QUADERNI

Dob­bia­mo pre­ten­de­re che le for­ze poli­ti­che euro­pei­ste offra­no solu­zio­ni dif­fe­ren­ti e che i cit­ta­di­ni pos­sa­no sce­glie­re tra que­ste. Ciò vale a livel­lo nazio­na­le, dove pure, alme­no in una cer­ta fase si è rite­nu­to di adot­ta­re lo sche­ma “t.i.n.a.” e vale a livel­lo euro­peo. Per­ché anche l’Europa appar­tie­ne al popo­lo.
Rifiu­ta­re l’ac­co­glien­za fat­ta bene, sul­la base di quo­te pon­de­ra­te, facen­do rica­de­re le risor­se stan­zia­te in manie­ra vir­tuo­sa e ren­di­con­ta­ta sui ter­ri­to­ri (inve­ce che nel­le tasche dei soli­ti), è poco lun­gi­mi­ran­te dato che gene­re distor­sio­ni sul­l’in­te­ro siste­ma di acco­glien­za che pri­ma poi tor­na­no indie­tro, dan­do ulte­rio­re ossi­ge­no alla cosid­det­ta “gestio­ne straor­di­na­ria”, che trop­po spes­so ha fat­to inte­res­si diver­si da quel­li del­le comu­ni­tà ospi­tan­ti e del­le comu­ni­tà ospi­ta­te. Non accet­ta­re il con­fron­to nel momen­to in cui si par­la di acco­glien­za di bam­bi­ni è, infi­ne, sem­pli­ce­men­te disu­ma­no.
Dopo un con­fron­to con asso­cia­zio­ni, com­mer­cian­ti e sin­go­li cit­ta­di­ni, abbia­mo pre­a­pa­ra­to una mozio­ne di ini­zia­ti­va popo­la­re che ha rac­col­to 400 sot­to­scri­zio­ni e che non chie­des­se sem­pli­ce­men­te il bloc­co di ope­re già di immi­nen­te attua­zio­ne ma pro­po­nes­se una solu­zio­ne ai pic­co­li com­mer­cian­ti e alle bot­te­ghe arti­gia­na­li di quar­tie­re per poter­si oppor­re alla con­cor­ren­za degli iper­mer­ca­ti.
A Gine­stre­to, nel­la val­le dell’Uso, nel­l’ap­pen­ni­no roma­gno­lo, son già par­ti­ti i lavo­ri per lo sban­ca­men­to per la G4, l’invaso che sem­bra dover acco­glie­re dal 2020 al 2031 fino a 1,6 milio­ni di metri cubi di rifiu­ti spe­cia­li, posto a cir­ca 800 metri da un’altra disca­ri­ca anco­ra ope­ra­ti­va, la G2, e a ridos­so del rio Mor­sa­no, affluen­te dell’Uso, a cir­ca 2 km dal­la cima di Mon­te­bel­lo e con ‘vista mare’ a solo 20 Km dal­la Rivie­ra Adria­ti­ca
Da die­ci anni la Regio­ne Umbria aspet­ta una leg­ge con­tro le discri­mi­na­zio­ni per orien­ta­men­to ses­sua­le e iden­ti­tà di gene­re. Mar­te­dì 28 mar­zo è atte­so l’ul­ti­mo pas­sag­gio in aula del­la leg­ge e l’as­so­cia­zio­ne Ompha­los LGBTI di Peru­gia ha lan­cia­to una cam­pa­gna social per­ché su que­sta data impor­tan­te non cali il silen­zio, ma al con­tra­rio diven­ti un’oc­ca­sio­ne di allar­ga­re il discor­so e riac­cen­de­re la discus­sio­ne sul­la leg­ge con­tro l’o­mo­tran­sfo­bia che man­ca al pae­se
L’an­nua­le rela­zio­ne del­la Euro­pean Moni­to­ring Cen­tre for Drugs and Drug Addic­tion (EMCDDA), che ha l’obiettivo di for­ni­re dati agli Sta­ti mem­bri sul­la situa­zio­ne dell’utilizzo di dro­ghe al loro inter­no e quin­di una soli­da base dati per poter effet­tua­re poli­ti­che sul­le sostan­ze stu­pe­fa­cen­ti, ci con­fer­ma anco­ra una vol­ta l’ur­gen­za di una leg­ge che rego­la­men­ti l’u­ti­liz­zo del­la can­na­bis.
Oggi, 22 mar­zo, è come ogni anno il World­Wa­ter­Day, anche per ricor­da­re che 1.8 milio­ni di per­so­ne al mon­do non han­no acces­so ad una fon­te d’acqua sicu­ra e pota­bi­le. Chi sof­fre mag­gior­men­te del­la man­can­za di acces­so all’acqua sono come sem­pre le per­so­ne più vul­ne­ra­bi­li, tra cui rifu­gia­ti e sfol­la­ti.
Nel­la pras­si del pro­ces­so le ingiu­sti­zie e le discri­mi­na­zio­ni si cri­stal­liz­za­no. Cor­rot­ti e cor­rut­to­ri, uti­liz­za­to­ri di risor­se pub­bli­che per fini pri­va­ti sono i più for­ti. All’altro estre­mo i pove­ri e i disa­gia­ti. E’ come ave­re due pro­ces­si pena­li diver­si. Pen­sia­mo per esem­pio agli immi­gra­ti: arre­sto, con­va­li­da, rapi­da discus­sio­ne e con­dan­na. E stia­mo par­lan­do di un “rea­to” che potreb­be non esser­lo nel­la sua acce­zio­ne sostan­zia­le. Per altri inve­ce abbia­mo pro­ces­si ultra garan­ti­ti e lun­ghis­si­mi. Il pro­ces­so rima­ne tec­ni­ca men­tre il dirit­to sostan­zia­le dovreb­be man­te­ne­re la sua fun­zio­ne di inter­pre­ta­zio­ne del­la real­tà e del­le con­dot­te uma­ne alla luce del dirit­to. Il pro­ces­so dovreb­be quin­di man­te­ne­re fun­zio­ne di stru­men­to di demo­cra­zia per rista­bi­li­re la veri­tà in nome del popo­lo.