Giampaolo Coriani

La priorità è difendere la vittima, difendere chi denuncia, anche e soprattutto quando lo Stato chiede espressamente alla vittima di denunciare per poter intervenire. 
La questione va risolta immediatamente, con il ripristino dell’interpretazione precedente della norma oppure, se serve, con l’immediata modifica dell’art. 13 nello stesso senso. A meno che non si ritenga di voler fondare i progetti di ripresa economica di cui il governo va così fiero risparmiando sugli assegni di assistenza alle persone con grave disabilità, per un cavillo.
La questione Green Pass ripropone con urgenza proprio la questione dell’identità di genere. Ci sono persone il cui aspetto non corrisponde alle aspettative di genere connesse al dato anagrafico. Esporre queste persone a una disvelazione pubblica di un dato personale significa, come tutti sappiamo, esporle a situazioni di ostilità, discriminazioni e, purtroppo, violenze, tutt’ora non adeguatamente punite proprio a causa della mancata approvazione del DDL Zan. 
i senzatetto, i migranti, chi non ha i documenti o non li ha abbastanza "buoni" non ha possibilità di scelta, rischia di perdere anche quei pochi accessi ai servizi essenziali, due pasti e un tetto, che aveva, oltre a non essere tutelato nella salute e a non tutelare gli altri.
L’unica soluzione possibile è ampliare gli organici, di giudici e cancellieri, senza toppe messe male come gli assistenti mal pagati dell’Ufficio del Giudice oppure il ricorso sistematico a magistrati precari, che hanno funzioni e doveri uguali ai togati, eccetto che per compensi e diritti.
Viene da chiedersi, perché ci fidiamo tutti (non ho sentito una sola voce contraria in proposito) del giudice sulla definizione di disabilità ma alcuni non si fidano su quella di identità di genere?
Giurisprudenza e dottrina sono concordi nell’affermare che il “bene giuridico” protetto dalle norme incriminatrici in tema di discriminazione sia la dignità dell’uomo in sé.
Il transatlantico chiamato Terra, nella sua rotta al momento immutata, per velocità e direzione, verso l’iceberg dell’emergenza climatica, ha un altro enorme problema.