QUADERNI
Ricordiamo a Matteo Salvini che viviamo ancora in uno Stato di diritto, che difenderemo con le unghie e con i denti dalle sue trovate quotidiane
Fra le conseguenze più tragiche delle riforme degli ultimi anni saltano all’occhio lo svilimento della professione insegnante e le fratture all’interno della comunità educante. Gli episodi di aggressione ad opera di alcuni genitori nei confronti dei docenti sono una decina solo nell’ultima settimana, guarda caso quella della consegna delle pagelle.
Dublino rischia di diventare un comodo alibi per una classe politica inadeguata che copre le proprie mancanze sul versante interno-nazionale con l’eterna polemica contro l’Europa
La scuola è il luogo e il mezzo principale attraverso cui si assicurano e proteggono i diritti sociali e umani dell’individuo e del cittadino, il luogo dello sviluppo della persona umana, l’organo costituzionale e democratico principale della Repubblica, il fondamento della comunità civile.
C’è un’Italia che non si adegua al salvinismo e che non si è mai adeguata alle prove muscolari di governi forti con i deboli, alla rincorsa alle pulsioni peggiori, alle soluzioni facili e sbagliate che individuano nello straniero e nel “diverso” la ragione di tutti i nostri problemi.
Se gli stati Ue continuano a remare ognuno per conto proprio, spinte dal nazionalismo di ritorno, le prospettive non sono rosee.