Enti locali

La proposta di un Museo Unico - “come il Louvre” - avanzata da Carlo Calenda non solo ha delle criticità logiche e logistiche, ma è la spia di un modo di intendere la cultura e tutto quello che ruota intorno a questo segmento fondamentale delle nostre città in un’ottica centralizzata. Serve capovolgere il punto di vista, ribaltare la piramide. E serve investire in progetti culturali di ampio raggio coinvolgendo gli attori sociali che in prima persona si occupano di questo. È una proposta che con Possibile porteremo in giro in tutta Italia, non solo in chiave queer e transfemminista ma come principio generale: cultura diffusa, accessibile, gratuita, con una funzione anche sociale.
Le vicende di Profilglass: dal rischio di non poter investire al rifiuto di collaborazione proveniente dalle istituzioni
Venezia, Barcellona, Berlino, Parigi nell’epoca del turismo globale. Ne parliamo sabato 17 giugno, a Venezia.
Dopo un confronto con associazioni, commercianti e singoli cittadini, abbiamo preaparato una mozione di iniziativa popolare che ha raccolto 400 sottoscrizioni e che non chiedesse semplicemente il blocco di opere già di imminente attuazione ma proponesse una soluzione ai piccoli commercianti e alle botteghe artigianali di quartiere per potersi opporre alla concorrenza degli ipermercati.
Non è una novità che negli ultimi anni la città di Napoli, grazie ad una serie di congiunture favorevoli per quanto riguarda specialmente la sua “brand vision”, stia vivendo un momento molto felice dal punto di vista dei flussi turistici, con un vero e proprio boom di presenze confermato dai dati di Federalberghi, che hanno registrato una vertiginosa crescita per quanto riguarda l’occupazione di camere.
Una settimana fa, con il gruppo consiliare "Si Può", incontro tra Possibile e SI, abbiamo chiesto e ottenuto - con una mozione votata all'unanimità - che il Consiglio comunale di Avellino deliberasse l'adesione allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, un modello di accoglienza positivo che, riconoscendo alla migranza i tratti di un fenomeno strutturale, propone il superamento della logica emergenziale assegnando al protagonismo degli Enti locali l’organizzazione dei servizi integrati dedicati all’accoglienza.