Fiducia al Decreto Minniti-Orlando: un voto ideologico che gonfia le vele dei populismi

La stam­pa di destra esul­ta. La Lega è spiaz­za­ta. Una sedi­cen­te sini­stra, usci­ta dal Par­ti­to Demo­cra­ti­co per con­ti­nua­re a soste­ne­re le peg­gio­ri poli­ti­che di que­sta legi­sla­tu­ra, imba­raz­za.

Stia­mo par­lan­do del voto al Sena­to sul cosid­det­to decre­to Min­ni­ti-Orlan­do (altro imba­raz­zo, per il mini­stro del­la Giu­sti­zia che si can­di­da a spo­sta­re il PD a destra ridu­cen­do i dirit­ti dei migran­ti), tenu­to­si ieri, e che ha visto pale­sar­si la più ristret­ta fidu­cia al Sena­to del­l’in­te­ra Legi­sla­tu­ra, sal­va­ta dal voto — come dice­va­mo — di Movi­men­to Demo­cra­ti­ci e Pro­gres­si­sti, da Maria Ceci­lia Guer­ra a Miguel Gotor, per capirci.

Un voto asso­lu­ta­men­te diri­men­te, che segna il con­fi­ne non solo poli­ti­co, ma socia­le e cul­tu­ra­le, tra chi pro­po­ne una gestio­ne del­l’im­mi­gra­zio­ne lega­ta a dop­pio filo con la sicu­rez­za, sul­la qua­le sca­ri­ca­re tut­te le cau­se di tut­ti i pro­ble­mi del nostro pae­se (ed ecco per­ciò i nuo­vi CIE e l’in­ve­sti­men­to sui rim­pa­tri for­za­ti), e chi cre­de che la gestio­ne del­l’im­mi­gra­zio­ne deb­ba pas­sa­re da misu­re ade­ren­ti alla real­tà e non ideo­lo­gi­che.

E sì, cari Sena­to­ri che «ave­te scel­to anco­ra la sicu­rez­za, la disci­pli­na», il vostro voto è un voto ideo­lo­gi­co, del­la peg­gio­re ideo­lo­gia che gon­fia le vele dei popu­li­smi euro­pei. Rim­pa­tria­te­li tut­te, ora, le alme­no 400mila per­so­ne che risie­do­no in Ita­lia sen­za docu­men­ti. Qua­dru­pli­can­do (qua­dru­pli­can­do! Ma chi ci cre­de?) il rit­mo dei rim­pa­tri potre­mo final­men­te rispe­di­re 20mila cit­ta­di­ni suda­ne­si, afgha­ni, nige­ria­ni all’an­no nei pae­si dai qua­li scap­pa­no e che li per­se­gui­ta­no. Fate­lo voi il con­to: nel­la miglio­re del­le ipo­te­si, in ven­ti anni avre­mo risol­to il “pro­ble­ma”.

Ecco­la qui la vostra sicu­rez­za e la vostra disci­pli­na. Le stes­se che vi han­no spin­to a ridur­re le garan­zie pro­ces­sua­li dei richie­den­ti asi­lo eli­mi­nan­do un gra­do di giu­di­zio e la pos­si­bi­li­tà di ascol­ta­re di per­so­na il richie­den­te. Uno sfre­gio alla nostra cul­tu­ra di pae­se libe­ra­le e di sta­to di dirit­to, pri­ma che ai prin­ci­pi di pace e acco­glien­za che dovreb­be­ro ispi­ra­re l’a­zio­ne di una poli­ti­ca anche solo mode­ra­ta­men­te progressista.

Ave­te vin­to voi. Gli stes­si che han­no man­te­nu­to intat­ta la Bos­si-Fini. Gli stes­si che non han­no supe­ra­to il rea­to di immi­gra­zio­ne clan­de­sti­na. Gli stes­si che fan­no, disfa­no e rifan­no accor­di con la Libia sul­la pel­le dei migran­ti. Gli stes­si che fan­no la guer­ra ai pove­ri inve­ce che alla pover­tà. Sie­te gli stes­si di sempre.

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