La que­stio­ne cli­ma­ti­ca non è solo un’urgenza, è l’opportunità di ripen­sa­re il nostro model­lo di sviluppo.

 

Imma­gi­na­te un Pae­se che esce dall’incubo del­le fon­ti fos­si­li e del­la dipen­den­za ener­ge­ti­ca, che pun­ta sull’efficienza ener­ge­ti­ca e sul­le rin­no­va­bi­li, che pian­ta albe­ri, che smet­te di con­su­ma­re e impo­ve­ri­re il pro­prio suo­lo, che rimet­te in pie­di le pro­prie infra­strut­tu­re fati­scen­ti, che pun­ta a una mobi­li­tà soste­ni­bi­le e meno caotica.

 

Imma­gi­na­te un Pae­se che finan­zia que­ste impre­se in manie­ra equa e pro­gres­si­va, chie­den­do un con­tri­bu­to più alto a chi più ha e può gode­re di que­sti progressi.

 

Imma­gi­na­te un Pae­se che nel rea­liz­za­re tut­to que­sto crea nuo­vo impie­go, sicu­ro e digni­to­so, che alza gli stan­dard di lavo­ra­tri­ci e lavo­ra­to­ri in ogni set­to­re, con la sere­ni­tà di un siste­ma pre­vi­den­zia­le meno incer­to, ingiu­sto e farraginoso.

 

Imma­gi­na­te­lo insie­me a noi, insie­me a Possibile.

 

È il momen­to di insi­ste­re con le #Pre­vi­sio­ni­del­Tem­po. Con la denun­cia quo­ti­dia­na. Con le pro­po­ste. E gli investimenti.

 

C’è mol­ta stra­da fare, e il tem­po è scaduto.

 

Leg­gi le nostre proposte.

Pun­tual­men­te, nel­le discus­sio­ni che gra­vi­ta­no attor­no alla ridu­zio­ne ormai neces­sa­ria del­le fon­ti fos­si­li per una pro­du­zio­ne di ener­gia da fon­ti rin­no­va­bi­li, emer­go­no le voci di chi vor­reb­be un ritor­no al nuclea­re. Pec­ca­to che ci sia­no alcu­ne que­stio­ni, sicu­ra­men­te non di poco con­to, irri­sol­te e che dif­fi­cil­men­te tro­ve­ran­no una solu­zio­ne nel bre­ve periodo.
Ma per­ché la scuo­la deve sup­pli­re alle man­can­ze del­la poli­ti­ca? Il tra­spor­to pub­bli­co e la mobi­li­tà non sono for­se com­pe­ten­za degli enti loca­li? La veri­tà è che si trat­ta del­l’en­ne­si­mo ten­ta­ti­vo di greenwashing.
Il tem­po del bla bla bla è fini­to e biso­gna agi­re: non c’è più tem­po. Infi­ne c’è da cam­bia­re un para­dig­ma e da riscri­ve­re una sto­ria: sem­bra che le deci­sio­ni sul cli­ma le pren­da­no in pochi e in tavo­li deci­sa­men­te ristret­ti con la pre­sen­za del­le lob­by del car­bo­ne. Va com­ple­ta­men­te ribal­ta­to il tavo­lo, dan­do voce e ruo­lo a chi oggi subi­sce le con­se­guen­ze mag­gio­ri di que­sta cri­si socio cli­ma­ti­ca e ambientale.
La cri­si cli­ma­ti­ca sta col­pen­do e col­pi­rà tut­ti, spes­so con estre­ma vio­len­za. Come sem­pre le per­so­ne più espo­ste saran­no quel­le più vul­ne­ra­bi­li. Le respon­sa­bi­li­tà sap­pia­mo tut­ti dove stanno.
Il Cli­ma entri nel­le deci­sio­ni del­la Poli­ti­ca e la Poli­ti­ca si com­por­ti in manie­ra coscien­zio­sa, non guar­dan­do i son­dag­gi e pen­san­do al pros­si­mo appun­ta­men­to elet­to­ra­le, ma guar­di al futu­ro, alle gene­ra­zio­ni futu­re e a chi ver­rà dopo di loro.
Se scom­pa­io­no gli squa­li, l’Oceano muo­re. Quel­lo stes­so Ocea­no che pro­du­ce il 50% dell’ossigeno che respi­ria­mo, e assor­be il 25% dell’anidride car­bo­ni­ca che emet­tia­mo. Se muo­re l’Oceano, moria­mo noi.  Non ci resta, dun­que, che sal­va­re gli squali. 
La cri­si del­le pre­ci­pi­ta­zio­ni, così come l’aumento di feno­me­ni tem­po­ra­le­schi più vio­len­ti in ter­mi­ni di quan­ti­tà di acqua e tem­pi più ristret­ti e l’innalzamento del­la quo­ta del­lo zero ter­mi­co ci devo­no spin­ge­re, se non costrin­ge­re, a cam­bia­re radi­cal­men­te il nostro approc­cio al siste­ma “mon­ta­gna”. E que­sto impo­ne anche un cam­bio dra­sti­co nel­la gestio­ne del ter­ri­to­rio anche dal pun­to di vista del­le infra­strut­tu­re via­bi­li­sti­che e sciistiche.
Come illu­stra­to da Legam­bien­te, le spiag­ge libe­re in Tosca­na e in par­ti­co­la­re di quel­le del­le pro­vin­ce di Luc­ca e Mas­sa Car­ra­ra sono pra­ti­ca­men­te assen­ti: così nel­la regio­ne (come in altre par­ti d’I­ta­lia) si con­su­ma una gra­ve pri­va­zio­ne di un bene pub­bli­co e un for­te stress ambientale.
Il Mini­stro Cin­go­la­ni dà ragio­ne agli indu­stria­li quan­do si tro­va al tavo­lo con gli indu­stria­li, poi dà ragio­ne ai petro­lie­ri quan­do si tro­va al tavo­lo con loro e nel frat­tem­po la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca la fac­cia­mo domani. 
Cam­bia­re model­lo di svi­lup­po e cam­biar­lo subi­to. Far entra­re il cli­ma nei temi cal­di del­la poli­ti­ca, e far­lo subi­to. Pre­ten­de­re di par­la­re di cli­ma den­tro al Par­la­men­to, non accet­tan­do più di par­lar­ne fuo­ri, in miglia­ia di incon­tri, semi­na­ri, dibat­ti­ti che coin­vol­go­no solo chi è già coinvolto. 
Vede, caro mini­stro, per noi il pun­to fon­da­men­ta­le è pro­prio que­sto: la qua­li­tà del­le inte­se sul cli­ma, ormai, non la fan­no tan­to i con­te­nu­ti quan­to le tem­pi­sti­che per rag­giun­ge­re gli obiettivi.
Dopo ‑anzi, duran­te — il Covid, e con l’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca in cor­so, le prio­ri­tà dovreb­be­ro cam­bia­re. Solo per le Olim­pia­di Mila­no-Cor­ti­na pare che nul­la cam­bi. Né nel­la pro­get­ta­zio­ne, né nel­l’im­po­sta­zio­ne, men­tre la Lega (che gover­na le due Regio­ni) inten­de usa­re i Gio­chi come un vola­no politico.
Le imma­gi­ni pro­ve­nien­ti dal­la Ger­ma­nia occi­den­ta­le, da par­te del Bel­gio, Lus­sem­bur­go e i Pae­si Bas­si sono elo­quen­ti. Da tem­po toc­chia­mo con mano anche in Ita­lia il sus­se­guir­si di feno­me­ni estre­mi sem­pre più fre­quen­ti, tan­to che anche i nega­zio­ni­sti cli­ma­ti­ci fati­ca­no a mini­miz­za­re la por­ta­ta di que­sti fenomeni.
La tv bri­tan­ni­ca Itv ha man­da­to in onda un ser­vi­zio-inchie­sta sul­lo smal­ti­men­to dei resi in un magaz­zi­no Ama­zon scoz­ze­se, sul­la siste­ma­ti­ca distru­zio­ne di milio­ni di pro­dot­ti rima­sti inven­du­ti, dan­neg­gia­ti o rifiu­ta­ti. Beni per­fet­ta­men­te fun­zio­nan­ti man­da­ti al macero.
Inve­sti­re in resi­lien­za fore­sta­le, in agri­col­tu­ra di qua­li­tà rispet­to a quel­la di quan­ti­tà, rige­ne­ra­re gli spa­zi urba­ni e le nostre cit­tà con scel­te pre­ci­se di inver­di­men­to urba­no così come il poten­zia­men­to, il ripri­sti­no degli eco­si­ste­mi sono tut­ti pas­si nel­la giu­sta direzione.
“Ripri­sti­na­re gli eco­si­ste­mi degra­da­ti”, que­sto il tema scel­to per la Gior­na­ta Mon­dia­le dell’Ambiente 2021 indet­ta dall’Organizzazione del­la Nazio­ni Unite.