“Io amo il mio Negozio di Quartiere”, approvata la mozione popolare di Possibile a Reggio Emilia

A Reg­gio Emi­lia è sta­ta appro­va­ta in Con­si­glio Comu­na­le la mozio­ne popo­la­re pro­po­sta dal Comi­ta­to Ago­rà 7 Luglio sul­la tute­la dei nego­zi di quar­tie­re.
La pro­po­sta, che il con­si­glio comu­na­le ha appro­va­to all’unanimità con 27 voti favo­re­vo­li, pre­ve­de la ridu­zio­ne del­le tas­se di com­pe­ten­za comu­na­le sui pic­co­li com­mer­cian­ti e la ridu­zio­ne del­le loca­zio­ni tra­mi­te un accor­do tra comu­ne e pro­prie­ta­ri.

Sia­mo mol­to orgo­glio­si di aver rap­pre­sen­ta­to in con­si­glio la voce dei 500 cit­ta­di­ni che han­no appog­gia­to la mozio­ne. Al di là dei con­te­nu­ti, è impor­tan­te il pro­ces­so con cui si è arri­va­to all’approvazione: un per­cor­so che ha coin­vol­to dal bas­so asso­cia­zio­ni di cate­go­ria e cit­ta­di­ni sia nel momen­to di ste­su­ra del testo che in quel­lo del­la pre­sen­ta­zio­ne in Con­si­glio.

Ecco la mozio­ne popo­la­re “Io amo il mio Nego­zio di Quar­tie­re” che il Comi­ta­to Ago­rà 7 Luglio di Reg­gio Emi­lia ha pre­sen­ta­to al Con­si­glio Comu­na­le di Reg­gio Emi­lia soste­nu­ta da più di 400 fir­me per la pre­sen­ta­zio­ne del­la mozio­ne popo­la­re

Pochi san­no che in tut­ta Ita­lia sono miglia­ia gli esu­be­ri nel­la gran­de distri­bu­zio­ne. A Reg­gio Emi­lia, nono­stan­te que­sto, si con­ti­nua a insi­ste­re nel­la costru­zio­ne di iper­mer­ca­ti, sen­za che sia giu­sti­fi­ca­ta da un aumen­to del­la popo­la­zio­ne o del­la ric­chez­za pro capi­te.

Per anni è sta­ta dif­fu­sa l’idea che i fre­quen­ti pro­get­ti di edi­fi­ca­zio­ne su lar­ga sca­la avreb­be­ro con­dot­to ad una mag­gior con­cor­ren­za salu­ta­re per l’economia cit­ta­di­na e nazio­na­le.

Tut­ta­via, una simi­le teo­ria, che non ha por­ta­to a un con­cre­to rilan­cio dei con­su­mi, non ha potu­to che dare ori­gi­ne ad esu­be­ri e inter­ven­ti a impat­to ambien­ta­le di note­vo­le por­ta­ta.

Sull’onda dell’aper­tu­ra dell’ennesimo iper­mer­ca­to a Reg­gio, ci sia­mo chie­sti qua­le fos­se la stra­da da per­cor­re­re: una pro­te­sta fina­liz­za­ta a se stes­sa e che dif­fi­cil­men­te avreb­be por­ta­to a risul­ta­ti con­cre­ti o una pro­po­sta capa­ce di inne­sca­re un dibat­ti­to cul­tu­ra­le su qua­le for­ma far pren­de­re al com­mer­cio nel­la nostra cit­tà?

Abbia­mo scel­to la secon­da stra­da.

Dopo un con­fron­to con asso­cia­zio­ni, com­mer­cian­ti e sin­go­li cit­ta­di­ni, è sta­ta pre­pa­ra­ta una mozio­ne di ini­zia­ti­va popo­la­re che non chie­des­se sem­pli­ce­men­te il bloc­co di ope­re già di immi­nen­te attua­zio­ne ma pro­po­nes­se una solu­zio­ne ai pic­co­li com­mer­cian­ti e alle bot­te­ghe arti­gia­na­li di quar­tie­re per poter­si oppor­re alla con­cor­ren­za degli iper­mer­ca­ti.

Con que­sta mozio­ne pro­po­nia­mo di dare voce a una vali­da alter­na­ti­va con­tro l’inaccettabile con­ces­sio­ne edi­li­zia sen­za fre­ni, in favo­re di un com­mer­cio dal vol­to più uma­no e più uti­le per rilan­cia­re l’economia rea­le. Chie­dia­mo due cose:

  • Una ridu­zio­ne del­le tas­se di com­pe­ten­za comu­na­le sui pic­co­li com­mer­cian­ti;
  • Una ridu­zio­ne del­le loca­zio­ni tra­mi­te un accor­do tra comu­ne e pro­prie­ta­ri.

A par­ti­re dal momen­to ini­zia­le di con­fron­to con i sog­get­ti inte­res­sa­ti si è inne­sca­to a cate­na, gra­zie ai loro con­tri­bu­ti, un ragio­na­men­to com­ples­si­vo sui pro­ble­mi del­la cit­tà.

Il discor­so sui nego­zi di quar­tie­re non inve­ste solo il tema del com­mer­cio, ma anche quel­li del­la sicu­rez­za (in un momen­to in cui la paro­la è sem­pre più abu­sa­ta nei ragio­na­men­ti di qual­cu­no), dell’ambiente e del­la socia­li­tà. E – più in gene­ra­le – inve­ste i rit­mi del­la nostra vita.

Per­ché la sicu­rez­za? Per­ché una stra­da si ren­de mol­to più sicu­ra ren­den­do­la viva e attrat­ti­va gra­zie alla pre­sen­za di atti­vi­tà com­mer­cia­li che facen­do­la pre­si­dia­re dal­le for­ze dell’ordine.

Per­ché l’ambiente? Per­ché ave­re un nego­zio nel nostro quar­tie­re ren­de evi­ta­bi­le l’uso dell’automobile.

Per­ché la socia­li­tà? Per­ché per­met­te la crea­zio­ne di rap­por­ti diret­ti e per­so­na­li, in un’epoca che sem­pre di più ci spin­ge a sen­tir­ci soli anche quan­do sia­mo cir­con­da­ti da altre per­so­ne.

 

Comi­ta­to Ago­rà 7 Luglio

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Il lavoro mobilita l’uomo

La cre­sci­ta dell’occupazione si con­cen­tra soprat­tut­to in lavo­ri sta­gio­na­li, poco qua­li­fi­ca­ti e a bas­so valo­re aggiun­to. Il risul­ta­to è un siste­ma bloc­ca­to che pro­du­ce lavo­ro pove­ro. Ser­ve un cam­bio di rot­ta rimet­ten­do al cen­tro la qua­li­tà del lavo­ro, per­ché in un ambien­te sano si lavo­ra meglio e si vive meglio.

Il Parlamento europeo ha votato per vietare le pratiche di conversione. Fratelli d’Italia ha votato contro.

Chie­dia­mo alla Com­mis­sio­ne euro­pea di pro­ce­de­re con una diret­ti­va vin­co­lan­te. Chie­dia­mo al Par­la­men­to ita­lia­no di smet­te­re di fare fin­ta che que­sta cosa non esi­sta e di costrui­re final­men­te una leg­ge che garan­ti­sca pro­te­zio­ne rea­le alle per­so­ne LGBTQIA+.
Il per­so­na­le è poli­ti­co. E vota­re con­tro la tute­la di chi ha subi­to tera­pie per “cor­reg­ge­re” il pro­prio orien­ta­men­to è una posi­zio­ne poli­ti­ca.
Gra­zie ad ACT e a tut­tɜ colo­ro che in ogni ango­lo d’Eu­ro­pa han­no tenu­to viva que­sta bat­ta­glia. Noi con­ti­nuia­mo.

A Udine apre Casa Carra: un anno di diritti costruiti mattone su mattone

Casa Car­ra è la dimo­stra­zio­ne con­cre­ta di cosa signi­fi­chi fare poli­ti­ca pub­bli­ca con le comu­ni­tà e non sul­le comu­ni­tà. Quan­do un’i­sti­tu­zio­ne sce­glie di sta­re al fian­co del­l’as­so­cia­zio­ni­smo LGBTQIA+, di co-costrui­re rispo­ste strut­tu­ra­te inve­ce di lascia­re sole le per­so­ne di fron­te alla vio­len­za e alla discri­mi­na­zio­ne, pro­du­ce risul­ta­ti che cam­bia­no dav­ve­ro le vite.