Niente soldi per la prevenzione: senza cartografia geologica proprio Umbria, Marche e Lazio

Sul rischio sismico e idrogeologico dell'Italia e sulla prevenzione della pubblica incolumità: Ministro Galletti, se non ora il progetto Carg, quando? Sono ben 7 le pagine word che, oggi, il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha riempito di parole inutili o già note, per rispondere alla mia interrogazione del 27 gennaio 2017 dove ponevo solo una semplice domanda: di conoscere lo stato attuale del progetto Carg e ne chiedevo il suo definitivo completamento.
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Sul rischio sismico e idrogeologico dell’Italia e sulla prevenzione della pubblica incolumità: Ministro Galletti, se non ora il progetto Carg, quando? Sono ben 7 le pagine word che, oggi, il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha riempito di parole inutili o già note, per rispondere alla mia interrogazione del 27 gennaio 2017 dove ponevo solo una semplice domanda: di conoscere lo stato attuale del progetto Carg e ne chiedevo il suo definitivo completamento.

Il progetto Carg (Cartografia geologica) è un progetto iniziato nel 1989 che prevedeva la realizzazione di 652 fogli geologici e geotematici alla scala 1:50.000, per la copertura dell’intero territorio nazionale, dai quali poter ricavare carte geologiche e geotematiche di maggiore dettaglio, indispensabili per prevenire danni gravi, per proteggere i cittadini e il territorio stesso, per pianificare meglio future strutture e salvaguardare quelle vecchie. Ad oggi sono stati realizzati solo 255 fogli, pari a circa il 40 per cento dell’intera copertura cartografica

La risposta obbligata e imbarazzata del ministro ricorda che il territorio nazionale è interamente coperto dalla cartografia geologica ufficiale alla scala 1:100.000. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere a crepapelle! Già, perché i rilevamenti relativi a quella cartografia sono iniziati nel 1877 e sono stati completati alla fine degli anni ‘70 del secolo scorso e non tengono conto “dell’evoluzione delle conoscenze in campo geologico”.

Tra la profusione di tante parole vuote, apprendiamo con rabbia e frustrazione, a conferma dei nostri sospetti, che le aree delle regioni Umbria, Marche e Lazio colpite dai recenti terremoti iniziati il 24 agosto 2016 non sono coperte da cartografia geologica Carg (inizia quest’anno il foglio «Norcia» con fondi regionali), così come l’area nella quale si è verificata la tragedia dell’hotel Rigopiano.

Considerando che, come lo stesso Ministro Galletti ammette, «in Europa la realizzazione di una carta geologica nazionale è stata sempre considerata di particolare importanza e attualmente la maggior parte dei Paesi europei ha realizzato la propria carta geologica», in un territorio come quello italiano, con una storia ed eccellenze uniche al mondo, questa è una mancanza incomprensibile e intollerabile.

Aggiunge anche valutazioni scontate, ammettendo che «Finanziare la prosecuzione di un progetto strategico su scala nazionale come il Progetto Carg, rappresenterebbe per lo Stato un investimento in prevenzione e pianificazione a fronte di un impegno economico assolutamente irrisorio rispetto ai benefici ottenibili». Nonostante queste considerazioni, il Ministro Galletti, in carica dal 22 febbraio 2014, non ha mai accennato all’urgenza di completare il Progetto Carg.

Il Ministro conclude assicurando che «si valuterà l’opportunità di stanziare, nel primo provvedimento utile, le risorse necessarie sia per avviare il completamento di una cartografia geologica moderna, con una scala adeguata, che consenta la copertura dell’intero territorio nazionale, incluse le acque territoriali, sia per la redazione di carte di microzonazione sismica che coprano le aree a più elevata pericolosità sismica».

Le opportunità non le sono mancate caro Ministro, anzi le ricordo che il suo Governo, nell’ultimo bilancio previsionale del 2017, invece di stanziare risorse aggiuntive per gli interventi per la tutela del territorio, ha apportato ingenti e incomprensibili tagli: come la riduzione di 44 milioni di euro al Fondo per la prevenzione del rischio sismico e 9 milioni al Fondo delle emergenze nazionali e la diminuzione di ben 71 milioni di euro, passando da 454,3 a 382,4 milioni, delle risorse alla Protezione Civile.

Ci domandiamo quindi: se non ora, con un territorio che in balia degli eventi naturali si sgretola, con centinaia di morti e migliaia di persone senza casa e senza certezze lavorative, quando arriverà quel provvedimento utile al completamento del progetto Carg?

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