QUADERNI
Questi temi — a partire dall’istituzione del 6x1000 per i corpi civili di pace in dichiarazione dei redditi e l’istituzione di un Dipartimento per la Pace e non la nonviolenza — possono e devono essere portati nell’azione di un governo alternativo a quello delle destre, che ruota intorno al riarmo, alla produzione e vendita di armi, allo sfruttamento di popoli e risorse ed energie fossili, e invito a tutte le forze politiche impegnate nella costruzione dell’alternativa ad assumerli come impegno.
Siamo arrivati a 30.000 firme alla petizione che abbiamo lanciato su www.possibile.com/unafirmaper contro il cosiddetto “DDL antisemitismo”, che in realtà è un DDL bavaglio. È un ulteriore segnale, dopo le manifestazioni di ieri davanti a Montecitorio e diffuse in tutto il territorio nazionale, che le preoccupazioni delle associazioni, delle organizzazioni e dei partiti per l’eventuale approvazione definitiva del DDL hanno un ampio riscontro nella cittadinanza.
Invitiamo tutte le forze politiche, la società civile e i cittadini a mobilitarsi, a parlarne apertamente e a fare pressione sui parlamentari. Le piazze di oggi siano un segnale per il governo e la maggioranza, perché interrompano l’iter. E siano un monito per tutte le forze del campo largo, che devono opporsi a un DDL pericoloso e liberticida. Non lasciamo che criminalizzino la solidarietà e reprimano il dissenso, mascherando questa operazione con l’accusa di antisemitismo.
La questione meridionale riguarda il modello di Paese che vogliamo diventare. Settembre ce lo ricorda ogni anno, mentre qualcuno chiude una valigia e riparte. Possiamo continuare a trasformare quella valigia in una fotografia malinconica della fine dell’estate, oppure domandarci quanta libertà possa contenere quella valigia: la libertà di restare, la libertà di partire, la libertà di tornare. La libertà di scegliere di avere una possibilità.
Nell’ultima escalation della guerra di Trump contro la sinistra e il dissenso politico interno, il governo USA ha preso di mira un collettivo italiano fornitore di servizi web, dichiaratamente antifascista: Autistici / Inventati. Come Possibile esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro supporto al Collettivo, e continueremo a lottare dalla stessa parte.
L’assessore ha parlato di un “furto da film”. No, non è un film, è una gravissima carenza del sistema di sicurezza del Museo. Per l’ennesima volta il patrimonio artistico italiano viene messo a rischio, danneggiato o addirittura privato alla collettività a causa di negligenza e lacune nei sistemi di protezione. In questo modo un bene che dovrebbe appartenere a tutti si disperde, vittima di incuria e di un sistema che non riesce a garantire tutela e salvaguardia.
Nel primo pomeriggio di ieri, 13 agosto, una violenta esplosione ha interessato lo stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro. Esprimiamo innanzitutto sollievo per l’assenza di vittime e vicinanza ai lavoratori, alle loro famiglie e a tutta la comunità di Colleferro. Ma proprio quello che è accaduto ci obbliga a porre una domanda: siamo davvero sicuri che il nostro territorio debba diventare sempre più parte della filiera industriale degli esplosivi e degli armamenti?
Qualche giorno fa il Ministro della Salute Orazio Schillaci, durante un Question Time, ha definito la salute mentale “la grande sfida della nostra epoca”. Ma il piano presentato per rispondervi è una fregatura altrettanto epocale. Come dire che alle alluvioni risponderanno regalandoci dei secchielli.
Siamo di fronte a una fase in cui convincere le persone che il loro voto vale, che la loro voce conta in fase di consultazione elettorale è difficilissimo, per la distanza che sentono tra le urgenze gravissime che il paese di trova ad affrontare e quello di cui per la maggior parte il dibattito pubblico si occupa. Infatti l’astensionismo è un tema drammatico, almeno per chi come noi se ne preoccupa. E questa legge elettorale cosa fa? Si pone al lato opposto dello spettro,
“Parafrasando Orwell, che evidentemente Giorgia Meloni ha letto prendendolo a modello, tutti i voti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri: non si capisce altrimenti perché la nuova legge elettorale, costruita appositamente per dare una larga maggioranza di governo a chi vince, debba stabilire che tra i voti dei cittadini che votano quella coalizione alcuni saranno conteggiati, mentre altri saranno scartati.”
Il Parlamento ha finalmente approvato un emendamento che introduce il voto fuorisede. È un passo avanti importante e sarebbe sbagliato non riconoscerlo. Ma proprio perché stiamo parlando di un diritto fondamentale, non possiamo fare finta di non vedere le criticità del testo approvato.
Poco conta che ci vada un ministro, un sottosegretario o un diplomatico: questa partecipazione dell’Italia al vertice anti-antifa è l’ennesimo schiaffo del governo alla nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
“Diciamo no al Melonellum, e continuiamo a chiedere una legge elettorale in cui le persone possano realmente scegliere e non semplicemente approvare una scelta calata dall’alto.” Lo dichiara Francesca Druetti, Segretaria nazionale di Possibile, che domani sarà a Roma davanti a Montecitorio alle 18.00 per il presidio contro la legge elettorale in votazione in Parlamento, mentre alle 20.00 è previsto un incontro insieme a Giueppe Civati alla Libreria Todomodo, per la presentazione del nuovo numero di Ossigeno.
La polizia sgombera il picchetto con la forza, i padroni festeggiano. A Seano (Prato) metodi da ventennio. Domenica 5 luglio alle ore 17:00 aderiremo alla manifestazione convocata dai SUDD Cobas in Piazza del Comune, a Prato. Convergiamo in difesa dei lavoratori e delle lavoratrici!
Quanto successo a Reggio Emilia ieri, e quanto successo sui media oggi, rende evidente l’assurdità del dibattito pubblico in cui siamo immersi. La nazionalità del sospettato non è l’elemento centrale di una notizia. Non deve esserlo.
Lo stesso giorno in cui La Russa diceva che al “clima caraibico ci abitueremo, non moriremo”, il quotidiano francese Libération titolava in prima pagina: “Bisogna politicizzare l’ondata di calore”. Questo è quello che dobbiamo fare noi, è quello che facciamo da anni. Possiamo farlo con credibilità e urgenza, dai territori al governo del paese, costituendo l’alternativa di cui il paese ha estremamente bisogno dopo anni di politiche miopi e dannose.