Walter Girardi

Il DDL caccia è un attacco senza precedenti alla fauna e alla natura

Cosa ha fat­to di male il mon­do del­l’a­vi­fau­na per meri­ta­re l’o­dio da par­te del Mini­stro Lol­lo­bri­gi­da e del gover­no?
Sia­mo in parec­chi a chie­der­ce­lo, soprat­tut­to per­ché si fa fati­ca a com­pren­de­re la ratio di una leg­ge, il DDL 1552, che è una vera e pro­pria assur­di­tà da un pun­to di vista scien­ti­fi­co, giu­ri­di­co e nor­ma­ti­vo.

Petacciato: la terra frana. E anche il nostro futuro

La ria­per­tu­ra del­la fra­na di Petac­cia­to e i con­se­guen­ti disa­gi socia­li, eco­no­mi­ci e ambien­ta­li, insie­me con tut­ti gli epi­so­di estre­mi che si sono veri­fi­ca­ti negli ulti­mi anni, stan­no facen­do tor­na­re a gal­la la vera e neces­sa­ria ope­ra di cui ha vera­men­te biso­gno il nostro pae­se: la mes­sa in sicu­rez­za del ter­ri­to­rio ita­lia­no dal rischio idro­geo­lo­gi­co.

Il governo mette le mani sulla ricerca ambientale: un precedente gravissimo

Pichet­to Fra­tin ha nomi­na­to ai ver­ti­ci di Ispra, l’Istituto Supe­rio­re per la Pro­te­zio­ne e la Ricer­ca Ambien­ta­le, l’ex Sena­tri­ce di For­za Ita­lia Maria Ales­san­dra Gal­lo­ne. Una nomi­na chia­ra­men­te poli­ti­ca, la pri­ma rispet­to a una tra­di­zio­ne con­so­li­da­ta di tec­ni­ci com­pe­ten­ti in mate­ria. Un cam­bio di stra­te­gia che pre­mia ovvia­men­te l’appartenenza par­ti­ti­ca e non la com­pe­ten­za.

Sparare in libertà? No, Lollobrigida, grazie.

La cop­pia Meloni/Lollobrigida (con la com­pli­ci­tà del son­nec­chian­te Pichet­to Fra­tin) sta pre­di­spo­nen­do un attac­co di deva­stan­ti pro­por­zio­ni al siste­ma di pro­te­zio­ne del­la fau­na sel­va­ti­ca. Che ci sarà di dilet­te­vo­le, nel­lo spa­ra­re ad un ani­ma­le indi­fe­so, noi non lo capi­re­mo mai.

La Nature Restoration Law è stata approvata nonostante il governo italiano

Alla fine la Natu­re Resto­ra­tion Law è sta­ta appro­va­ta. Un rego­la­men­to quan­to­mai neces­sa­rio per il futu­ro dell’Europa e di cit­ta­di­ne e cit­ta­di­ni euro­pei e asso­lu­ta­men­te fon­da­men­ta­le per il perio­do sto­ri­co che stia­mo viven­do. Una noti­zia impor­tan­te, per cer­ti ver­si inat­te­sa soprat­tut­to dopo che alcu­ni Sta­ti ave­va­no espres­so una posi­zio­ne di net­ta con­tra­rie­tà anche a fron­te …

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Master Plan Malpensa e brughiera: la salvezza è entrare nel merito

Descri­ver­ci come quel­li del no, come quel­li che sono con­tro lo svi­lup­po, è sta­ta una del­le costan­ti in que­sti anni. La “nar­ra­zio­ne tos­si­ca” sul­le que­stio­ni ambien­ta­li pur­trop­po ha rag­giun­to anche il livel­lo loca­le, toc­can­do livel­li deci­sa­men­te bas­si: ci han­no descrit­to o rap­pre­sen­ta­to come eco­ter­ro­ri­sti. È abba­stan­za evi­den­te che quan­do non si han­no argo­men­ti, la cri­ti­ca diven­ta insul­to. I veri eco­ter­ro­ri­sti sono quel­li che han­no sem­pre soste­nu­to che l’unica stra­da pos­si­bi­le fos­se allar­ga­re il sedi­me aero­por­tua­le can­cel­lan­do un habi­tat uni­co e raro, descri­ven­do­lo come di scar­sis­si­mo valo­re.

Cop27: la più inconcludente di sempre?

La cop27 è fini­ta da poco ed è qua­si sicu­ro che pas­se­rà alla sto­ria come una del­le peg­gio­ri e più incon­clu­den­ti. E pro­prio in un momen­to in cui inve­ce c’è biso­gno di pren­de­re deci­sio­ni serie e soprat­tut­to vin­co­lan­ti. La pri­ma ama­ra con­si­de­ra­zio­ne por­ta a pen­sa­re che stia­mo dan­do ret­ta alle per­so­ne sba­glia­te. I big del­le …

Cop27: la più incon­clu­den­te di sem­pre? Leg­gi altro »

Il disastro della Marmolada metterà il cambiamento climatico in cima alla lista delle priorità?

Esi­sto­no momen­ti sto­ri­ci dove i Sapiens han­no impa­ra­to a leg­ge­re in manie­ra accor­ta il veri­fi­car­si di deter­mi­na­ti avve­ni­men­ti, pur­trop­po que­sto non è uno di quei momen­ti.
Si met­ta il cli­ma e la lot­ta al cam­bia­men­to cli­ma­ti­co in cima alla lista del­le prio­ri­tà.
Dob­bia­mo pren­de­re del­le deci­sio­ni, ora, pri­ma che sia trop­po tar­di.

Ambiente e Costituzione: saremo all’altezza?

La Costi­tu­zio­ne, così come la Repub­bli­ca, sia­mo tut­ti noi, nes­su­no esclu­so. Ecco per­ché que­sta modi­fi­ca avrà sen­so solo nel momen­to in cui sarà vera­men­te appli­ca­ta e attua­ta.
Il rischio non è solo quel­lo di con­ti­nua­re con deci­sio­ni e prov­ve­di­men­ti con­tro l’ambiente e la bio­di­ver­si­tà, ma anche di attac­ca­re i prin­ci­pi fon­da­men­ta­li del­la nostra demo­cra­zia che tro­va­no “casa” nel­la nostra Costi­tu­zio­ne.