Scuola

L’inchiesta sulle chat neonaziste dimostra che servono più scuola e più antifascismo

Da anni ci sen­tia­mo ripe­te­re che l’an­ti­fa­sci­smo è cosa ana­cro­ni­sti­ca e pre­te­stuo­sa. Le chat seque­stra­te rac­con­ta­no altro. L’an­ti­fa­sci­smo si fa anche in clas­se, ogni gior­no. Le scuo­le che scri­vo­no “qui nes­su­no è stra­nie­ro” stan­no facen­do pre­ven­zio­ne e andreb­be­ro soste­nu­te. Que­sta pro­pa­gan­da nera non può e non deve ave­re agi­bi­li­tà. Ognu­no di noi è chia­ma­to a que­sta Resi­sten­za. Su ogni fron­te.

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Di questo passo, in Calabria, le campanelle non suoneranno più

In Cala­bria con­ti­nuia­mo a con­ta­re scuo­le che chiu­do­no, clas­si che scom­pa­io­no, pae­si nei qua­li per anda­re a scuo­la biso­gna per­cor­re­re sem­pre più chi­lo­me­tri, inte­ri ples­si accor­pa­ti. Si con­ti­nua nel men­tre a par­la­re di spo­po­la­men­to come se fos­se un feno­me­no ine­vi­ta­bi­le, qua­si una con­di­zio­ne geo­gra­fi­ca del Mez­zo­gior­no. Quan­do chiu­de una scuo­la per­dia­mo una del­le con­di­zio­ni neces­sa­rie affin­ché una fami­glia pos­sa imma­gi­na­re di abi­ta­re anco­ra quel ter­ri­to­rio.

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Perché siamo contrari alle nuove indicazioni nazionali sulla scuola di Valditara

Cin­que moti­vi per cui cre­dia­mo che le Nuo­ve Indi­ca­zio­ni Nazio­na­li 2025 sia­no ina­de­gua­te, a par­ti­re dal cam­bio di para­dig­ma alla base del­le Indi­ca­zio­ne del 2012 — Cul­tu­ra, Scuo­la, Per­so­na — ad un mot­to che asso­mi­glia ad un altro già sen­ti­to: Per­so­na, Scuo­la, Fami­glia.

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Riforma Valditara: bentornati nel Ventennio

Quel­lo che lascia più inter­det­ti del­l’in­ter­vi­sta di Val­di­ta­ra è il sapo­re nostal­gi­co e ita­lo-cen­tri­co di tut­to il discor­so, il pou­le tut­to al maschi­le a capo del­la com­mis­sio­ne, l’assenza di stu­den­tes­se e stu­den­ti al tavo­lo del­le deci­sio­ni sul futu­ro del­la loro istru­zio­ne.

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Non è con la “scuola superiore unica” che si contrastano le disuguaglianze

La dif­fe­ren­zia­zio­ne degli indi­riz­zi ha valo­re se sle­ga­ta dall’etichettamento degli isti­tu­ti e di chi stu­dia. “Al pro­fes­sio­na­le va chi non vuo­le stu­dia­re” men­tre “al liceo va chi ha voglia di stu­dia­re”. Quan­te vol­te l’abbiamo sen­ti­to: eti­chet­te che get­ta­no semi di futu­re disu­gua­glian­ze socia­li. 

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Graduatorie concorso primaria-infanzia: regna il caos

di Nico­la Capus­se­la per il Comi­ta­to Scuo­la di Pos­si­bi­le Pas­sa­to un po’ in sor­di­na rispet­to al con­cor­so ordi­na­rio per la scuo­la secon­da­ria, il con­cor­so ordi­na­rio per la scuo­la pri­ma­ria e d’infanzia, ban­di­to nel 2020, ven­ne riman­da­to a cau­sa del­la pan­de­mia. A fine novem­bre 2021 il Mini­ste­ro deci­se, nel bel mez­zo degli impe­gni di fine pri­mo

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Nuovo “decreto Covid”: non si risolve così l’emergenza educativa

Avrem­mo volu­to che il Gover­no affian­cas­se alla solu­zio­ne del vac­ci­no, impor­tan­tis­si­ma, anche altre ini­zia­ti­ve strut­tu­ra­li per rispon­de­re a una emer­gen­za edu­ca­ti­va, oltre che sani­ta­ria, che dura ormai da 2 anni: ridur­re il nume­ro di alun­ni per clas­se, poten­zia­re orga­ni­ci e tra­spor­ti, area­re ade­gua­ta­men­te le aule sco­la­sti­che con impian­ti di ven­ti­la­zio­ne mec­ca­ni­ca con­trol­la­ta, stan­zia­re fon­di ade­gua­ti per il soste­gno psi­co­lo­gi­co di stu­den­ti e per­so­na­le.

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I sordi nel rettangolo, come la LIS

L’Articolo 34-ter del Decre­to Soste­gni “rico­no­sce, pro­muo­ve e tute­la la lin­gua dei segni ita­lia­na (LIS) e la lin­gua dei segni ita­lia­na tat­ti­le (LIST)”, con ben 10 (DIECI!) ANNI di ritar­do dal­la Con­ven­zio­ne dell’ONU sul­la disa­bi­li­tà. Trop­po tem­po in cui, anco­ra una vol­ta, sono sta­ti vio­la­ti i sacro­san­ti dirit­ti alle pari oppor­tu­ni­tà.

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#iostoconsimonluca, per il diritto allo studio

Può un diri­gen­te sco­la­sti­co abu­sa­re del suo pote­re a tal pun­to? E cosa acca­drà ades­so, nei vari Grup­pi di Lavo­ro, ora che c’è sta­ta la rifor­ma del PEI e que­sto pote­re di deci­de­re chi come dove e per quan­to tem­po e ore gli alun­ni disa­bi­li han­no dirit­to al soste­gno è con­se­gna­to qua­si inte­ra­men­te nel­le mani dell’azienda-scuola e dei suoi super­di­ri­gen­ti?

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PNRR, Missione 4: un’idea di scuola senza futuro

Abbia­mo let­to scru­po­lo­sa­men­te la “Mis­sio­ne 4, Istru­zio­ne e Ricer­ca” del Pia­no Nazio­na­le di Ripre­sa e Resi­lien­za (PNRR) e la visio­ne di scuo­la che ne emer­ge è mol­to lon­ta­na da quel­la di Pos­si­bi­le. Il PNRR deli­nea infat­ti un’idea di scuo­la su base indi­vi­dua­li­sta, che rispon­de a logi­che di mer­ca­to e model­la­ta sul­le esi­gen­ze del mon­do del lavo­ro.

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