QUADERNI

Appe­na il nuo­vo Rego­la­men­to Comu­na­le di Poli­zia Urba­na volu­to dal Vice­sin­da­co di Raven­na Fusi­gna­ni (e pre­su­mi­bil­men­te non osteg­gia­to dal Sin­da­co De Pasca­le ma spe­ro osteg­gia­tis­si­mo alme­no dagli asses­so­ri Mori­gi e Baron­ci­ni) doves­se entra­re in vigo­re e con­te­ne­re i divie­ti e le san­zio­ni che sono sta­ti anti­ci­pa­ti dal­la stam­pa loca­le, por­re­mo in esse­re un atto di dove­ro­sa disob­be­dien­za civi­le, attuan­do il volan­ti­nag­gio in cen­tro.
Per i cit­ta­di­ni imo­le­si, Imo­la ha tut­to, eppu­re negli ulti­mi anni le poli­ti­che attua­te (o la loro assen­za) han­no intac­ca­to anche que­sta iso­la feli­ce: l’ASL ha subi­to i peg­gio­ri dan­ni, con per­so­na­le ridot­to, ser­vi­zi limi­ta­ti, ritar­di inim­ma­gi­na­bi­li e spo­sta­men­ti ver­so le ASL Bolo­gne­si.
Una cit­tà, per usa­re uno slo­gan recen­te, per i mol­ti non per i pochi, una cit­tà dove la mac­chi­na comu­na­le fun­zio­ni, una cit­tà soste­ni­bi­le che final­men­te rie­sca a chiu­de­re il ciclo dei rifiu­ti; una cit­tà a misu­ra di tut­ti, inclu­si­va, dove final­men­te anche i ser­vi­zi essen­zia­li non sia­no un mirag­gio, una cit­tà che final­men­te rimet­ta al cen­tro i cit­ta­di­ni, lo stu­dio, il lavo­ro, la sani­tà e la salu­te.
Dicia­mo­lo a chia­re let­te­re: flat tax è una dichia­ra­zio­ne di guer­ra alla socie­tà, al vive­re comu­ne. Signi­fi­ca accet­ta­re, anzi pre­mia­re, l’allocazione del­le risor­se come avve­nu­ta nel mol­to poco libe­ro scam­bio del mer­ca­to, una allo­ca­zio­ne che divi­de in vin­ci­to­ri e vin­ti
Il nazio­na­li­smo ha que­sto di non tra­scu­ra­bi­le: il nazio­na­li­smo stes­so, il pro­te­zio­ni­smo. La man­can­za di un’i­dea di fon­do che con­tem­pli non dico la soli­da­rie­tà — non esa­ge­ria­mo — ma anche solo il pro­get­to di costrui­re qual­co­sa di più gran­de, se non di più giu­sto, di ciò che sta den­tro i pro­pri con­fi­ni nazio­na­li.
Pun­tua­le, come i tg che par­la­no l’e­mer­gen­za cal­do in esta­te, è arri­va­to il gri­do di dolo­re ver­so “la sini­stra che non c’è più”. La sini­stra afo­na, incer­ta, clau­di­can­te che non espri­me posi­zio­ni su nul­la
Le rea­zio­ni del­la sini­stra di fron­te alle piro­tec­ni­che quan­to pre­ve­di­bi­li pro­po­ste eco­no­mi­che con­te­nu­te nel­le boz­ze e nel­le ver­sio­ni in bel­la del con­trat­to fra M5S e Lega rive­la­no rifles­si pavlo­via­ni, e sono pro­ba­bil­men­te sba­glia­te entram­be.
Dopo la discus­sio­ne tra noi, sia­mo pron­ti a ripar­ti­re, a rimet­ter­ci al lavo­ro per raf­for­za­re la nostra comu­ni­tà e per rivol­ger­ci all’esterno con una pro­po­sta chia­ra e pro­get­ti con­cre­ti.
Quel­lo del­la sicu­rez­za degli edi­fi­ci sco­la­sti­ci, tra i vari aspet­ti ricon­du­ci­bi­li al tema del­la scuo­la, è sen­za dub­bio una del­le fon­ti di mag­gio­re pre­oc­cu­pa­zio­ne. Sem­pre più spes­so leg­gia­mo epi­so­di di crol­li nel­le scuo­le, gli ulti­mi nei gior­ni scor­si pri­ma a Ebo­li e poi a Fer­mo.
Il 17 Mag­gio, gior­na­ta inter­na­zio­na­le con­tro l’omofobia, la bifo­bia e la tran­sfo­bia, non rap­pre­sen­ta solo un gior­no per ricor­da­re chi è sta­to vit­ti­ma di discri­mi­na­zio­ne ma anche, e soprat­tut­to, un momen­to per rin­no­va­re l’impegno per lot­ta­re per una socie­tà più giu­sta
Non dimen­ti­co che qual­cu­no ha chie­sto il voto per con­tra­sta­re pro­prio Sal­vi­ni, dopo aver con­ci­ma­to (let­te­ral­men­te) l’opinione pub­bli­ca men­tre era al gover­no e poi degu­stan­do pop-corn per veder­lo all’opera.