QUADERNI
Non abbiamo scelto la «linea del silenzio» ma quella dell’analisi dei dati. Chi di dovere dovrebbe mettersi l’animo in pace poiché da queste colonne sempre arriverà il nostro commento alla situazione occupazionale. Null’altro.
Missioni e responsabilità chiare (che non cambino ogni due anni), dimensioni adeguate per evitare che gli enti si trovino a fare i vasi di coccio in mezzo a vasi di ferro, unite a finanziamenti adeguati.
Basta un po’ di pioggia, che prima o poi arriva, e tutti dimenticano che i cittadini di mezza pianura padana stanno condividendo la gravissima “sorte” dei cittadini di Taranto, in particolare quando il vento soffia dai parchi minerari, barricati in casa per difendersi “dall’aria killer”, o simile a quella della valle del Sacco, in provincia di Frosinone.
A fasi alterne nella politica italiana torna alla ribalta il tema dell’autonomismo regionale. In realtà raramente lo si affronta in modo convincente e preciso e molto spesso, nella storia recente, il tema è stato usato in modo del tutto strumentale.
Assistiamo a un surreale dibattito che si ostina a prendere sul serio ciò che serio non è: concedere a Zaia e Maroni di dirci che ne vogliono fare del risultato del referendum, discuterne, buttarsi sull’analisi delle loro parole significa legittimare il nulla elettorale
Maroni ha interrogato la Lombardia sull’autonomia, e la Lombardia ha risposto forte e chiaro: vuole l’autonomia, ma da Maroni e dalle cialtronerie leghiste. Un voto che da plebiscito si trasforma in richiesta di dimissioni per un governatore cui i cittadini hanno voltato le spalle.
La lotta dei dipendenti di Almaviva riguarda tutti noi, in questo caso anche come consumatori, ma in primis come cittadini: a ciascuno di noi può capitare, domani o in un futuro più lontano, di perdere il lavoro
Solo due anni fa Grillo voleva vincere le regionali per abolire le regioni. Prima volevano abolire le province. Ora sono autonomisti.
La lettura della circolare del ministero della Salute, in merito ai criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie, desta più di qualche perplessità.
Fuori dalle balle era slogan leghista, ora da rovesciare. Perché ci vorrebbe un referendum per uscire fuori dalle balle, quelle leghiste
Il referendum è uno strumento che deve stare saldamente nelle mani del popolo, perché questo possa rivendicare la propria sovranità. Se diventa uno strumento nelle mani del potere, allora il fine diventa plebiscitario
Abbiamo ottenuto un importantissimo traguardo, frutto di anni di lavoro e della stretta collaborazione con esperti ed associazioni che hanno dato un contributo fondamentale nella riscrittura del Regolamento. Ma la partita non è finita.
Nei giorni scorsi il sovrintendente Mario Pagano ha emesso una nota in cui ritira il suo stesso provvedimento scrivendo addirittura di averlo fatto a tutela della Corrado
«La Padania è un feudo leghista fondato sullo smog»: una volta sancita la cialtronesca autonomia (che non esiste) ex referendum farsa del 22 ottobre potremo finalmente dirlo con chiarezza.