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L’Articolo 34-ter del Decre­to Soste­gni “rico­no­sce, pro­muo­ve e tute­la la lin­gua dei segni ita­lia­na (LIS) e la lin­gua dei segni ita­lia­na tat­ti­le (LIST)”, con ben 10 (DIECI!) ANNI di ritar­do dal­la Con­ven­zio­ne dell’ONU sul­la disa­bi­li­tà. Trop­po tem­po in cui, anco­ra una vol­ta, sono sta­ti vio­la­ti i sacro­san­ti dirit­ti alle pari opportunità.
La pro­po­sta di un Museo Uni­co — “come il Lou­vre” — avan­za­ta da Car­lo Calen­da non solo ha del­le cri­ti­ci­tà logi­che e logi­sti­che, ma è la spia di un modo di inten­de­re la cul­tu­ra e tut­to quel­lo che ruo­ta intor­no a que­sto seg­men­to fon­da­men­ta­le del­le nostre cit­tà in un’ottica cen­tra­liz­za­ta. Ser­ve capo­vol­ge­re il pun­to di vista, ribal­ta­re la pira­mi­de. E ser­ve inve­sti­re in pro­get­ti cul­tu­ra­li di ampio rag­gio coin­vol­gen­do gli atto­ri socia­li che in pri­ma per­so­na si occu­pa­no di que­sto. È una pro­po­sta che con Pos­si­bi­le por­te­re­mo in giro in tut­ta Ita­lia, non solo in chia­ve queer e tran­sfem­mi­ni­sta ma come prin­ci­pio gene­ra­le: cul­tu­ra dif­fu­sa, acces­si­bi­le, gra­tui­ta, con una fun­zio­ne anche sociale.
Chie­dia­mo al Gover­no ita­lia­no di garan­ti­re cor­ri­doi uma­ni­ta­ri e l’asilo alle per­so­ne LGBTIQ+ e alle don­ne afgha­ne. Ser­vo­no vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.  Per que­sto rite­nia­mo che deb­ba esse­re garan­ti­to il soste­gno e l’accoglienza del­le per­so­ne LGBTQI+ afgha­ne la cui vita è a serio rischio.
La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 
La que­stio­ne Green Pass ripro­po­ne con urgen­za pro­prio la que­stio­ne dell’identità di gene­re. Ci sono per­so­ne il cui aspet­to non cor­ri­spon­de alle aspet­ta­ti­ve di gene­re con­nes­se al dato ana­gra­fi­co. Espor­re que­ste per­so­ne a una disve­la­zio­ne pub­bli­ca di un dato per­so­na­le signi­fi­ca, come tut­ti sap­pia­mo, espor­le a situa­zio­ni di osti­li­tà, discri­mi­na­zio­ni e, pur­trop­po, vio­len­ze, tutt’ora non ade­gua­ta­men­te puni­te pro­prio a cau­sa del­la man­ca­ta appro­va­zio­ne del DDL Zan. 
i sen­za­tet­to, i migran­ti, chi non ha i docu­men­ti o non li ha abba­stan­za “buo­ni” non ha pos­si­bi­li­tà di scel­ta, rischia di per­de­re anche quei pochi acces­si ai ser­vi­zi essen­zia­li, due pasti e un tet­to, che ave­va, oltre a non esse­re tute­la­to nel­la salu­te e a non tute­la­re gli altri.
Cam­bia­re model­lo di svi­lup­po e cam­biar­lo subi­to. Far entra­re il cli­ma nei temi cal­di del­la poli­ti­ca, e far­lo subi­to. Pre­ten­de­re di par­la­re di cli­ma den­tro al Par­la­men­to, non accet­tan­do più di par­lar­ne fuo­ri, in miglia­ia di incon­tri, semi­na­ri, dibat­ti­ti che coin­vol­go­no solo chi è già coinvolto. 
Da oggi POSSIBILE LGBTI+ è mem­bro uffi­cia­le di ILGA WORLD, e, quin­di, del­la sezio­ne con­ti­nen­ta­le EUROPE. Un pas­so in più per con­fer­ma­re la volon­tà di costrui­re, anche in Ita­lia, una pro­po­sta ed un par­ti­to poli­ti­co dichia­ra­ta­men­te LGBTIQ+, non solo a paro­le ma anche, e soprat­tut­to, nei fatti.
L’unica solu­zio­ne pos­si­bi­le è amplia­re gli orga­ni­ci, di giu­di­ci e can­cel­lie­ri, sen­za top­pe mes­se male come gli assi­sten­ti mal paga­ti dell’Ufficio del Giu­di­ce oppu­re il ricor­so siste­ma­ti­co a magi­stra­ti pre­ca­ri, che han­no fun­zio­ni e dove­ri ugua­li ai toga­ti, eccet­to che per com­pen­si e diritti.
Lo ha det­to il Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca, Ser­gio Mat­ta­rel­la: “La vac­ci­na­zio­ne è un dove­re mora­le e civi­co. La liber­tà è con­di­zio­ne irri­nun­cia­bi­le ma chi limi­ta oggi la nostra liber­tà è il virus, non gli stru­men­ti e le rego­le per sconfiggerlo”.
Per il oltre il 5% del­la popo­la­zio­ne ita­lia­na l’accesso a scuo­la, lavo­ro, vita socia­le, affet­ti­vi­tà, ses­sua­li­tà può esse­re pre­clu­so da osta­co­li più o meno con­cre­ti che van­no dal­le bar­rie­re archi­tet­to­ni­che all’inadeguatezza del­le nor­me che, anche quan­do pre­sen­ti spes­so non ven­go­no rispet­ta­te e a quel­lo più insi­dio­so: la discriminazione.
Vede, caro mini­stro, per noi il pun­to fon­da­men­ta­le è pro­prio que­sto: la qua­li­tà del­le inte­se sul cli­ma, ormai, non la fan­no tan­to i con­te­nu­ti quan­to le tem­pi­sti­che per rag­giun­ge­re gli obiettivi.
Cosa ha carat­te­riz­za­to le destre di tut­to il mon­do negli ulti­mi anni se non la pre­ci­sa stra­te­gia di sol­le­ti­ca­re la sfi­du­cia e le pau­re dell’elettorato?
Non si pos­so­no fare tor­na­re i vita i mor­ti, non si può resti­tui­re la pace alle loro fami­glie, né rico­sti­tui­re tut­te quel­le vite e quel­le fami­glie che si sono sgre­to­la­te nel tem­po, per con­se­guen­ze diret­te ed indi­ret­te di un siste­ma mafio­so e cor­rot­to. Ma la giu­sti­zia sì che si può fare, ed è dove­ro­so pre­ten­der­la. Per chi ha dato la vita per difen­der­la, per la nostra digni­tà di cit­ta­di­ni e per le gene­ra­zio­ni future.
Que­sto gigan­te­sco e raf­faz­zo­na­to ten­ta­ti­vo di maquil­la­ge del­lo sfrut­ta­men­to ha incon­tra­to final­men­te il suo desti­no natu­ra­le con la sen­ten­za 30/06/2021 del Tri­bu­na­le di Bologna.
Dopo ‑anzi, duran­te — il Covid, e con l’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca in cor­so, le prio­ri­tà dovreb­be­ro cam­bia­re. Solo per le Olim­pia­di Mila­no-Cor­ti­na pare che nul­la cam­bi. Né nel­la pro­get­ta­zio­ne, né nel­l’im­po­sta­zio­ne, men­tre la Lega (che gover­na le due Regio­ni) inten­de usa­re i Gio­chi come un vola­no politico.