Quaderni

I pia­gni­stei e le gran­di dichia­ra­zio­ni — sem­pre le stes­se – ad ogni ricor­ren­za non ser­vo­no. Non si pos­so­no fare tor­na­re i vita i mor­ti, non si può resti­tui­re la pace alle loro fami­glie, né rico­sti­tui­re tut­te quel­le vite e quel­le fami­glie che si sono sgre­to­la­te nel tem­po, per con­se­guen­ze diret­te ed indi­ret­te di un siste­ma mafio­so e cor­rot­to. Ma la giu­sti­zia sì che si può fare, ed è dove­ro­so pre­ten­der­la. Per chi ha dato la vita per difen­der­la, per la nostra digni­tà di cit­ta­di­ni e per le gene­ra­zio­ni future.
Que­sto gigan­te­sco e raf­faz­zo­na­to ten­ta­ti­vo di maquil­la­ge del­lo sfrut­ta­men­to ha incon­tra­to final­men­te il suo desti­no natu­ra­le con la sen­ten­za 30/06/2021 del Tri­bu­na­le di Bologna.
Dopo ‑anzi, duran­te — il Covid, e con l’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca in cor­so, le prio­ri­tà dovreb­be­ro cam­bia­re. Solo per le Olim­pia­di Mila­no-Cor­ti­na pare che nul­la cam­bi. Né nel­la pro­get­ta­zio­ne, né nel­l’im­po­sta­zio­ne, men­tre la Lega (che gover­na le due Regio­ni) inten­de usa­re i Gio­chi come un vola­no politico.
Le imma­gi­ni pro­ve­nien­ti dal­la Ger­ma­nia occi­den­ta­le, da par­te del Bel­gio, Lus­sem­bur­go e i Pae­si Bas­si sono elo­quen­ti. Da tem­po toc­chia­mo con mano anche in Ita­lia il sus­se­guir­si di feno­me­ni estre­mi sem­pre più fre­quen­ti, tan­to che anche i nega­zio­ni­sti cli­ma­ti­ci fati­ca­no a mini­miz­za­re la por­ta­ta di que­sti fenomeni.
Dal Par­la­men­to euro­peo, alla Com­mis­sio­ne e per­si­no al Con­si­glio euro­peo, i lea­der del­le isti­tu­zio­ni han­no fer­ma­men­te con­dan­na­to le discri­mi­na­zio­ni con­tro le per­so­ne LGBTIQ, sen­za discor­si ambi­gui e sen­za giri di parole.
I cen­tri libi­ci non sono di “acco­glien­za”, ma di “deten­zio­ne”. Quan­do non ci può esse­re dia­lo­go, sono i pat­ti, e non i por­ti, a dover­si chiudere.
In men che non si dica fini­rà la spen­sie­ra­tez­za esti­va e si tor­ne­rà a par­la­re di chiu­su­re, o di ria­per­tu­re che sal­ta­no come nel caso del­le scuo­le. Per que­sto, per la pri­ma vol­ta dall’inizio del­la pan­de­mia, que­sto Pae­se potreb­be anti­ci­pa­re il pro­ble­ma pri­ma di esser­ne travolto.
Vie­ne da chie­der­si, per­ché ci fidia­mo tut­ti (non ho sen­ti­to una sola voce con­tra­ria in pro­po­si­to) del giu­di­ce sul­la defi­ni­zio­ne di disa­bi­li­tà ma alcu­ni non si fida­no su quel­la di iden­ti­tà di genere?
I dirit­ti, le liber­tà, la digni­tà e i cor­pi del­le per­so­ne LGBTI+ non sono mer­ce di scam­bio poli­ti­co, stru­men­ti di tat­ti­ci­smi che spes­so guar­da­no ad altre que­stio­ni e han­no tut­t’al­tri obbiettivi.
La tv bri­tan­ni­ca Itv ha man­da­to in onda un ser­vi­zio-inchie­sta sul­lo smal­ti­men­to dei resi in un magaz­zi­no Ama­zon scoz­ze­se, sul­la siste­ma­ti­ca distru­zio­ne di milio­ni di pro­dot­ti rima­sti inven­du­ti, dan­neg­gia­ti o rifiu­ta­ti. Beni per­fet­ta­men­te fun­zio­nan­ti man­da­ti al macero.
Chi aspet­ta­va solu­zio­ni inno­va­ti­ve e riso­lu­ti­ve di quel mec­ca­ni­smo ves­sa­to­rio che tan­to spes­so anni­chi­li­sce con­tri­buen­ti in dif­fi­col­tà, non può che pren­de­re atto del­l’en­ne­si­ma delusione. 
Per­ché la riso­lu­zio­ne del Par­la­men­to euro­peo non resti let­te­ra mor­ta, è impor­tan­te mobi­li­tar­si tutt* a par­ti­re dal livel­lo loca­le e nazio­na­le. Le cam­pa­gne di Pos­si­bi­le han­no già avu­to esi­to posi­ti­vo in varie real­tà loca­li, unen­do le for­ze il cam­bia­men­to avviene.
Pos­si­bi­le, attra­ver­so i comi­ta­ti ligu­ri, orga­niz­za e par­te­ci­pa a que­sta serie di ini­zia­ti­ve deno­mi­na­te “Geno­va 2001, ven­ti anni dopo un altro mon­do è neces­sa­rio”. Saran­no 4 gior­ni, dal 18 luglio al 21 luglio, attra­ver­so i luo­ghi sim­bo­lo del G8 del 2001.
La poli­ti­ca euro­pea sull’immigrazione è un costan­te ten­ta­ti­vo di sdo­ga­na­re la respon­sa­bi­li­tà del­lə  migran­tə, rifu­gia­tə e richie­den­ti asi­lo ai pae­si di transito.
Tut­to que­sto e mol­to altro, per dire che un altro mon­do dei dirit­ti è pos­si­bi­le. E da qual­che par­te esi­ste per­fi­no. Basta voler­lo fare.
Giu­ri­spru­den­za e dot­tri­na sono con­cor­di nell’affermare che il “bene giu­ri­di­co” pro­tet­to dal­le nor­me incri­mi­na­tri­ci in tema di discri­mi­na­zio­ne sia la digni­tà dell’uomo in sé.