QUADERNI

La que­stio­ne meri­dio­na­le riguar­da il model­lo di Pae­se che voglia­mo diven­ta­re. Set­tem­bre ce lo ricor­da ogni anno, men­tre qual­cu­no chiu­de una vali­gia e ripar­te. Pos­sia­mo con­ti­nua­re a tra­sfor­ma­re quel­la vali­gia in una foto­gra­fia malin­co­ni­ca del­la fine dell’estate, oppu­re doman­dar­ci quan­ta liber­tà pos­sa con­te­ne­re quel­la vali­gia: la liber­tà di resta­re, la liber­tà di par­ti­re, la liber­tà di tor­na­re. La liber­tà di sce­glie­re di ave­re una pos­si­bi­li­tà.
Nell’ultima esca­la­tion del­la guer­ra di Trump con­tro la sini­stra e il dis­sen­so poli­ti­co inter­no, il gover­no USA ha pre­so di mira un col­let­ti­vo ita­lia­no for­ni­to­re di ser­vi­zi web, dichia­ra­ta­men­te anti­fa­sci­sta: Auti­sti­ci / Inven­ta­ti. Come Pos­si­bi­le espri­mia­mo tut­ta la nostra soli­da­rie­tà e il nostro sup­por­to al Col­let­ti­vo, e con­ti­nue­re­mo a lot­ta­re dal­la stes­sa par­te.
L’as­ses­so­re ha par­la­to di un “fur­to da film”. No, non è un film, è una gra­vis­si­ma caren­za del siste­ma di sicu­rez­za del Museo. Per l’en­ne­si­ma vol­ta il patri­mo­nio arti­sti­co ita­lia­no vie­ne mes­so a rischio, dan­neg­gia­to o addi­rit­tu­ra pri­va­to alla col­let­ti­vi­tà a cau­sa di negli­gen­za e lacu­ne nei siste­mi di pro­te­zio­ne. In que­sto modo un bene che dovreb­be appar­te­ne­re a tut­ti si disper­de, vit­ti­ma di incu­ria e di un siste­ma che non rie­sce a garan­ti­re tute­la e sal­va­guar­dia.
Nel pri­mo pome­rig­gio di ieri, 13 ago­sto, una vio­len­ta esplo­sio­ne ha inte­res­sa­to lo sta­bi­li­men­to KNDS Ammo Ita­ly di Col­le­fer­ro. Espri­mia­mo innan­zi­tut­to sol­lie­vo per l’assenza di vit­ti­me e vici­nan­za ai lavo­ra­to­ri, alle loro fami­glie e a tut­ta la comu­ni­tà di Col­le­fer­ro. Ma pro­prio quel­lo che è acca­du­to ci obbli­ga a por­re una doman­da: sia­mo dav­ve­ro sicu­ri che il nostro ter­ri­to­rio deb­ba diven­ta­re sem­pre più par­te del­la filie­ra indu­stria­le degli esplo­si­vi e degli arma­men­ti?
Qual­che gior­no fa il Mini­stro del­la Salu­te Ora­zio Schil­la­ci, duran­te un Que­stion Time, ha defi­ni­to la salu­te men­ta­le “la gran­de sfi­da del­la nostra epo­ca”. Ma il pia­no pre­sen­ta­to per rispon­der­vi è una fre­ga­tu­ra altret­tan­to epo­ca­le. Come dire che alle allu­vio­ni rispon­de­ran­no rega­lan­do­ci dei sec­chiel­li.
Sia­mo di fron­te a una fase in cui con­vin­ce­re le per­so­ne che il loro voto vale, che la loro voce con­ta in fase di con­sul­ta­zio­ne elet­to­ra­le è dif­fi­ci­lis­si­mo, per la distan­za che sen­to­no tra le urgen­ze gra­vis­si­me che il pae­se di tro­va ad affron­ta­re e quel­lo di cui per la mag­gior par­te il dibat­ti­to pub­bli­co si occu­pa. Infat­ti l’astensionismo è un tema dram­ma­ti­co, alme­no per chi come noi se ne pre­oc­cu­pa. E que­sta leg­ge elet­to­ra­le cosa fa? Si pone al lato oppo­sto del­lo spet­tro,
“Para­fra­san­do Orwell, che evi­den­te­men­te Gior­gia Melo­ni ha let­to pren­den­do­lo a model­lo, tut­ti i voti sono ugua­li, ma alcu­ni sono più ugua­li degli altri: non si capi­sce altri­men­ti per­ché la nuo­va leg­ge elet­to­ra­le, costrui­ta appo­si­ta­men­te per dare una lar­ga mag­gio­ran­za di gover­no a chi vin­ce, deb­ba sta­bi­li­re che tra i voti dei cit­ta­di­ni che vota­no quel­la coa­li­zio­ne alcu­ni saran­no con­teg­gia­ti, men­tre altri saran­no scar­ta­ti.”
Il Par­la­men­to ha final­men­te appro­va­to un emen­da­men­to che intro­du­ce il voto fuo­ri­se­de. È un pas­so avan­ti impor­tan­te e sareb­be sba­glia­to non rico­no­scer­lo. Ma pro­prio per­ché stia­mo par­lan­do di un dirit­to fon­da­men­ta­le, non pos­sia­mo fare fin­ta di non vede­re le cri­ti­ci­tà del testo appro­va­to.
Poco con­ta che ci vada un mini­stro, un sot­to­se­gre­ta­rio o un diplo­ma­ti­co: que­sta par­te­ci­pa­zio­ne del­l’I­ta­lia al ver­ti­ce anti-anti­fa è l’en­ne­si­mo schiaf­fo del gover­no alla nostra Costi­tu­zio­ne nata dal­la Resi­sten­za.
“Dicia­mo no al Melo­nel­lum, e con­ti­nuia­mo a chie­de­re una leg­ge elet­to­ra­le in cui le per­so­ne pos­sa­no real­men­te sce­glie­re e non sem­pli­ce­men­te appro­va­re una scel­ta cala­ta dall’alto.” Lo dichia­ra Fran­ce­sca Druet­ti, Segre­ta­ria nazio­na­le di Pos­si­bi­le, che doma­ni sarà a Roma davan­ti a Mon­te­ci­to­rio alle 18.00 per il pre­si­dio con­tro la leg­ge elet­to­ra­le in vota­zio­ne in Par­la­men­to, men­tre alle 20.00 è pre­vi­sto un incon­tro insie­me a Giuep­pe Civa­ti alla Libre­ria Todo­mo­do, per la pre­sen­ta­zio­ne del nuo­vo nume­ro di Ossi­ge­no.
La poli­zia sgom­be­ra il pic­chet­to con la for­za, i padro­ni festeg­gia­no. A Sea­no (Pra­to) meto­di da ven­ten­nio. Dome­ni­ca 5 luglio alle ore 17:00 ade­ri­re­mo alla mani­fe­sta­zio­ne con­vo­ca­ta dai SUDD Cobas in Piaz­za del Comu­ne, a Pra­to. Con­ver­gia­mo in dife­sa dei lavo­ra­to­ri e del­le lavo­ra­tri­ci!
Quan­to suc­ces­so a Reg­gio Emi­lia ieri, e quan­to suc­ces­so sui media oggi, ren­de evi­den­te l’assurdità del dibat­ti­to pub­bli­co in cui sia­mo immer­si. La nazio­na­li­tà del sospet­ta­to non è l’elemento cen­tra­le di una noti­zia. Non deve esser­lo.
Lo stes­so gior­no in cui La Rus­sa dice­va che al “cli­ma carai­bi­co ci abi­tue­re­mo, non mori­re­mo”, il quo­ti­dia­no fran­ce­se Libé­ra­tion tito­la­va in pri­ma pagi­na: “Biso­gna poli­ti­ciz­za­re l’ondata di calo­re”. Que­sto è quel­lo che dob­bia­mo fare noi, è quel­lo che fac­cia­mo da anni. Pos­sia­mo far­lo con cre­di­bi­li­tà e urgen­za, dai ter­ri­to­ri al gover­no del pae­se, costi­tuen­do l’alternativa di cui il pae­se ha estre­ma­men­te biso­gno dopo anni di poli­ti­che mio­pi e dan­no­se.
Ci por­tia­mo a casa soprat­tut­to una “cas­set­ta degli attrez­zi”: par­ti­re dal sen­so per cui ci si can­di­da e da una visio­ne rico­no­sci­bi­le, cono­sce­re il ter­ri­to­rio pri­ma di voler­lo rap­pre­sen­ta­re, costrui­re orga­niz­za­zio­ne dal bas­so, usa­re i social come stru­men­to e non come fine, con­tra­sta­re la vio­len­za digi­ta­le facen­do rete attor­no alle per­so­ne che la subi­sco­no.
Il pro­ble­ma del Sud non è un pro­ble­ma del Sud. È il pro­ble­ma nazio­na­le più gran­de che l’I­ta­lia con­ti­nua a sot­to­va­lu­ta­re. Non può esi­ste­re un Pae­se che ogni anno per­de inte­re comu­ni­tà gene­ra­zio­na­li sen­za inter­ro­gar­si seria­men­te sul pro­prio futu­ro.
Sala­rio mini­mo, per­so­ne migran­ti, dirit­ti civi­li e socia­li, pia­no casa, bol­let­te, con­tra­sto all’emergenza cli­ma­ti­ca, inve­sti­men­ti nel­la salu­te e nel­l’i­stru­zio­ne pub­bli­ca… tro­via­mo cin­que pro­po­ste da fare subi­to. Spie­gan­do come fare, qua­li sono le rica­du­te con­cre­te sul­la vita del­le per­so­ne, dove tro­via­mo i sol­di. Spoi­ler: tas­san­do i ric­chi, ric­chis­si­mi che pos­so­no e devo­no con­tri­bui­re di più, per un mon­do miglio­re per tut­te e tut­ti, com­pre­si loro. Restan­do, per chi è pre­oc­cu­pa­to, comun­que mol­to ric­chi.