QUADERNI
Siamo di fronte a una fase in cui convincere le persone che il loro voto vale, che la loro voce conta in fase di consultazione elettorale è difficilissimo, per la distanza che sentono tra le urgenze gravissime che il paese di trova ad affrontare e quello di cui per la maggior parte il dibattito pubblico si occupa. Infatti l’astensionismo è un tema drammatico, almeno per chi come noi se ne preoccupa. E questa legge elettorale cosa fa? Si pone al lato opposto dello spettro,
“Parafrasando Orwell, che evidentemente Giorgia Meloni ha letto prendendolo a modello, tutti i voti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri: non si capisce altrimenti perché la nuova legge elettorale, costruita appositamente per dare una larga maggioranza di governo a chi vince, debba stabilire che tra i voti dei cittadini che votano quella coalizione alcuni saranno conteggiati, mentre altri saranno scartati.”
Il Parlamento ha finalmente approvato un emendamento che introduce il voto fuorisede. È un passo avanti importante e sarebbe sbagliato non riconoscerlo. Ma proprio perché stiamo parlando di un diritto fondamentale, non possiamo fare finta di non vedere le criticità del testo approvato.
Poco conta che ci vada un ministro, un sottosegretario o un diplomatico: questa partecipazione dell’Italia al vertice anti-antifa è l’ennesimo schiaffo del governo alla nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
“Diciamo no al Melonellum, e continuiamo a chiedere una legge elettorale in cui le persone possano realmente scegliere e non semplicemente approvare una scelta calata dall’alto.” Lo dichiara Francesca Druetti, Segretaria nazionale di Possibile, che domani sarà a Roma davanti a Montecitorio alle 18.00 per il presidio contro la legge elettorale in votazione in Parlamento, mentre alle 20.00 è previsto un incontro insieme a Giueppe Civati alla Libreria Todomodo, per la presentazione del nuovo numero di Ossigeno.
La polizia sgombera il picchetto con la forza, i padroni festeggiano. A Seano (Prato) metodi da ventennio. Domenica 5 luglio alle ore 17:00 aderiremo alla manifestazione convocata dai SUDD Cobas in Piazza del Comune, a Prato. Convergiamo in difesa dei lavoratori e delle lavoratrici!
Quanto successo a Reggio Emilia ieri, e quanto successo sui media oggi, rende evidente l’assurdità del dibattito pubblico in cui siamo immersi. La nazionalità del sospettato non è l’elemento centrale di una notizia. Non deve esserlo.
Lo stesso giorno in cui La Russa diceva che al “clima caraibico ci abitueremo, non moriremo”, il quotidiano francese Libération titolava in prima pagina: “Bisogna politicizzare l’ondata di calore”. Questo è quello che dobbiamo fare noi, è quello che facciamo da anni. Possiamo farlo con credibilità e urgenza, dai territori al governo del paese, costituendo l’alternativa di cui il paese ha estremamente bisogno dopo anni di politiche miopi e dannose.
Ci portiamo a casa soprattutto una “cassetta degli attrezzi”: partire dal senso per cui ci si candida e da una visione riconoscibile, conoscere il territorio prima di volerlo rappresentare, costruire organizzazione dal basso, usare i social come strumento e non come fine, contrastare la violenza digitale facendo rete attorno alle persone che la subiscono.
Il problema del Sud non è un problema del Sud. È il problema nazionale più grande che l’Italia continua a sottovalutare. Non può esistere un Paese che ogni anno perde intere comunità generazionali senza interrogarsi seriamente sul proprio futuro.
Salario minimo, persone migranti, diritti civili e sociali, piano casa, bollette, contrasto all’emergenza climatica, investimenti nella salute e nell’istruzione pubblica… troviamo cinque proposte da fare subito. Spiegando come fare, quali sono le ricadute concrete sulla vita delle persone, dove troviamo i soldi. Spoiler: tassando i ricchi, ricchissimi che possono e devono contribuire di più, per un mondo migliore per tutte e tutti, compresi loro. Restando, per chi è preoccupato, comunque molto ricchi.
A quasi 50 anni dall’ultima volta, il mondo della cultura sciopera e scende in piazza domani, 12 giugno. È, a suo modo, un risultato storico proprio per le caratteristiche strutturali del lavoro in questo settore: Restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori del settore significa anche riconoscere la funzione civile e sociale che il mondo della cultura ricopre all’interno della società.
La vicenda pistoiese solleva una questione che riguarda tutte le coalizioni progressiste: come coniugare rappresentanza dei partiti, partecipazione civica e autonomia di governo.
Cosa fare con questi soldi? Casa, lavoro, salute ed energia, per iniziare, e poi sostegno al reddito, istruzione, ricerca, riduzione del carico fiscale. In una parola: ridistribuzione. La strada non è ancora finita, ma il successo della raccolta firme è un ottimo segnale. Ora, ci vuole la volontà politica di portare avanti la proposta.
Vi diciamo una cosa: quando abbiamo pensato al Dragtivism Tour, sapevamo che era un’idea giusta. Ma Bologna ci ha mostrato quanto. Tappa dopo tappa, città dopo città, da nord a sud, stiamo costruendo qualcosa che va oltre i singoli eventi: un processo, uno spazio aperto dove la comunità queer e LGBTQIA+ si incontra e costruisce alleanze e resistenza.
Si sono concluse alle 19.00 del 28 maggio 2026 le operazioni di voto per l’approvazione del bilancio consuntivo di Possibile dell’anno 2025. Il bilancio, con la relazione del tesoriere, è stato approvato con il 99,7% dei voti favorevoli e lo 0,3% dei voti contrari.
I documenti sono già disponibili sul nostro sito web nella pagina Trasparenza.
Grazie, di cuore, a chi ha partecipato al voto!