Il lavoro è lavoro, il volontariato è volontariato

Il lavoro è lavoro, il volontariato è volontariato. A chi lavora devono essere garantiti i diritti sanciti dalla nostra Costituzione e questa non può essere una condizione per ottenere l'asilo.

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1493806247926{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Tra le inno­va­zio­ni (si fa per dire) intro­dot­te dal decre­to Min­ni­ti-Orlan­do c’è quel­la del­l’in­tro­du­zio­ne dei lavo­ri social­men­te uti­li per i richie­den­ti asi­lo, una fat­ti­spe­cie che sta tro­van­do appli­ca­zio­ne sui ter­ri­to­ri. Tra le pri­me ad appli­ca­re le dispo­si­zio­ni, la giun­ta comu­na­le del comu­ne di Pisa ha deli­be­ra­to, per l’an­no 2017, il Pro­get­to “Inte­gra­zio­ne e ter­ri­to­rio” per lavo­ri social­men­te uti­li rivol­ti a richie­den­ti asi­lo pro­po­sto dal­la Cro­ce Ros­sa Ita­lia­na con “l’obbiettivo di favo­ri­re l’integrazione dei richie­den­ti asi­lo ospi­ta­ti dal­la Cro­ce Ros­sa ita­lia­na all’interno del­le comu­ni­tà loca­li facen­do loro svol­ge­re, a tito­lo volon­ta­rio, atti­vi­tà di pub­bli­ca uti­li­tà su tut­to il ter­ri­to­rio comu­na­le”.

Pur con­di­vi­den­do l’i­dea che sia bene for­ni­re ai richie­den­ti asi­lo per­cor­si di inclu­sio­ne socia­le, basa­ti anche sul­lo svol­gi­men­to di atti­vi­tà di volon­ta­ria­to, e che l’in­te­gra­zio­ne pas­si anche e soprat­tut­to attra­ver­so il lavo­ro, ci pre­me sot­to­li­nea­re alcu­ni prin­ci­pi e alcu­ne distin­zio­ni che riguar­da­no il dirit­to all’a­si­lo e la defi­ni­zio­ne di lavo­ro.

In pri­mo luo­go, come sot­to­li­nea il Con­si­glio Ita­lia­no Rifu­gia­ti, «non si può asso­lu­ta­men­te lega­re il rico­no­sci­men­to del­lo sta­tus di rifu­gia­to o del­la pro­te­zio­ne sus­si­dia­ria al pre­sup­po­sto di un lavo­ro del richie­den­te o del suo impie­go in lavo­ri social­men­te uti­li. Que­sti sono prin­ci­pi incom­pa­ti­bi­li con le nor­ma­ti­ve inter­na­zio­na­li e nazio­na­li».

In secon­do luo­go, il lavo­ro è lavo­ro, il volon­ta­ria­to è volon­ta­ria­to. A chi lavo­ra devo­no esse­re garan­ti­ti i dirit­ti san­ci­ti dal­la nostra Costi­tu­zio­ne (a par­ti­re dal­la giu­sta retri­bu­zio­ne), anche per­ché se le atti­vi­tà gra­tui­te richie­ste ai migran­ti pre­va­les­se­ro su quel­le retri­bui­te dei lavo­ra­to­ri ita­lia­ni fino­ra uti­liz­za­ti, gli effet­ti sul­le comu­ni­tà loca­li sareb­be­ro esat­ta­men­te l’op­po­sto di quel­le auspi­ca­te e si veri­fi­che­reb­be­ro ten­sio­ni socia­li pre­ve­di­bi­li e deva­stan­ti.

Sono que­sti i moti­vi fon­da­men­ta­li per i qua­li abbia­mo depo­si­ta­to una inter­ro­ga­zio­ne, a pri­ma fir­ma Andrea Mae­stri, per chie­de­re al gover­no come inten­da rispon­de­re ai rilie­vi sol­le­va­ti dal Con­si­glio Ita­lia­no Rifu­gia­ti e se non riten­ga oppor­tu­no rive­de­re la nor­ma in que­stio­ne affin­ché sia scon­giu­ra­ta ogni pos­si­bi­le ten­sio­ne socia­le tra i migran­ti e i lavo­ra­to­ri social­men­te uti­li, indi­vi­dua­ti stru­men­ti finan­zia­ti con i fon­di euro­pei, diret­ti alla for­ma­zio­ne lavo­ra­ti­va dei migran­ti e for­me di inclu­sio­ne con le comu­ni­tà loca­li più effi­ca­ci e rispet­to­se dei dirit­ti dei richie­den­ti pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le.

[LEGGI IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE]

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

La sentenza del TAR sugli affitti brevi a Firenze è un primo passo contro l’emergenza abitativa

La sen­ten­za del TAR sugli affit­ti bre­vi a Firen­ze è un pri­mo pas­so con­tro l’e­mer­gen­za abi­ta­ti­va. È vita­le che le cit­tà tor­ni­no ad esse­re popo­la­te nei loro cen­tri. Si può e si deve agi­re local­men­te sen­za dover atten­de­re una leg­ge nazio­na­le che sicu­ra­men­te il gover­no Melo­ni non appron­te­rà.

Per l’anniversario della Strage di Capaci, fateci un favore: risparmiateci le vostre sfilate

Usa­re il ricor­do di Gio­van­ni Fal­co­ne e Pao­lo Bor­sel­li­no come un’ar­ma di pro­pa­gan­da elet­to­ra­le è l’of­fe­sa più gran­de che pos­sia­te fare alla loro memo­ria e a que­sta cit­tà. Se vole­te dav­ve­ro ono­ra­re chi ha dato la vita per que­sta ter­ra, ini­zia­te a occu­par­vi dei vivi, dei loro dirit­ti e dei loro biso­gni rea­li. Per tut­to il resto, rispar­mia­te­ci le vostre sfi­la­te.

Possibile aderisce alla campagna 1% equo. Druetti: Un’iniziativa importante per rimettere al centro la giustizia fiscale

Scuo­le, uni­ver­si­tà, ricer­ca, sani­tà, tran­si­zio­ne ener­ge­ti­ca ed eco­lo­gi­ca. Soste­gno alle impre­se, all’occupazione fem­mi­ni­le e alle fami­glie, per usci­re dal­la sta­gna­zio­ne e dal­la cri­si di nata­li­tà (vera­men­te, sen­za deli­ri osce­ni sui cor­pi del­le don­ne). Sono le que­stio­ni basi di cui ogni gover­no che ha a cuo­re l’interesse del pae­se dovreb­be occu­par­si sen­za sosta. Eppu­re, quan­do qual­cu­no cer­ca di met­te­re solu­zio­ni rea­li al cen­tro dell’agenda poli­ti­ca, si sen­te chie­de­re: dove pren­dia­mo i sol­di?