Andrea Pertici

Non serve allearsi col PD per votare Gori o Zingaretti
La notizia per cui quello che sembra destinato ad essere il primo partito cercherebbe già di porre ai propri parlamentari vincoli in contrasto con la Costituzione getta una prima fitta ombra sulla prossima legislatura
Il segretario di Possibile mi ha chiesto di portare il nostro contributo a quel tavolo, dove – come già emerso da alcune notizie di stampa – sedevano anche un esponente di Mdp (l’on. Guglielmo Epifani), un esponente di SI (l’on. Giovanni Paglia) e un esponente dell’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza (il prof. Tomaso Montanari).
Le persone che si riconoscono nelle forze politiche di sinistra hanno tutte la responsabilità di costruire insieme questo progetto al quale stiamo lavorando anche a livello nazionale
Insistiamo circa l’opportunità di rinunciare a forzature e di limitarsi – nelle ultime settimane di legislatura – ad armonizzare le leggi elettorali esistenti, in poche mosse
La proposta in questione risulta l’ennesimo pasticcio, fatto probabilmente con l’occhio troppo fisso sulle ormai imminenti elezioni che impediscono di pensare liberamente al sistema migliore.
Dopo settimane di stallo, sembra che riprenda il cammino parlamentare della legge elettorale che queste Camere fanno e disfanno dall’inizio della legislatura, con una certa inclinazione alle soluzioni incostituzionali (come sancito dalla sentenza n. 35 del 2017).
La lunga discussione di sabato scorso a Milano sul Manifesto di Possibile è stata per me un momento di grande soddisfazione anche come costituzionalista. È un bel modo di festeggiare gli ormai prossimi settant’anni della nostra Costituzione, in modo davvero non meramente rituale (come temo invece che accadrà in molte sedi).
Incostituzionale un altro pezzo delle “riforme” della legislatura, e soprattutto dei tre anni del Governo Renzi. Un periodo di grande ubriacatura del “rinnovamento”, in cui bastava un titolo perché tutti o quasi credessero che era “la volta buona”