QUADERNI

La tra­ge­dia che ha col­pi­to Giu­sep­pe e i suoi cari non è qual­co­sa che riguar­da i sin­go­li ma la col­let­ti­vi­tà. E non è qual­co­sa che riguar­da Cro­to­ne e la Cala­bria ma tut­te le nostre peri­fe­rie, urba­ne e sociali. 
Una deci­sio­ne che farà final­men­te chia­rez­za sul­la ille­git­ti­mi­tà del­le espul­sio­ni e sui rim­pa­tri ver­so il Sudan, ope­ra­te per effet­to dell’accordo di coo­pe­ra­zio­ne fir­ma­to dal capo del­la Poli­zia Gabriel­li con le auto­ri­tà sudanesi 
E’ una idea da maneg­gia­re con cura. Se usa­ta male, potreb­be ave­re effet­ti dele­te­ri sull’occupazione, sull’inflazione, sul lavo­ro nero. E in gene­ra­le, sul siste­ma del­la con­trat­ta­zio­ne collettiva 
Il comu­ne deno­mi­na­to­re del­la destra raz­zi­sta e sovra­ni­sta, del neo­cen­tri­smo ren­zian­min­ni­tor­lan­dia­no e del popu­li­smo gril­li­no è l’op­por­tu­ni­smo nel cer­ca­re di trar­re van­tag­gio elet­to­ra­le dal­la stru­men­ta­liz­za­zio­ne bie­ca di una que­stio­ne serissima. 
Cer­to che biso­gna occu­par­si del­la pari­tà sala­ria­le, ma sen­za cade­re nell’errore di pen­sa­re che le que­stio­ni non sia­no stret­ta­men­te lega­te e non vede­re che impe­gnar­si per l’una, ren­de più for­te anche l’altra battaglia