Il lavoro del tavolo a quattro per un programma comune della sinistra

Il segretario di Possibile mi ha chiesto di portare il nostro contributo a quel tavolo, dove – come già emerso da alcune notizie di stampa – sedevano anche un esponente di Mdp (l’on. Guglielmo Epifani), un esponente di SI (l’on. Giovanni Paglia) e un esponente dell’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza (il prof. Tomaso Montanari).
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Come abbiamo scritto ormai alcuni mesi fa, la ricostruzione della sinistra passa attraverso la definizione delle cose da fare, con concretezza, superando asfittiche discussioni sulle appartenenze. È ciò che vogliamo fare che definisce ciò che siamo. È del resto la stessa Costituzione che, affermando il fondamento sul lavoro della nostra Repubblica, ci dice che a contare deve essere ciò che facciamo.

Possibile – come noto – ha scelto questa soluzione elaborando il Manifesto, in un percorso partecipato, a partire dalla Costituente delle idee, svoltasi a Roma dal 24 al 26 gennaio 2017, per proseguire con un confronto diretto tra i partecipanti alle diverse discussioni tematiche, e quindi al Politicamp di Reggio Emilia dal 14 al 16 luglio, fino alla presentazione del testo a Milano il 16 settembre. Tutte queste occasioni hanno visto l’apporto di grandi competenze e l’ascolto e il contributo di esponenti di altre forze politiche di sinistra che sono intervenuti.

Con questo programma – come ha detto e ripetuto il segretario Civati sin dall’inizio di quest’anno – Possibile intendeva sedersi a un tavolo con le altre forze della sinistra, al fine di costruire una proposta comune, per presentarsi insieme alle prossime elezioni politiche, come richiesto dagli iscritti a Possibile, anche a seguito di una votazione on line. Non, quindi, una semplice somma di partiti o movimenti, ma una proposta in grado di restituire un’alternativa a molti elettori.

La decisione dei segretari o coordinatori di diversi soggetti politici di sinistra di avviare un tavolo di confronto programmatico per la redazione di un primo documento comune ha rappresentato, quindi, l’approdo da mesi auspicato da Possibile, come più volte indicato da Pippo Civati.

Il segretario di Possibile mi ha chiesto di portare il nostro contributo a quel tavolo, dove – come già emerso da alcune notizie di stampa – sedevano anche un esponente di Mdp (l’on. Guglielmo Epifani), un esponente di SI (l’on. Giovanni Paglia) e un esponente dell’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza (il prof. Tomaso Montanari).

Il lavoro svolto ha prodotto un documento composto di una parte introduttiva, anticipata il 7 novembre da Huffington Post e da una parte in cui sono indicati in breve alcuni primi punti programmatici. Si tratta di una prima stesura, certamente da integrare e migliorare, rispetto alla quale ciascuno ha rinunciato a qualcosa e accettato la presenza di punti o espressioni probabilmente non pienamente condivisi. Al momento in cui il documento è stato reso pubblico c’era un alto livello di condivisione della parte introduttiva, mentre sulla parte successiva permaneva qualche distanza in più, che pareva comunque superabile, anche essendo ben chiaro a tutti che il lavoro deve proseguire.

A me pare che questo primo tratto del percorso sia stato proficuo, avendo dimostrato che, nel merito delle questioni, sono più gli aspetti condivisi che gli elementi di distanza, fermo restando che lavorare insieme significa anche saper sacrificare qualcosa. Questo è lo spirito con il quale ci siamo seduti a quel tavolo e con cui ci continueremo a sedere, certi che insieme saremo meglio i grado di trovare le risposte a molte richieste che sono state ignorate per troppi anni e che riguardano la maggioranza delle persone. A questo deve mirare la nostra proposta di governo alla quale continuiamo a lavorare (per quanto riguarda Possibile anche grazie al lavoro fatto con il contributo di molte e di molti al Manifesto).

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