La mia paura e la mia speranza #maglietterosse

So cosa significa vivere sulla pelle il terrore di perdere il proprio figlio per sempre, per motivi diversi certo, ma quel tipo di terrore è terrore e non può mai essere più o meno importante.

Ho indos­sa­to una #magliet­ta­ros­sa anch’io. Per­ché la pau­ra e la spe­ran­za di quel­le mam­me, che vesto­no di quel colo­re i pro­pri bam­bi­ni pri­ma di attra­ver­sa­re il Medi­ter­ra­neo in modo da ren­der­li facil­men­te visi­bi­li nel caso di nau­fra­gi, è la mia pau­ra e la mia spe­ran­za. Per­ché io sono quel­le mam­me e non potrei non esserlo.

So cosa signi­fi­ca vive­re sul­la pel­le il ter­ro­re di per­de­re il pro­prio figlio per sem­pre, per moti­vi diver­si cer­to, ma quel tipo di ter­ro­re è ter­ro­re e non può mai esse­re più o meno importante.
E a chi mi giu­di­ca ipo­cri­ta e radi­cal chic sen­za inter­ro­gar­si, sen­za riflet­te­re, sen­za un pen­sie­ro cri­ti­co rispon­do solo che per i miei valo­ri, per le cose in cui cre­do, per l’im­pe­gno che met­to pur di dare il mio pic­co­lo con­tri­bu­to, men­tre loro stan­no al mare in una cal­da dome­ni­ca di luglio, io sto aspet­tan­do un auto­bus (sì, esat­to, un auto­bus non il jet pri­va­to) e le sue 13 ore di viag­gio per tor­na­re a casa.

Altro che rolex, atti­co a New York e caz­za­te varie.

E non sarà cer­to la vostra stu­pi­da guer­ra a chi mani­fe­sta uma­ni­tà a cam­bia­re le cose di que­sto pae­se che ha dise­gua­glian­ze dis­se­mi­na­te ovunque.

Ecco, ave­te biso­gno di un nemi­co? Cer­ca­te­lo in chi si appro­fit­ta e sfrut­ta que­ste dise­gua­glian­ze, non in chi sta peg­gio. E soprat­tut­to non nei bambini.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

E così il Governo ha deciso di abbassare l’Iva sugli assorbenti femminili al 10%, bene ma non benissimo visto che la misura corretta sarebbe quella del 4%, ma in più viene da chiedersi cosa stiano facendo esattamente i partiti in Parlamento se su una misura di questo tipo arrivano a farsi bagnare il naso da Draghi. Osservazioni simili si potrebbero fare a proposito di eutanasia e cannabis legale, e lo stesso ci si augura accada per la proposta di legge d'iniziativa popolare sul salario minimo su cui Possibile si impegna a raccogliere adesioni.
Dopo molti anni, ben 6 dalla proposta che facemmo con Giuseppe Civati e Possibile, se ne è colto il significato simbolico e però concretissimo. Un passo avanti, sicuramente. Anche se spiace per il tempo perso. E spiace perché l'IVA sugli assorbenti non è ancora al 4%, come quella per i prodotti di prima necessità, com'è giusto che sia. Perché le mestruazioni non sono un lusso. Continueremo a insistere.
Il tempo del bla bla bla è finito e bisogna agire: non c'è più tempo. Infine c’è da cambiare un paradigma e da riscrivere una storia: sembra che le decisioni sul clima le prendano in pochi e in tavoli decisamente ristretti con la presenza delle lobby del carbone. Va completamente ribaltato il tavolo, dando voce e ruolo a chi oggi subisce le conseguenze maggiori di questa crisi socio climatica e ambientale.