Andrea Pertici

Professore ordinario di diritto costituzionale nell'Università di Pisa (Giurisprudenza), avvocato patrocinante di fronte alle giurisdizioni superiori.

Il Tar Lazio e lo Stato di diritto: considerazioni a margine di una decisione che ha fatto innervosire il potere

I pas­sag­gi sono mol­ti e non è det­to che ave­re un altro giu­di­ce al posto di un Tar avreb­be por­ta­to a solu­zio­ni miglio­ri per la Pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne. A meno che non si inten­da soste­ne­re pro­prio che con­tro le deci­sio­ni del­la Pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne non deb­ba esser­vi nes­sun giu­di­ce, “come ai bei tem­pi del­lo Sta­to asso­lu­to”

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Un premio a 5 stelle?

Lui­gi Di Maio, figu­ra di pri­mo pia­no del Movi­men­to 5 stel­le, ha dichia­ra­to in un’intervista al Cor­rie­re del­la Sera, di esse­re a favo­re di una leg­ge elet­to­ra­le con pre­mio di mag­gio­ran­za, con soglia al 35% per entram­be le Came­re. E, poi­ché sem­bra che anche nel Pd al pre­mio non voglia­no rinun­cia­re que­sta solu­zio­ne potreb­be costi­tui­re

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Se nessuno li voleva, come ci sono finiti nell’Italicum i capilista bloccati?

Dopo esser­si risco­per­to soste­ni­to­re del Mat­ta­rel­lum fuo­ri tem­po mas­si­mo, sal­vo ave­re volu­to l’Italicum tan­to da met­ter­ci sopra la fidu­cia, ora l’ex Pre­mier si risco­pre anche soste­ni­to­re del­le pre­fe­ren­ze: “via i capi­li­sta bloc­ca­ti!” (ripren­den­do un po’ quel cele­bre “via il Sena­to!”). “Scu­si – sareb­be potu­ta esse­re la doman­da dell’intervistatore – ma come c’erano fini­ti nel­la leg­ge

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Democrazia diretta e rappresentativa insieme per la partecipazione: dal “Progetto 2 giugno”, tre anni di lavoro nella convinzione che “Appartiene al popolo”

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1491477352396{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Si è tor­na­ti a par­la­re, in que­sti gior­ni, anche sui gran­di media, del­la par­te­ci­pa­zio­ne diret­ta dei cit­ta­di­ni alle scel­te poli­ti­che. Lo si è fat­to a segui­to pro­po­sta di deli­be­ra, pre­sen­ta­ta dal­la mag­gio­ran­za (M5S) in Cam­pi­do­glio, per modi­fi­ca­re lo sta­tu­to di Roma Capi­ta­le per intro­dur­re la pos­si­bi­li­tà di peti­zio­ni on line e spe­ri­men­ta­re

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L’Europa a sessant’anni dai Trattati di Roma

Dob­bia­mo pre­ten­de­re che le for­ze poli­ti­che euro­pei­ste offra­no solu­zio­ni dif­fe­ren­ti e che i cit­ta­di­ni pos­sa­no sce­glie­re tra que­ste. Ciò vale a livel­lo nazio­na­le, dove pure, alme­no in una cer­ta fase si è rite­nu­to di adot­ta­re lo sche­ma “t.i.n.a.” e vale a livel­lo euro­peo. Per­ché anche l’Europa appar­tie­ne al popo­lo.

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Per un Parlamento che funziona meglio: la prima nostra proposta alla Camera, ora anche al Senato

Si trat­ta di un pri­mo ma impor­tan­te tas­sel­lo di rifor­me isti­tu­zio­na­li che — come dicia­mo sem­pre — non pas­sa­no solo attra­ver­so la Costi­tu­zio­ne (che pure può richie­de­re sin­go­li aggior­na­men­ti o miglio­ra­men­ti): dal­la leg­ge elet­to­ra­le a quel­la sul con­flit­to di inte­res­si, alla revi­sio­ne di alcu­ne incom­pa­ti­bi­li­tà e ine­leg­gi­bi­li­tà, per assi­cu­ra­re una mag­gio­re tra­spa­ren­za e un effet­ti­vo svol­gi­men­to del­le fun­zio­ni pub­bli­che con disci­pli­na e ono­re.

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Piccole e forti riforme costituzionali condivise di fine legislatura

Duran­te la cam­pa­gna per il refe­ren­dum costi­tu­zio­na­le ave­va­mo det­to – con altri soste­ni­to­ri del NO – che la revi­sio­ne costi­tu­zio­na­le del gover­no Ren­zi era una cat­ti­va rifor­ma ma che altre modi­fi­che del­la Costi­tu­zio­ne, leg­ge­re e con­di­vi­se, sareb­be­ro sta­te pos­si­bi­li. Anzi, uti­li.

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Il quesito di Possibile sui licenziamenti illegittimi era ammissibile

È sta­ta pub­bli­ca­ta la sen­ten­za del­la Cor­te costi­tu­zio­na­le con cui è sta­to dichia­ra­to inam­mis­si­bi­le il refe­ren­dum sui licen­zia­men­ti ille­git­ti­mi. Nel meri­to, i moti­vi di inco­sti­tu­zio­na­li­tà sono due: il carat­te­re mani­po­la­ti­vo del que­si­to e la sua assen­za di omo­ge­nei­tà.

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