L’omicidio di Reggio Emilia lo dimostra: la nazionalità di chi compie un delitto non è una notizia

Quanto successo a Reggio Emilia ieri, e quanto successo sui media oggi, rende evidente l’assurdità del dibattito pubblico in cui siamo immersi. La nazionalità del sospettato non è l’elemento centrale di una notizia. Non deve esserlo.

Reg­gio Emi­lia oggi si è stret­ta intor­no alla fami­glia di Raf­fae­le Sti­pa, il 67enne pro­prie­ta­rio del­la piz­ze­ria Yoghi, ucci­so ieri a col­tel­la­te da un clien­te abi­tua­le con pro­ble­mi di salu­te men­ta­le, fer­ma­to dal­la poli­zia nel­la not­te.

Una vicen­da orri­bi­le e tra­gi­ca, che avreb­be dovu­to esse­re ripor­ta­ta con cau­te­la e rispet­to per la vit­ti­ma. E che inve­ce, a cau­sa di un det­ta­glio dif­fu­so erro­nea­men­te dal­le agen­zie di stam­pa nel­la sera­ta di ieri, è diven­ta­ta car­ne da can­no­ne per l’ennesimo e insen­sa­to deli­rio secu­ri­ta­rio. È basta­to che le agen­zie bat­tes­se­ro l’informazione (erra­ta) che l’assassino fos­se “di ori­gi­ne stra­nie­ra”.

L’er­ro­re, che anco­ra cam­peg­gia su mol­ti arti­co­li onli­ne, è sta­to cor­ret­to in mat­ti­na­ta, ma il dan­no è fat­to: da una bat­tu­ta d’a­gen­zia, la pre­sun­ta ori­gi­ne stra­nie­ra del­l’o­mi­ci­da diven­ta tito­lo in qua­si tut­te le testa­te di destra.

Per esem­pio, Nico­la Por­ro: “Dam­mi una piz­za gra­tis. Poi il kil­ler stra­nie­ro ammaz­za il piz­za­io­lo”. Il Gior­na­le: “Dam­mi una piz­za gra­tis. E lo stra­nie­ro ucci­de a col­tel­la­te il risto­ra­to­re”. Libe­ro, sul­la stes­sa linea: “Fam­mi una piz­za gra­tis. E lo stra­nie­ro ammaz­za il piz­za­io­lo”.

Sem­pre in mat­ti­na­ta, arri­va­no anche i com­men­ti degli espo­nen­ti poli­ti­ci.

Per esem­pio, Van­nac­ci: “UNO STRANIERO UCCIDE E FERISCE PER UNA PIZZA. E qual­cu­no anco­ra dubi­ta la neces­si­tà di rifor­ma­re la legit­ti­ma dife­sa. E qual­cu­no anco­ra met­te in dub­bio la REMIGRAZIONE”, che nel pome­rig­gio modi­fi­che­rà il post aggiun­gen­do che “da ulte­rio­ri inda­gi­ni sem­bra che l’o­mi­ci­da sia ita­lia­no, con pre­ce­den­ti per dro­ga… e nul­la cam­bia cir­ca la neces­si­tà di rive­de­re le rego­le del­la legit­ti­ma dife­sa”, lascian­do però il tito­lo inva­ria­to, nel caso qual­cu­no non vada oltre quel­lo.

Per esem­pio, la Lega, che deve rin­cor­re­re a destra Van­nac­ci, e lo fa con un duris­si­mo comu­ni­ca­to: “CHI UCCIDE PER UNA PIZZA NON PUO’ AVERE POSTO NELLA NOSTRA COMUNITÀ. AVANTI CON LA REMIGRAZIONE”, poi ret­ti­fi­ca­to qual­che ora dopo con una nota ai gior­na­li che ne chie­de la non dif­fu­sio­ne, “alla luce del­le nuo­ve infor­ma­zio­ni dif­fu­se dagli inqui­ren­ti, che modi­fi­ca­no un ele­men­to cen­tra­le del­la rico­stru­zio­ne ini­zia­le”. 

“Un ele­men­to”, a caso. 

Ecco per­ché la nota, se pos­si­bi­le, è peg­gio del comu­ni­ca­to stes­so. Per­ché il pun­to è pro­prio que­sto: la nazio­na­li­tà del sospet­ta­to non è l’elemento cen­tra­le di una noti­zia. Non deve esser­lo. Non spo­sta nul­la rispet­to all’accaduto, al dolo­re di una fami­glia, di una comu­ni­tà, di una cit­tà, né rispet­to all’analisi dei fat­ti, per­ché sono la mar­gi­na­li­tà socia­le, la dipen­den­za da sostan­ze, i pre­ce­den­ti pena­li, la fra­gi­li­tà del­le rela­zio­ni fami­lia­ri e l’ac­ces­so a per­cor­si di cura a poter esse­re dei fat­to­ri di “insi­cu­rez­za”, non cer­to la nazio­na­li­tà. Non spo­sta nul­la, se non la pos­si­bi­li­tà di gene­ra­re odio rab­bio­so, da cui trar­re con­sen­so, con cui garan­tir­si pote­re: nul­la, se non cibo per gli scia­cal­li.

Quan­to suc­ces­so a Reg­gio Emi­lia ieri, e quan­to suc­ces­so sui media oggi, ren­de evi­den­te l’assurdità del dibat­ti­to pub­bli­co in cui sia­mo immer­si. La stru­men­ta­liz­za­zio­ne odio­sa mes­sa in atto pun­tual­men­te dai poli­ti­ci di destra (o “né di destra né di sini­stra”), la ver­go­gna di chi dovreb­be fare infor­ma­zio­ne e cro­na­ca e inve­ce pun­ta solo su tito­li ad effet­to per dopa­re il dibat­ti­to (e fare clic­k­bait, che non gua­sta mai). E ren­de evi­den­te anche che chi fa infor­ma­zio­ne in modo serio (come le agen­zie di stam­pa o mol­ti gior­na­li loca­li) abbia davan­ti a sé un lavo­ro anco­ra più arduo, ma neces­sa­rio: e cioè pen­sar­ci die­ci, cen­to, mil­le vol­te, pri­ma di scri­ve­re (anche solo in una paren­te­ti­ca) del­la nazio­na­li­tà di chi com­pie un delit­to. Per­ché quel det­ta­glio, anche sta­vol­ta, è diven­ta­to l’unico, tos­si­co, argo­men­to di discus­sio­ne. E se non fos­se sta­to smen­ti­to, sta­rem­mo anco­ra par­lan­do solo di quel­lo, inve­ce di lavo­ra­re come comu­ni­tà e deci­so­ri sul­le cau­se rea­li affin­ché una tra­ge­dia così non si ripe­ta più.

Fran­ce­sca Druet­ti
Mar­co Vas­sa­lot­ti

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