro­gres­si­vi­tà fisca­le e met­te­re mano ad una vera impo­sta sul­le gran­di ric­chez­ze, quel­le dei plu­ri­mi­lio­na­ri».
Saba­to 31 otto­bre e dome­ni­ca 1 novem­bre abbia­mo par­te­ci­pa­to all’evento nazio­na­le “Noi sia­mo il 99%”: due gior­ni che han­no visto ospi­ti e atti­vi­ste impe­gna­te a discu­te­re insie­me su temi di cui Pos­si­bi­le si fa pro­mo­to­re da tem­po.
Il prin­ci­pio è sem­pli­ce: chi ha di più deve dare qual­co­sa in più. Ser­vo­no risor­se vere per finan­zia­re scuo­la e sani­tà pub­bli­che, per con­tra­sta­re il caro­vi­ta che ero­de sala­ri e pen­sio­ni, e per soste­ne­re una tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca che non pesi sul­le spal­le del­le clas­si più pove­re. O la paga chi ha accu­mu­la­to di più, o la paghe­ran­no, come sem­pre, quel­li che han­no meno. Noi stia­mo dal­la par­te di que­sti ulti­mi.
L’o­biet­ti­vo del bloc­co è chia­ro: fare anche in Cisgior­da­nia quel­lo che è sta­to fat­to a Gaza. Israe­le vuo­le chia­ra­men­te pro­se­gui­re il geno­ci­dio e pos­si­bil­men­te vuo­le far­lo sen­za testi­mo­ni, come dimo­stra­no anche gli arre­sti e le espul­sio­ni degli atti­vi­sti e del­le atti­vi­ste ita­lia­ne avve­nu­te in que­sti gior­ni. Chis­sà quan­do il nostro gover­no si deci­de­rà ad adot­ta­re misu­re con­tro uno sta­to, Israe­le, che ormai da anni agi­sce in tota­le e dichia­ra­to spre­gio del dirit­to inter­na­zio­na­le e del­l’u­ma­ni­tà.
Mez­zo milio­ne di per­so­ne a Gaza per­de­rà l’assistenza ali­men­ta­re per­ché man­ca­no i fon­di. Nume­ro­si pae­si occi­den­ta­li, Sta­ti Uni­ti di Trump in testa, han­no sen­si­bil­men­te ridot­to le risor­se stan­zia­te. È una ver­go­gna e un cri­mi­ne con­tro l’umanità che coin­vol­ge anche noi
«Ovvia­men­te non è il dena­ro il pun­to cen­tra­le, ma que­sti nume­ri dico­no che il gover­no non ha la mini­ma idea di come affron­ta­re seria­men­te la que­stio­ne, e che per nascon­der­lo mol­ti­pli­ca deten­zio­ne e pro­pa­gan­da. È una cam­pa­gna elet­to­ra­le per­ma­nen­te sul­la pel­le del­le per­so­ne».
Anzi­ché con­vo­ca­re un ver­ti­ce su sicu­rez­za e ordi­ne pub­bli­co, Melo­ni dovreb­be con­vo­car­ne uno sull’emergenza sala­ri e caro­vi­ta. Chi gover­na dovreb­be chie­der­si per­ché le per­so­ne scen­do­no in piaz­za e non come impe­dir­glie­lo.
Quel­lo che sta acca­den­do in piaz­za Liber­tà è una ver­go­gna poli­ti­ca e isti­tu­zio­na­le: si pre­ten­de di nascon­de­re la sof­fe­ren­za e si col­pi­sce chi se ne pren­de cura. Impor­re alle reti soli­da­li di ope­ra­re sol­tan­to dal­le 18 alle 20 e vie­tar­ne l’attività saba­to e dome­ni­ca signi­fi­ca subor­di­na­re l’assistenza alle esi­gen­ze del­lo sva­go e del com­mer­cio.
Druet­ti pun­ta il dito con­tro l’esecutivo Melo­ni: «Da set­ti­ma­ne una par­te del Pae­se chie­de rispo­ste sull’aumento dei prez­zi del car­bu­ran­te e sul caro­vi­ta, e il Sud chie­de inter­ven­ti con­cre­ti che pur­trop­po non arri­va­no. La pri­ma rea­zio­ne del gover­no è sta­ta met­te­re la testa sot­to la sab­bia, spe­ran­do che il pro­ble­ma si risol­ves­se da solo. Quel­lo che non vede, o peg­gio fa fin­ta di non vede­re, è che le sue scel­te stan­no por­tan­do sul lastri­co milio­ni di ita­lia­ni».
Dopo la mor­te di un ope­ra­io sul can­tie­re AV a Firen­ze, Druet­ti e Buf­fa (Pos­si­bi­le) chie­do­no mag­gio­ri inter­ven­ti per fer­ma­re l’e­mer­gen­za del­le mor­ti sul lavo­ro