I sordi nel rettangolo, come la LIS

L’Articolo 34-ter del Decreto Sostegni "riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS) e la lingua dei segni italiana tattile (LIST)", con ben 10 (DIECI!) ANNI di ritardo dalla Convenzione dell’ONU sulla disabilità. Troppo tempo in cui, ancora una volta, sono stati violati i sacrosanti diritti alle pari opportunità.

di Marian­na Monterosso

Pome­rig­gio cal­do d’agosto, sono sul diva­no in moda­li­tà pen­ni­chel­la, accen­do la tv e c’è l’edizione del­le 15:10 del tele­gior­na­le. Non cam­bio cana­le, guardo.

La tele­ca­me­ra è foca­liz­za­ta sul­la gior­na­li­sta che scan­di­sce le paro­le con una dizio­ne impec­ca­bi­le, l’inquadratura pren­de la metà del­lo scher­mo e dall’altra par­te, den­tro a un ret­tan­go­lo, c’è una ragaz­za che segna in LIS (Lin­gua Ita­lia­na dei Segni) le notizie

Mi vie­ne in men­te Ales­sia, la mia com­pa­gna del­la pri­ma media, pen­so chis­sà dove sarà ades­so e se nel­la scuo­la di Tori­no, dove si era tra­sfe­ri­ta per il lavo­ro del padre, si è poi tro­va­ta bene.

Io sono SORDA, rispon­de­va Ales­sia alla prof di scien­ze ogni vol­ta che la chia­ma­va “non uden­te”. Segna­va quel­la fra­se con il viso arrab­bia­to, ma in pochi capi­va­no quel­la dan­za di mani con cui dise­gna­va le paro­le nell’aria, con una flui­di­tà e una gra­zia degna di un étoi­le del­la Scala

C’è in Ita­lia que­sta mania di cam­bia­re le paro­le per ren­der­le più cari­ne, ma la veri­tà è che se tu dici a un sor­do che non è capa­ce di sen­ti­re, non fai altro che sot­to­li­nea­re la sua disa­bi­li­tà inve­ce di rico­no­sce­re la sua diversità.

È qui la chia­ve di tut­to, sape­te, di tut­ti i discor­si sull’inclusione, l’inclusività e l’integrazione socia­le: CONOSCERE E RICONOSCERE LA DIVERSITÀ, per acco­glier­la, per miglio­rar­si, per­ché la diver­si­tà è un defi­cit solo per chi non la comprende.

La LIS è sta­ta intro­dot­ta uffi­cial­men­te nel nostro Pae­se sol­tan­to il 19 mag­gio 2021.

L’Articolo 34-ter del Decre­to Soste­gni “rico­no­sce, pro­muo­ve e tute­la la lin­gua dei segni ita­lia­na (LIS) e la lin­gua dei segni ita­lia­na tat­ti­le (LIST)”, con ben 10 (DIECI!) ANNI di ritar­do dal­la Con­ven­zio­ne dell’ONU sul­la disabilità.

Trop­po tem­po in cui, anco­ra una vol­ta, sono sta­ti vio­la­ti i sacro­san­ti dirit­ti alle pari oppor­tu­ni­tà del­le mino­ran­ze invi­si­bi­li, dirit­ti che ven­go­no espli­ca­ti come “ser­vi­zi” alla comu­ni­tà dei diver­si, non come dove­ri del­lo Sta­to a trat­ta­re tut­ti in modo equo.

Ora si aspet­ta­no i decre­ti attua­ti­vi, ma le pre­mes­se di que­sto ipo­te­ti­co dirit­to dei sor­di a con­vi­ve­re degna­men­te nel­la socie­tà ita­lia­na non sono del­le miglio­ri, in quan­to si è par­la­to di intro­dur­la solo negli “even­ti pub­bli­ci”, per capir­ci quel­li poli­ti­ci, o reli­gio­si, le diret­te par­la­men­ta­ri, e altri avve­ni­men­ti in cui ora si è obbli­ga­ti, visto il decre­to, a segnare.

Signi­fi­ca che in Ita­lia, ad oggi, un bam­bi­no sor­do non può fre­quen­ta­re sere­na­men­te la scuo­la pub­bli­ca, per­ché non ci sono inse­gnan­ti che san­no segna­re. Pre­ten­dia­mo che gli alun­ni sor­di si adat­ti­no impa­ran­do con i nostri meto­di, ma l’insegnamento non si fa con la didat­ti­ca pin­da­ri­ca, basan­do­ci sul buon sen­so (chi ce l’ha) o sul­la buo­na volon­tà: si par­la­no due lin­gue diver­se e non ci si capi­rà mai bene.

Per resti­tui­re il dirit­to allo stu­dio anche ai bam­bi­ni e ragaz­zi sor­di è neces­sa­rio rive­de­re tut­to il siste­ma sco­la­sti­co nazio­na­le (a tal pro­po­si­to, se ave­ste voglia di sug­ge­ri­men­ti con­cre­ti, vi con­si­glio di leg­ge­re il mera­vi­glio­so docu­men­to “La scuo­la sal­va il mon­do. Pro­po­sta per una scuo­la pos­si­bi­le”): è così dispen­dio­so, per esem­pio, fare dei cor­si di LIS per gli inse­gnan­ti di soste­gno? Oppu­re intro­dur­re nel­le clas­si in cui ci sono le disa­bi­li­tà udi­ti­ve, docen­ti in gra­do di segna­re per que­sti bam­bi­ni? E come fa un bim­bo sor­do ad inte­ra­gi­re con i compagni?

Ales­sia si era tra­sfe­ri­ta a Tori­no, lì sta­va fre­quen­tan­do una scuo­la per sordi.

Io stes­sa, per un bre­ve perio­do del­la mia vita, ho inse­gna­to in una scuo­la per sordi.

Ricor­do la bel­lez­za di quel­le paro­le det­te con il cor­po, di quell’ascolto fat­to con gli occhi e col cuo­re, del­le lezio­ni dipin­te sul­la lava­gna, e di come loro, i miei alun­ni, ave­va­no accet­ta­to la mia igno­ran­za, e mi inse­gna­va­no a segna­re alme­no le fra­si prin­ci­pa­li. Ricor­do l’abitudine di dire sem­pre “gra­zie” per ogni cosa, anche a fine lezio­ne rin­gra­zia­va­no, e applau­di­va­no agi­tan­do le mani aper­te sopra le spalle.

Quel­la scuo­la era bel­lis­si­ma, era un’oasi di sere­ni­tà, i ragaz­zi era­no feli­ci… ma pen­sa­vo… e quan­do andran­no all’università? Sarà così faci­le per loro o saran­no costret­ti a rinun­cia­re a stu­dia­re? E quan­do cre­sce­ran­no? Riu­sci­ran­no a rea­liz­za­re i loro sogni e inse­rir­si nel mon­do del lavoro.

Accan­to al pro­fu­mo dell’oasi feli­ce, sen­ti­vo anche un per­si­sten­te odo­re di ghetto.

Con­fes­so: ho ter­gi­ver­sa­to ma alla fine ho avu­to l’ardire di scri­ver­la, la paro­la ghetto.

E mi chie­do, anco­ra ades­so sul diva­no: per­ché esi­sto­no le scuo­le per sordi?

Pen­so che ci attac­chia­mo alle eti­chet­te solo per con­ce­de­re un minu­sco­lo spa­zio vita­le, un pic­co­lo rita­glio socia­le, come il ret­tan­go­lo del tg, a chi sta­ti­sti­ca­men­te non rispec­chia la nostra idea di nor­ma­li­tà fisi­ca, intel­let­tua­le, men­ta­le, e addi­rit­tu­ra mora­le, e così ci lavia­mo la coscienza.

Spen­go la tv, le 4 ore cano­ni­che per dige­ri­re la pasta alla nor­ma sono tra­scor­se e deci­do di anda­re in spiag­gia. Men­tre recu­pe­ro la bor­sa del mare, pen­so: “Ma per­ché nell’edizione del TG per sor­di non ci sono mai i ser­vi­zi gior­na­li­sti­ci ed è tut­to così dida­sca­li­co? E se fos­si sor­da e aves­si voglia, ades­so, di fare zap­ping e guar­da­re un pro­gram­ma qual­sia­si, potrei farlo.

Anche la tele­vi­sio­ne dovreb­be ave­re pari oppor­tu­ni­tà per tut­ti… o no?

 

 

 

 

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