QUADERNI
Una vera e propria rivoluzione dagli effetti nefasti che, inevitabilmente, si scaricheranno sui comuni e sui territori, in un vortice di maggiore insicurezza sociale causata da sempre più domande di accesso ai servizi sociali, dal taglio dei servizi, da un maggior numero di persone che sfuggono, per definizione, alle reti di inclusione e sicurezza
Alcuni enti locali, grazie ad amministratori più sensibili e lungimiranti, hanno fatto molto negli scorsi anni. Alle volte per ragioni puramente amministrative («meglio uno Sprar che un Cas»), alle volte per ragioni umanitarie, alle volte per un mix delle due componenti: non importa, perché quel che importa è governare i processi, è assumersi la responsabilità di farlo.
La scuola pubblica statale ha radici profonde di eguaglianza e libertà, collante indispensabile tra territori e tra generazioni; occorre vigilare affinché la missione fondativa della Lega non si compia con la rottura dell’unità nazionale attraverso la disgregazione della sua istituzione più rappresentativa.
Queste donne si oppongono e alzano la testa a uno stato maschilista, tutto improntato al potere e alla realizzazione dell’uomo a spese delle donne. Queste sono le donne di cui abbiamo bisogno.
Incontriamoci. Ritroviamoci e guardiamoci in faccia (magari attraverso una connessione web, magari moltiplicando gli incontri in diverse città). Parliamoci e proviamo assieme a spingere in una direzione diversa, su piani diversi, ognuno con le proprie peculiarità, i propri ambiti, la propria esperienza, le proprie appartenenze.
Con Giuseppe Civati abbiamo ripreso il nostro lungo viaggio nel sistema dell’accoglienza, quella buona, quella diffusa e capace di costruire occasioni di convivenza e di integrazione lavorativa e sociale. Luoghi della cittadinanza, luoghi costituzionali per eccellenza.
Mentre la Lega cerca di smantellare la Legge194/78, Possibile ne pretende la sua piena applicazione. Alla vergognosa mozione che la Lega ha presentato in Consiglio Comunale a Verona, noi rispondiamo con la mozione che Nadia Arace ha depositato ad Avellino e la mettiamo a disposizione di tutte le consigliere e i consiglieri comunali che vogliano affiancarci in questa battaglia.
Spesso dimentico che la sua parola è valida (forse) solo per i cittadini italiani, e io ai suoi occhi non lo sono ancora. E, molto probabilmente non lo sarò mai a causa del suo provvedimento, nonostante gli anni di contributi versati, l’investimento in educazione e il contributo economico e sociale.
E’ un pellegrinaggio laico perché qui a Riace, da attivista per i diritti umani e avvocato immigrazionista, prima che dirigente politico, incontro materialmente la Costituzione che si attua, nella sua illuminata pienezza.
Saremo a Roma il 6 ottobre, perché una manifestazione di piazza, unitaria, che ha nel suo stesso nome il binomio cultura e lavoro, è oggi necessaria. Necessaria perché siamo convinti che la cultura, questo valore così grande, così ampio, debba uscire dal dibattito allo stesso tempo retorico e cinico in cui è stata confinata per decenni.
E’ prioritario smentire e dire con forza che questa è una ricostruzione fallace, scritta da un leader di un partito neofascista per gettare fango, attraverso l’attacco ad personam su Lucano, su un’esperienza di accoglienza che ha fatto scuola nel mondo e che continuiamo a sostenere. Aiutateci a farlo
Il decreto Salvini si conferma al di fuori di ogni ragionevolezza e in un territorio di incostituzionalità. Mattarella richiama il governo in particolare al rispetto dell’articolo 10 della Carta, il testo fondamentale per costruire qualsiasi politica dell’accoglienza