QUADERNI
Peppino Impastato non era un baldanzoso giovanotto impegnato nel perculare il mafioso di quartiere e nemmeno un aspirante uomo di spettacolo incappato in una brutta storia. Peppino Impastato è stato un pensatore, un attivista. In poche parole un politico.
Ancor prima che commentare la deriva populista del legislatore, conviene sottolinearne la assoluta inadeguatezza e l’incapacità nel maneggiare il delicatissimo strumento penale e punitivo, con i risultati che più che preoccupare per gli effetti sul sistema espongono il Parlamento al pubblico ludibrio
Correva l’anno 1954, l’anno in cui la Rai Tv iniziava le trasmissioni, Trieste tornava italiana, la Repubblica Federale Tedesca entrava nella NATO, l’anno in cui il festival di Sanremo lanciava la celeberrima “son tutte belle le mamme del mondo”.
Cinque punti, presenti nella maggior parte dei progetti delle diverse sensibilità della sinistra e degli ambientalisti in Italia e in Europa, possono costituire la base di una piattaforma comune a tutta la sinistra, per governare.
In Francia è stato eletto il Presidente della Repubblica a seguito del ballottaggio. Una parola che in Italia ha fatto tanto sospirare i nostalgici della legge che mai fu, l’Italicum.
Uscire dal PD allora significava prendersi la responsabilità di coltivare uno sguardo lungo.
Per l’ennesima volta la sicurezza viene declamata come un tema di sinistra ma viene sempre letta con gli occhi e i meccanismi cognitivi della destra.
Possibile torna in piazza per confrontarsi con i cittadini, perché è questa la sua vocazione: rivolgersi alle persone che non si riconoscono nell’attuale schema politico, chiedendo loro di partecipare a uno schema aperto, inclusivo. Per fare delle cose, insieme.
Il lavoro è lavoro, il volontariato è volontariato. A chi lavora devono essere garantiti i diritti sanciti dalla nostra Costituzione e questa non può essere una condizione per ottenere l’asilo.
Già l’anno scorso l’amministrazione non si era schierata a sostegno delle iniziative della comunità LGBT che si svolsero proprio nel capoluogo della regione Toscana.
Un’operazione che ha visto dispiegato metà apparato di sicurezza dello Stato, ma con quali risultati? Tanto scalpore mediatico e una politica locale che non si smarca da operazioni di “sicurezza” che colpiscono chi ha la pelle di colore diverso dai bianchi caucasici.