L’uguaglianza di gene­re per noi è sem­pre sta­ta più di una voce inse­ri­ta in un pro­gram­ma, più di un gior­no all’anno con cui lavar­si la coscien­za fino alla ricor­ren­za suc­ces­si­va, più di un agget­ti­vo di moda da aggiun­ge­re in auto­ma­ti­co per caval­ca­re l’onda del momento.

 

Quan­do par­lia­mo del­la neces­si­tà di miglio­ra­re la con­di­zio­ne del­le don­ne, oltre ai bene­fi­ci per le don­ne stes­se, non dimen­ti­chia­mo che stia­mo par­lan­do di un van­tag­gio per tut­te e tut­ti. Le ana­li­si – com­pre­se quel­le eco­no­mi­che, come quel­la del Fon­do Mone­ta­rio Inter­na­zio­na­le – ci dico­no che inve­sti­re nel miglio­ra­men­to del­la con­di­zio­ne fem­mi­ni­le por­ta bene­fi­ci gene­ra­liz­za­ti. Una socie­tà che sof­fo­ca il con­tri­bu­to del­le don­ne è una socie­tà che ope­ra con un brac­cio lega­to die­tro la schie­na e oggi che ci tro­via­mo a fron­teg­gia­re cri­si su più ambi­ti – sani­ta­rio, ambien­ta­le, eco­no­mi­co, edu­ca­ti­vo – non pos­sia­mo permettercelo.

 

Chi con­trol­la il dena­ro e le spe­se di fami­glia può usa­re que­sto con­trol­lo come un’arma e, in più, l’incertezza del futu­ro e dell’indipendenza eco­no­mi­ca spes­so spin­ge le don­ne a resta­re più a lun­go in situa­zio­ni di abu­so e di peri­co­lo. La pari­tà sala­ria­le, la cer­ti­fi­ca­zio­ne di Equal Pay, la Tam­pon tax, l’equiparazione dei con­ge­di paren­ta­li, sono alcu­ne del­le pro­po­ste di Pos­si­bi­le che in altri pae­si sono già real­tà. A cui si affian­ca la bat­ta­glia cul­tu­ra­le per il con­tra­sto agli ste­reo­ti­pi, al ses­si­smo in ogni ambi­to, al siste­ma patriar­ca­le che ci circonda.


Leg­gi la nostra pro­po­sta di leg­ge sul­la pari­tà retributiva

Men­tre la Lega cer­ca di sman­tel­la­re la Legge194/78, Pos­si­bi­le ne pre­ten­de la sua pie­na appli­ca­zio­ne. Alla ver­go­gno­sa mozio­ne che la Lega ha pre­sen­ta­to in Con­si­glio Comu­na­le a Vero­na, noi rispon­dia­mo con la mozio­ne che Nadia Ara­ce ha depo­si­ta­to ad Avel­li­no e la met­tia­mo a dispo­si­zio­ne di tut­te le con­si­glie­re e i con­si­glie­ri comu­na­li che voglia­no affian­car­ci in que­sta battaglia.
Il Glo­bal Gen­der Gap Report 2017 pre­sen­ta­to a Davos, ci ha mostra­to un qua­dro poco ras­si­cu­ran­te: l’indice che misu­ra lo scar­to tra uomi­ni e don­ne pone l’Italia all’82° posto su 144 Paesi.
Cer­to che biso­gna occu­par­si del­la pari­tà sala­ria­le, ma sen­za cade­re nell’errore di pen­sa­re che le que­stio­ni non sia­no stret­ta­men­te lega­te e non vede­re che impe­gnar­si per l’una, ren­de più for­te anche l’altra battaglia
Il com­men­ta­to­re più saga­ce è quel­lo che sostie­ne che Gras­so abbia det­to che le don­ne sono foglio­li­ne. Il com­men­ta­to­re è saga­ce ma evi­den­te­men­te anche in malafede
La ruspa del­la stru­men­ta­liz­za­zio­ne è arri­va­ta a trat­ta­re il deli­ca­tis­si­mo tema del­le mole­stie ses­sua­li nel mon­do del­lo spettacolo
A que­ste eroi­ne, a Asia, a Miria­na e a tut­te le ragaz­ze che sono sul pun­to di supe­ra­re la pau­ra e le feri­te che por­ta­no con sé, noi espri­mia­mo la nostra sti­ma e vici­nan­za. Stan­no por­tan­do avan­ti per tut­ti noi una bat­ta­glia dolo­ro­sa e dif­fi­ci­le, in cui c’è tan­to per­de­re, in cam­bio di una socie­tà in cui chi abu­sa del­la pro­pria posi­zio­ne non si sen­ta più al sicu­ro, non tro­vi più ripa­ro die­tro silen­zi e com­pli­ci­tà. Noi sia­mo al loro fianco.