QUADERNI

Fra le con­se­guen­ze più tra­gi­che del­le rifor­me degli ulti­mi anni sal­ta­no all’oc­chio lo svi­li­men­to del­la pro­fes­sio­ne inse­gnan­te e le frat­tu­re all’interno del­la comu­ni­tà edu­can­te. Gli epi­so­di di aggres­sio­ne ad ope­ra di alcu­ni geni­to­ri nei con­fron­ti dei docen­ti sono una deci­na solo nell’ultima set­ti­ma­na, guar­da caso quel­la del­la con­se­gna del­le pagelle. 
La scuo­la è il luo­go e il mez­zo prin­ci­pa­le attra­ver­so cui si assi­cu­ra­no e pro­teg­go­no i dirit­ti socia­li e uma­ni del­l’in­di­vi­duo e del cit­ta­di­no, il luo­go del­lo svi­lup­po del­la per­so­na uma­na, l’or­ga­no costi­tu­zio­na­le e demo­cra­ti­co prin­ci­pa­le del­la Repub­bli­ca, il fon­da­men­to del­la comu­ni­tà civile. 
C’è un’I­ta­lia che non si ade­gua al sal­vi­ni­smo e che non si è mai ade­gua­ta alle pro­ve musco­la­ri di gover­ni for­ti con i debo­li, alla rin­cor­sa alle pul­sio­ni peg­gio­ri, alle solu­zio­ni faci­li e sba­glia­te che indi­vi­dua­no nel­lo stra­nie­ro e nel “diver­so” la ragio­ne di tut­ti i nostri problemi.