Rom, Maestri: Presentata denuncia di Musli contro Salvini

“È sta­ta appe­na depo­si­ta­ta alla Pro­cu­ra di Roma la denun­cia di Alie­v­ski Musli nei con­fron­ti del mini­stro Mat­teo Sal­vi­ni, dopo le paro­le usa­te nei con­fron­ti dei rom nel­le scor­se set­ti­ma­ne (“paras­si­ti” e “quel­li ita­lia­ni pur­trop­po dob­bia­mo tener­li qui”). Pos­si­bi­le ha mes­so a dispo­si­zio­ne di Alie­v­ski la pro­pria com­pe­ten­za in mate­ria di dirit­ti uma­ni e anti­di­scri­mi­na­to­ria, e l’assistenza lega­le gra­tui­ta”. Lo dichia­ra Andrea Mae­stri, espo­nen­te di Pos­si­bi­le, insie­me alla segre­ta­ria nazio­na­le Bea­tri­ce Bri­gno­ne, annun­cian­do la denun­cia nei con­fron­ti di Sal­vi­ni per la vio­la­zio­ne del­la Costi­tu­zio­ne, oltre che del Testo Uni­co sul­l’Im­mi­gra­zio­ne e del­le nor­me con­tro le discriminazioni.
“Le paro­le di Sal­vi­ni — aggiun­ge Mae­stri — si con­fi­gu­ra­no chia­ra­men­te come un inci­ta­men­to all’o­dio raz­zia­le. E si capi­sce anche il moti­vo per cui la Lega ha rilan­cia­to la volon­tà di inter­ve­ni­re sul­la Leg­ge Man­ci­no: così facen­do si dareb­be mano libe­ra alla peg­gio­re pro­pa­gan­da raz­zi­sta. Quel­la nor­ma non solo deve resta­re intat­ta, ma deve esse­re appli­ca­ta in tut­ti i casi di raz­zi­smo e xenofobia”.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "La vaccinazione è un dovere morale e civico. La libertà è condizione irrinunciabile ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus, non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo".
Per il oltre il 5% della popolazione italiana l’accesso a scuola, lavoro, vita sociale, affettività, sessualità può essere precluso da ostacoli più o meno concreti che vanno dalle barriere architettoniche all’inadeguatezza delle norme che, anche quando presenti spesso non vengono rispettate e a quello più insidioso: la discriminazione.
Vede, caro ministro, per noi il punto fondamentale è proprio questo: la qualità delle intese sul clima, ormai, non la fanno tanto i contenuti quanto le tempistiche per raggiungere gli obiettivi.