Andrea Pertici

I passaggi sono molti e non è detto che avere un altro giudice al posto di un Tar avrebbe portato a soluzioni migliori per la Pubblica amministrazione. A meno che non si intenda sostenere proprio che contro le decisioni della Pubblica amministrazione non debba esservi nessun giudice, “come ai bei tempi dello Stato assoluto”
Dobbiamo pretendere che le forze politiche europeiste offrano soluzioni differenti e che i cittadini possano scegliere tra queste. Ciò vale a livello nazionale, dove pure, almeno in una certa fase si è ritenuto di adottare lo schema “t.i.n.a.” e vale a livello europeo. Perché anche l’Europa appartiene al popolo.
Ciò che queste Camere, elette con una legge elettorale incostituzionale e autrici di una legge elettorale (per la sola Camera) incostituzionale, devono in ogni modo evitare è l’approvazione di un’altra legge elettorale incostituzionale.
Si tratta di un primo ma importante tassello di riforme istituzionali che - come diciamo sempre - non passano solo attraverso la Costituzione (che pure può richiedere singoli aggiornamenti o miglioramenti): dalla legge elettorale a quella sul conflitto di interessi, alla revisione di alcune incompatibilità e ineleggibilità, per assicurare una maggiore trasparenza e un effettivo svolgimento delle funzioni pubbliche con disciplina e onore.
Durante la campagna per il referendum costituzionale avevamo detto – con altri sostenitori del NO – che la revisione costituzionale del governo Renzi era una cattiva riforma ma che altre modifiche della Costituzione, leggere e condivise, sarebbero state possibili. Anzi, utili.
È stata pubblicata la sentenza della Corte costituzionale con cui è stato dichiarato inammissibile il referendum sui licenziamenti illegittimi. Nel merito, i motivi di incostituzionalità sono due: il carattere manipolativo del quesito e la sua assenza di omogeneità.