Filly Pollinzi

So cosa significa vivere sulla pelle il terrore di perdere il proprio figlio per sempre, per motivi diversi certo, ma quel tipo di terrore è terrore e non può mai essere più o meno importante.
Si può essere critici – ed è un punto di partenza il fatto che siamo gli unici a esserlo, malgrado abbiamo meno responsabilità di altri – e però si può tornare al lavoro. Tutti
La tragedia che ha colpito Giuseppe e i suoi cari non è qualcosa che riguarda i singoli ma la collettività. E non è qualcosa che riguarda Crotone e la Calabria ma tutte le nostre periferie, urbane e sociali. 
Una querela e una sorta di editto contro Margherita Corrado, l'archeologa in prima fila nelle denunce a tutela di Capocolonna
Nella prassi del processo le ingiustizie e le discriminazioni si cristallizzano. Corrotti e corruttori, utilizzatori di risorse pubbliche per fini privati sono i più forti. All’altro estremo i poveri e i disagiati. E’ come avere due processi penali diversi. Pensiamo per esempio agli immigrati: arresto, convalida, rapida discussione e condanna. E stiamo parlando di un “reato” che potrebbe non esserlo nella sua accezione sostanziale. Per altri invece abbiamo processi ultra garantiti e lunghissimi. Il processo rimane tecnica mentre il diritto sostanziale dovrebbe mantenere la sua funzione di interpretazione della realtà e delle condotte umane alla luce del diritto. Il processo dovrebbe quindi mantenere funzione di strumento di democrazia per ristabilire la verità in nome del popolo.
Dopo il fermo dei lavori e l’avvio di un procedimento penale che accerti eventuali violazioni e responsabilità, non possiamo che salutare con favore la sostituzione del sovrintendente. Speriamo che sia solo il primo vero passo del Mibact, più volte sollecitato da Civati per vie ufficiali e non solo, a una rinnovata attenzione rispetto al patrimonio di cultura e ambiente che rappresenta tutta l’area di Capocolonna.
“Una rapina!”, l’ha definita così il dottore Capoccia, Procuratore della Repubblica a Crotone. Ed è esattamente così che l’abbiamo vissuta noi fino a ieri. Un tentativo, ancora lontano dal definirsi scongiurato del tutto, di depauperare non solo la storia e l’ambiente, ma anche la cultura e l’identità di un intero Paese.
Esistono già progetti che si muovono in questo senso: se ne occupa l’Unicef, prima di tutti, attraverso la promozione delle "Città amiche delle bambine e dei bambini". Il tentativo è quello, costante, di rendere concreta la Convenzione Onu del 1989 sui diritti dell’infanzia, che rappresenta ancora oggi la sfida degli Stati e degli enti locali a riconoscere i bambini non solo come oggetto di tutela e assistenza ma anche come soggetto di diritto, e quindi titolare di diritti in prima persona: civili, politici, economici, sociali e culturali.
Neanche le favole sono più quelle di una volta. Quel Babbo Natale che scende dal camino per portare doni ai bimbi buoni può mettersi in soffitta. Oggi, in Calabria, è arrivato su un pullman partito da Salerno e diretto al Castello di Altafiumara a Villa S.Giovanni per presentare il “pacco” senza fiocco: l’inaugurazione della famosissima Salerno-Reggio Calabria.