Migrazioni

Druetti (Pos): ONU critica i centri per migranti in Albania, Meloni abbandoni il progetto

Men­tre Melo­ni con­ti­nua a dire che “fun­zio­ne­ran­no”, i cam­pi per le per­so­ne migran­ti di Gja­dër in Alba­nia sono fini­ti al cen­tro del­le pre­oc­cu­pa­zio­ni e cri­ti­che del comi­ta­to ONU con­tro la Tor­tu­ra e Com­por­ta­men­ti Disu­ma­ni e Degra­dan­ti. E la noti­zia già si com­men­ta da sola sot­to­li­nean­do il fal­li­men­to e lo scem­pio eti­co e poli­ti­co di que­sto pro­get­to.

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Gradisca: il CPR crea solo esclusione e violenza

La Con­si­glie­ra comu­na­le Ales­sia Fac­chin, insie­me a tut­ti i mem­bri del­la lista Bor­ghi per la For­tez­za ha pre­sen­ta­to una mozio­ne in Con­si­glio Comu­na­le che chie­de la chiu­su­ra imme­dia­ta del Cen­tro di Per­ma­nen­za per il Rim­pa­trio (CPR) di Gra­di­sca d’Isonzo e l’abolizione di tut­ti i CPR pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio nazio­na­le.

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Il Consiglio Comunale di Gradisca chiede la chiusura del CPR. Il governo ascolterà?

La deten­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va non è una solu­zio­ne – dichia­ra Ales­sia Fac­chin, che ha pre­sen­ta­to la mozio­ne – è un siste­ma fal­li­men­ta­re che pro­du­ce esclu­sio­ne, vio­len­za e degra­do.

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Solidarietà a David Yambio: il governo su Patreon ha ancora troppo da chiarire

Con­ti­nuia­mo a chie­de­re che il gover­no fac­cia chia­rez­za su entram­bi gli scan­da­li: la resti­tu­zio­ne di Alma­sri e il caso di spio­nag­gio. Il corag­gio di Yam­bio nel rac­con­ta­re la sua sto­ria ci impo­ne di non resta­re in silen­zio. La sua lot­ta per la giu­sti­zia meri­ta tut­to il nostro soste­gno e la nostra atten­zio­ne.

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Lo sapevamo già, ora lo dice anche una sentenza: Maysoon Majidi è innocente

È un gior­no impor­tan­te per chi come noi ha segui­to con appren­sio­ne la sua vicen­da, emble­ma del­la cri­mi­na­liz­za­zio­ne del­le per­so­ne migran­ti. Oggi May­soon può rial­za­re la testa, con­ti­nuan­do a lot­ta­re per i più debo­li come ha sem­pre fat­to.

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A 10 anni dalla strage di Lampedusa, il Vademecum Accoglienza Possibile

Il grup­po Acco­glien­za Pos­si­bi­le ha lavo­ra­to in que­sti mesi per crea­re un vade­me­cum che rispon­da alla pro­pa­gan­da del gover­no. Per oppor­ci a que­sta vio­len­za con ragio­ne, dati e com­pe­ten­ze. All’odio raz­zi­sta del gover­no rispon­dia­mo rilan­cian­do con l’accoglienza. E per que­sto occor­re una resi­sten­za che sia fat­ta di dia­lo­go sano e infor­ma­to con la comu­ni­tà cit­ta­di­na.

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Si scrive “riammissione informale”, si legge “respingimento illegale”

Dopo la stra­te­gia del­la stret­ta ai sal­va­tag­gi del­le ONG e quel­la di asse­gna­re por­ti lon­ta­ni ai sal­va­tag­gi che inve­ce si rie­sco­no ad effet­tua­re, emer­ge un’ul­te­rio­re stra­te­gia del nostro pae­se per gesti­re i flus­si migra­to­ri: le riam­mis­sio­ni infor­ma­li. Sul fron­te nor­di­co, quel­lo del­la rot­ta bal­ca­ni­ca, a novem­bre il gover­no ha riat­ti­va­to le riam­mis­sio­ni “infor­ma­li” tra Ita­lia

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I richiedenti asilo dovrebbero essere tutti uguali. Ma è davvero così?

Quin­di, si ripe­te, tut­te le per­so­ne che scap­pa­no da una guer­ra o dal­le per­se­cu­zio­ni o dal­la mor­te cer­ta per altre ragio­ni, devo­no esse­re accol­te, però è leci­to por­si una doman­da, guar­dan­do il qua­dro gene­ra­le.
Sono dav­ve­ro tut­ti ugua­li?
Stia­mo, come “occi­den­te” in gene­ra­le, trat­tan­do tut­te e tut­ti nel­lo stes­so modo?
Sem­bra di no.

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Gli invisibili senza green pass e con decreto di espulsione

Suc­ce­de che vi sia­no migran­ti che arri­va­no in Ita­lia, rice­va­no un decre­to di respin­gi­men­to, ma non pos­sa­no muo­ver­si in alcun modo, nean­che per ritor­na­re nel Pae­se di ori­gi­ne. Anche volen­do ottem­pe­ra­re all’ob­bli­go del decre­to, infat­ti, non sono in gra­do di far­lo per­ché non sono in pos­ses­so di green pass raf­for­za­to. E così si ritro­va­no in un lim­bo in con­di­zio­ni inso­ste­ni­bi­li.

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