Stefano Artusi

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13 Gen: 95 miliardi, questo è il costo annuo che l’Italia deve all’inquinamento dell’aria

Per la precisione 95,14 miliardi (nel 2018, fonte Ocse) il prezzo che paghiamo per respirare un’aria di qualità scadente, l’equivalente del 5,75% del Pil (quello del 2018, ndr). Per l’Europa il costo sale ad un astronomico valore di 600 miliardi l’anno, hai voglia a parlare di Green Deal europeo e Recovery Fund (soprattutto se nel pacchetto riguardante la mobilità sostenibile investi solo in alta velocità o se la casella ”riforestazione”, pur rimanendo, non prevede alcun fondo).

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20 Dic: Emergenza climatica: «Elvis has left the building»

Abbiamo iniziato il 2020 con l’Australia in fiamme, che dava seguito ai roghi dell’Amazzonia del 2019 (proseguiti anche quest’anno), poi è intervenuto prepotentemente il Covid-19 ad occupare il centro del dibattito politico, e non poteva essere altrimenti, insieme alla presidenziali americane. Nel frattempo qualche spiraglio green si è aperto quando è stato discusso il Recovery Fund, del come utilizzare queste risorse e della direzione che può dare all’economia e della sua riconversione. Un dibattito scivolato troppo velocemente su chi decide come impiegare le risorse più che del merito finale del loro investimento (anche per uscire dal tunnel della ‘bonus economy’).

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17 Set: Suarez-Juve, ancora prima i ricchi col Decreto Crescita

Finchè si tratta di rimpatriare ‘cervelli’ ed eccellenze nei vari campi del sapere ha senso, ma senza alcun limite al tipo di lavoratore che va agevolato perchè contribuisca allo sviluppo economico e sociale del Paese. Si rischia di alimentare l’ingiustizia degli sconti fiscali per garantire ingaggi milionari a vecchi calciatori che fino all’anno scorso firmavano il loro ultimo ricco contratto nel Vicino o nell’Estremo Oriente. Facciamo insieme il tifo perchè si cambi questa norma iniqua?

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26 Mag: Se continuiamo a bruciare i rifiuti quando investiamo nell’economia circolare?

Se continuiamo ad investire sull’incenerimento di rifiuti rinvieremo a data futura gli investimenti necessari sull’economia circolare, sulla rimodulazione delle filiere produttive dove i prodotti vengono pensati nel loro intero ciclo (non solo fino al consumatore), fino a tornare come materia prima secondaria. Non sono poche le criticita normative ancora da risolvere sull’End of Waste, fondamentali per tutte le aziende del settore che possono interrompere la linearità del modello produttivo (ormai insostenibile per il Pianeta).

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08 Mag: Modello ipermarket ai titoli di coda?

Le sfide per il mercato della GDO  rimangono sempre la frammentazione del consumo di prodotti (continua il boom delle vendite online) alimentari (e non solo) e una rete di vendita da reinventare. Per adesso i fattori che stanno incidendo sulla spirale involutiva sono la riduzione del fatturato e il conseguente taglio di costi (soprattutto di personale) ed è difficile pronosticarne una ripresa o la stabilizzazione.

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04 Gen: Emergenza climatica: l’Australia va a fuoco

La più grande evacuazione della storia australiana: sono decine di migliaia le persone a cui è stato ordinato di evacuare le proprie abitazioni per questioni di sicurezza. La tempesta di fuoco ha innescato una crisi umanitaria senza precedenti. Dopo l’Amazzonia ora anche l’Australia è in fiamme.

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