QUADERNI
Oggi ILGA-Europe ha pubblicato la Rainbow Map 2026, la classifica annuale che misura quanto gli Stati europei garantiscono diritti e protezioni alle persone LGBTQIA+. L’Italia scende dal 35° al 36° posto su 49 Paesi. Ancora una volta, peggioriamo. Non basta quello che abbiamo, e chi vuole governare questo Paese deve prendere apertamente un impegno chiaro e senza ambiguità. Per tuttɜ, per noi.
Il 9 maggio è una festa ma anche una promessa. E le promesse si mantengono con i fatti.
L’Europa non può continuare a dipendere dagli Stati Uniti per la propria sicurezza e per il proprio peso politico internazionale. Deve imparare a parlare con una sola voce e ad agire in modo rapido ed efficace, nel rispetto della democrazia e dello stato di diritto. Oggi, invece, il veto di un singolo Stato può bloccare decisioni fondamentali sulla politica estera, sulla difesa, sull’energia o sui diritti sociali, rendendo l’Unione debole e divisa.
Festa dell’Europa: Possibile aderisce alle iniziative organizzate in giro per l’Italia, tra cui We are Europe a Milano e la Marcia per l’Europa a Torino. Il 9 maggio, tutt3 in piazza! Facciamo sentire la nostra voce per rilanciare l’Europa di pace, diritti e solidarietà, costruita da chi ha vissuto sulla propria pelle gli orrori del nazi-fascismo.
La crescita dell’occupazione si concentra soprattutto in lavori stagionali, poco qualificati e a basso valore aggiunto. Il risultato è un sistema bloccato che produce lavoro povero. Serve un cambio di rotta rimettendo al centro la qualità del lavoro, perché in un ambiente sano si lavora meglio e si vive meglio.
La questione economica non è mai solo economica, e la disuguaglianza è un fattore collettivo: dove la disuguaglianza è ridotta, gli indicatori sociali registrano i risultati migliori. Meno corruzione, più sicurezza (LA SICUREZZA!), più stabilità delle istituzioni, meno divario di genere, meno criminalità, un dibattito pubblico meno violento, una stampa più libera, più democrazia. A chi conviene? A tutti, tranne a chi basa la sua fetta di potere e di influenza sulla paura, sull’autoritarismo che riesce a esercitare, sul clientelismo e sull’interesse. Sono tanti, ma non sono la maggioranza, nonostante possano occasionalmente controllarla. Dobbiamo ricordarcelo, che siamo di più noi, e che possiamo cambiare le cose. Insieme.
Chiediamo alla Commissione europea di procedere con una direttiva vincolante. Chiediamo al Parlamento italiano di smettere di fare finta che questa cosa non esista e di costruire finalmente una legge che garantisca protezione reale alle persone LGBTQIA+.
Il personale è politico. E votare contro la tutela di chi ha subito terapie per “correggere” il proprio orientamento è una posizione politica.
Grazie ad ACT e a tuttɜ coloro che in ogni angolo d’Europa hanno tenuto viva questa battaglia. Noi continuiamo.
Casa Carra è la dimostrazione concreta di cosa significhi fare politica pubblica con le comunità e non sulle comunità. Quando un’istituzione sceglie di stare al fianco dell’associazionismo LGBTQIA+, di co-costruire risposte strutturate invece di lasciare sole le persone di fronte alla violenza e alla discriminazione, produce risultati che cambiano davvero le vite.
Oggi il Consiglio regionale delle Marche ha approvato definitivamente una riforma dello Statuto che viene presentata come una conquista per la parità di genere, ma che è un arretramento mascherato da progresso. La proposta originaria prevedeva per la presenza di ciascun genere una soglia minima del 40% nella composizione della giunta. In commissione, su richiesta della maggioranza di centrodestra – accettata dall’opposizione – quella soglia è scesa al 30%.
I componenti della giunta vengono scelti direttamente dal Presidente, senza vincoli elettorali. Non c’è nessun ostacolo tecnico alla parità. C’è soltanto la mancanza di volontà politica e questo rende ancora più rilevante l’obiettivo di una norma chiara e ambiziosa.
Ecco perché chiediamo di riaprire la discussione e che la soglia minima per la composizione della giunta venga riportata ad almeno il 40%. Non accettiamo compromessi al ribasso presentati come atti di responsabilità. Una legge che consolida la marginalizzazione delle donne nelle istituzioni non è un passo avanti. È una tutela del sistema di potere esistente appannaggio maschile.
Cosa ha fatto di male il mondo dell’avifauna per meritare l’odio da parte del Ministro Lollobrigida e del governo?
Siamo in parecchi a chiedercelo, soprattutto perché si fa fatica a comprendere la ratio di una legge, il DDL 1552, che è una vera e propria assurdità da un punto di vista scientifico, giuridico e normativo.
Le quote di genere per la giunta regionale abbiano come obiettivo una più equa ripartizione del potere esecutivo, in linea con la Costituzione e le altre leggi nazionali. Lettera alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Marche
Un presidio a Roma per ribadire l’ovvio: se le carceri non rieducano, ma disumanizzano ed emarginano ulteriormente le persone detenute, a cosa servono se non a creare ulteriore insicurezza e condizioni insostenibili per detenuti e personale carcerario?
È stata depositata al Consiglio del Municipio XIII Aurelio di Roma la mozione contro il DDL n. 1004, a prima firma del senatore Massimiliano Romeo. L’atto è stato presentato dai consiglieri municipali di Aurelio in Comune ed Europa Verde, Maristella Urru e Lorenzo Ianiro, in collaborazione con Possibile, che a livello nazionale ha promosso una raccolta firme contro il provvedimento, raccogliendo oltre 21mila adesioni.
La riapertura della frana di Petacciato e i conseguenti disagi sociali, economici e ambientali, insieme con tutti gli episodi estremi che si sono verificati negli ultimi anni, stanno facendo tornare a galla la vera e necessaria opera di cui ha veramente bisogno il nostro paese: la messa in sicurezza del territorio italiano dal rischio idrogeologico.
Dobbiamo restituire ai ragazzi il diritto al conflitto sano. Hanno un disperato bisogno di lottare per qualcosa di reale, di sporcarsi le mani per costruire un futuro tangibile. Solo così smetteranno di fare la guerra in nome dei fantasmi del passato.