QUADERNI
Raccogliendo gli ottimi impulsi lanciati da Libertà e Giustizia, consideriamo che sia necessario ripartire da una proposta programmatica progressista, che apra il cammino a equilibri sociali più avanzati, riducendo le disuguaglianze
Se si cercano i franchi tiratori, nella legislatura iniziata con i 101, bisognerebbe cercarli all’interno della maggioranza, oceanica alla Camera, senza dare la colpa ad altri.
I giornali l’hanno ribattezzata “la scuola più multietnica d’Italia” per via di quel suo 85%, sul totale degli iscritti, di ragazzi arrivati da altri paesi. C’è chi ha deciso di considerarla un punto di forza del nostro Paese.
In politica i compagni si riconoscono perché guardandosi intorno si ritrovano dalla stessa parte. Si è compagni di viaggio non perché si decide di partire insieme ma perché ci si scopre insieme a scegliere gli stessi bivi.
Repubblica, tramite la penna del proprio fondatore, celebra la “campagna d’Africa” del ministro Minniti. Non una domanda che sia una, non mezza obiezione che sia mezza.
Ancora uno sgombero, questa mattina, dei transitanti del Baobab di Piazzale Masalax. Una quarantina di tende accampate in uno spiazzo antistante un capannone abbandonato, in mezzo alla desolazione. Ieri mattina le forze dell’ordine, accompagnate dai camion dell’AMA, si sono prese tutto.
Sui vitalizi rischiamo di assistere all’ennesimo cortocircuito che non porterà ad alcun risultato concreto, nonostante i proclami
Anche quest’anno, il 10 Giugno, Roma si colorerà dei colori dell’arcobaleno. Il claim della campagna mediatica sarà “Scopriamoci”, come individui e come comunità multiforme, mentre i principi di fondo saranno gli stessi di ogni anno: antifascismo, antisessismo e antirazzismo.
Ci sono soglie che nel dibattito sulla legge elettorale non contano, e invece contano. Contano tantissimo, se crediamo che la politica non sia soltanto amministrazione del presente, ma soprattutto sguardo sul futuro e sul mondo che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.
Dopo le varie riforme approvate dal Parlamento ratificando la volontà del precedente Governo, rimane una domanda senza risposta: perché, di fronte all’evidenza dell’errore, questo Parlamento non si assume la responsabilità di dare parere negativo al decreto, prendendosi una «pausa di riflessione» e, invece, si appresta inesorabilmente a dare di nuovo il via libera, lasciando un nuovo debito da estinguere al futuro Governo?
Oltre un anno fa abbiamo avviato un tavolo di co-legislazione guidato e promosso da Andrea Maestri che oggi restituisce il frutto del proprio lavoro: una proposta organica e puntuale di revisione del testo unico sull’immigrazione