migrazione

La priorità deve essere mettere al sicuro le persone e non può essere messa in discussione da rimpalli tra paesi europei. Il diritto d’asilo è un diritto che in nessun caso può essere sottoposto a “vincoli quantitativi”. Servono corridoi umanitari, e cioè vie d’accesso sicure, legali, trasparenti attraverso cui evacuare più persone possibili.
La politica europea sull’immigrazione è un costante tentativo di sdoganare la responsabilità dellə  migrantə, rifugiatə e richiedenti asilo ai paesi di transito.
Ora viene da chiedersi quanto a lungo il governo Conte bis - guidato, oltre che dal M5S, da PD e LEU - avrebbe ancora atteso prima di eliminare una palese discriminazione. E quanto attenderà ancora prima di intervenire sui decreti sicurezza (abolendoli, auspichiamo), mentre in ragione di questi alcune persone continuano a subire discriminazioni. Dobbiamo attendere la Corte costituzionale anche per il resto?
Al parco di Villa Aliberti, a Saluzzo, giovedì scorso all’alba è arrivata la Polizia. Tutte e centotrentatre le persone accampate al parco sono state sottoposte – così scrivono i giornali – a un doppio screening, documentale e medico. L’accampamento di fortuna è stato sgomberato, le persone suddivise arbitrariamente in gruppi e smistate in vari centri della zona, senza tenere in alcuna considerazione eventuali esigenze personali.
Sembra essersi ormai cristallizzato qualcosa di simile a un protocollo. Un protocollo, a dirla tutta, al quale ci siamo ormai più o meno abituati dal momento in cui si è insediato il governo Conte. Il primo governo Conte, per la precisione. Anche a quei tempi, infatti, la larghissima parte delle operazioni di "blocco" degli sbarchi dalle Ong si risolveva così: giorni in mare, situazioni critiche a bordo, situazioni sempre più tese finché, anche allora, le persone venivano fatte sbarcare.
Mentre tutto il mondo sta vedendo e rivedendo, con orrore, il video nel quale un poliziotto di Minneapolis soffoca con un ginocchio un nero di nome George Floyd, incurante delle sue invocazioni, Nello Scavo su Avvenire racconta della condanna di tre torturatori al soldo della Guardia Costiera libica e di una nuova strage di migranti, assassinati dai loro carcerieri, mentre la guerra fra le opposte fazioni libiche si fa sempre più sanguinosa.
L’Africa è colpita, il contagio è arrivato. La globalizzazione che porta la tecnologia nel continente meno tecnologizzato ci trasmette anche la malattia, il virus, il rischio di morte, la disfatta economica.
L’appello va a tutti voi, esseri umani che avete ancora il coraggio di essere umani: che queste ore, diventate giorni, non svaniscano dalla nostra memoria. Teniamo alta l’attenzione su Grecia e Turchia e chiediamo, anzi pretendiamo un segnale immediato dalle istituzioni.