Amo il mio negozio di quartiere: per la sicurezza, la socialità e l’ambiente

 

Pochi sanno che in tutta Italia sono migliaia gli esuberi nella grande distribuzione. A Reggio Emilia, nonostante questo, si continua a insistere nella costruzione di ipermercati, senza che sia giustificata da un aumento della popolazione o della ricchezza pro capite.

Per anni è stata diffusa l’idea che i frequenti progetti di edificazione su larga scala avrebbero condotto ad una maggior concorrenza salutare per l’economia cittadina e nazionale.

Tuttavia, una simile teoria, che non ha portato a un concreto rilancio dei consumi, non ha potuto che dare origine ad esuberi e interventi a impatto ambientale di notevole portata.

Sull’onda dell’apertura dell’ennesimo ipermercato a Reggio, ci siamo chiesti quale fosse la strada da percorrere: una protesta finalizzata a se stessa e che difficilmente avrebbe portato a risultati concreti o una proposta capace di innescare un dibattito culturale su quale forma far prendere al commercio nella nostra città?

Abbiamo scelto la seconda strada.

Dopo un confronto con associazioni, commercianti e singoli cittadini, è stata preparata una mozione di iniziativa popolare che non chiedesse semplicemente il blocco di opere già di imminente attuazione ma proponesse una soluzione ai piccoli commercianti e alle botteghe artigianali di quartiere per potersi opporre alla concorrenza degli ipermercati.

Con questa mozione proponiamo di dare voce a una valida alternativa contro l’inaccettabile concessione edilizia senza freni, in favore di un commercio dal volto più umano e più utile per rilanciare l’economia reale. Chiediamo due cose:

  • Una riduzione delle tasse di competenza comunale sui piccoli commercianti;
  • Una riduzione delle locazioni tramite un accordo tra comune e proprietari.

A partire dal momento iniziale di confronto con i soggetti interessati si è innescato a catena, grazie ai loro contributi, un ragionamento complessivo sui problemi della città.

Il discorso sui negozi di quartiere non investe solo il tema del commercio, ma anche quelli della sicurezza (in un momento in cui la parola è sempre più abusata nei ragionamenti di qualcuno), dell’ambiente e della socialità. E – più in generale – investe i ritmi della nostra vita.

Perché la sicurezza? Perché una strada si rende molto più sicura rendendola viva e attrattiva grazie alla presenza di attività commerciali che facendola presidiare dalle forze dell’ordine.

Perché l’ambiente? Perché avere un negozio nel nostro quartiere rende evitabile l’uso dell’automobile.

Perché la socialità? Perché permette la creazione di rapporti diretti e personali, in un’epoca che sempre di più ci spinge a sentirci soli anche quando siamo circondati da altre persone.

Per questi motivi stamattina il Comitato Agorà 7 Luglio di Reggio Emilia ha presentato al Consiglio Comunale di Reggio Emilia più di 400 firme per la presentazione della mozione popolare “Io amo il mio Negozio di Quartiere”.

Ora aspettiamo con fiducia la calendarizzazione e la discussione in Consiglio, sperando che le voci dei piccoli commercianti e dei cittadini non siano inascoltate.

Per il Comitato Agorà 7 Luglio con Civati di Reggio Emilia,

Antonio Casella

Marco Vassalotti

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