La cannabis fa dare i numeri (alla stampa)

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L’Italia è il terzo paese in Europa per consumo di cannabis. Il secondo se si considera la fascia d’età tra i 15 e i 34.
Questa l’informazione che organi di stampa e tg stanno riportando un po’ ovunque, non ultima oggi La Stampa in un’intervista al ministro proibizionista Fontana.

Tutte le analisi e i ragionamenti si basano su questo dato, che di per sé, senza un’analisi più approfondita e allargata della questione, è ben poco significativo.

Ma la cosa più grave è che è totalmente falso.

Il rapporto 2018 sul consumo di droghe dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe e le Dipendenze dice tutt’altro.
L’Italia è sì al terzo posto, dopo Francia e Danimarca, ma solo se si misura il consumo in assoluto nell’arco della vita di cannabis.

In altre parole, una statistica che tiene conto di chiunque abbia mai consumato cannabis in vita sua, anche una volta sola. Per capirci, persino il ministro Fontana, che sostiene di aver fumato una canna una volta ad Amsterdam, fa parte di questa categoria. Ma non per questo qualsiasi persona sana di mente lo considererebbe un consumatore, no?

E se guardiamo alla stessa statistica per la fascia d’età tra i 15-34 anni, i nostri giovani, l’Italia non è seconda, ma quarta, dopo Francia, Danimarca e Repubblica Ceca.

Ma quello che conta per avere un quadro più preciso, è sapere quanti fanno un uso abituale di cannabis, e l’Italia è ben lontana da essere al secondo posto.
Sia per quanto riguarda la popolazione generale, che per la fascia d’età tra i 15 e i 34 anni, l’Italia è quinta, dopo Spagna, Francia, Portogallo e Olanda.

In Italia solo lo 0,99% della popolazione fa un uso quotidiano o quasi quotidiano di cannabis, e solo l’1,83% dei giovani. Per fare un confronto, secondo i dati Istat il 20% della popolazione, e il 7,5% di giovani, fa uso quotidiano di alcol. Il 22% della popolazione, e il 16% di giovani, fa uso quotidiano di sigarette. 

Quelli del consumo di cannabis non sono certo numeri da allarme, quindi, e se vogliamo appassionarci alle classifiche, sono ben distanti dai paesi nelle prime quattro posizioni, che hanno numeri 3 volte superiori i nostri.

Come abbiamo già detto analizzando proprio il rapporto europeo, non è il caso di fare allarmismi, ma di ragione seriamente su un’ipocrisia che non ci possiamo più permettere.

Il proibizionismo porta danni enormi, sociali ed economici, al nostro paese, e chi ne beneficia è solo il crimine organizzato, che solo per la cannabis e solo in Italia si intesta un mercato di miliardi di euro ogni anno.

Invece di approcciare seriamente il problema, i media del nostro paese tendono a dare i numeri. Speriamo non diano la colpa alla cannabis anche di questo.

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