QUADERNI
In un paese dove la politica non sa decidere, arriva spesso prima la magistratura. Ma in un Paese dove anche la giustizia non sta poi tanto bene, ecco che arriva la giustizia europea. La Corte Europea dei diritti umani ha infatti condannato l’Italia per non aver reagito con sufficiente rapidità per proteggere una donna e suo figlio dalla violenza del marito, che ha portato alla morte del ragazzo e al tentato omicidio della moglie.
Conclusa la Costituente delle Idee, in cui al panel sulla scuola abbiamo presentato l’analisi di un primo campione di risultati pervenuti, invitiamo nuovamente studenti, genitori, personale della scuola e tutti i cittadini a compilare il questionario su una Scuola Possibile, impegnandoci ad una restituzione dei dati e delle proposte raccolte.
Chi di noi viene dal Partito Democratico ha già vissuto la situazione che si sta ripetendo in questi giorni, dai casi delle tessere pagate a Napoli nella tradizione del voto di scambio alle ultime notizie provenienti dalla Puglia, con sospetti di inquinamento e accuse molto pesanti. Successero le stesse cose nel 2013, nel 2009 e insomma a quanto pare succedono sempre.
Continuiamo il nostro viaggio nella sinistra olandese a ormai meno di un mese dalle elezioni per parlare della Groen Links (Sinistra Verde). La GroenLinks è stata fondata nel 1990. Il partito deriva dalla fusione tra il Partito Politico Radicale, il Partito Socialista Pacifista, il Partito Comunista d’Olanda e il Partito Popolare Evangelico. Al suo debutto parlamentare il partito ottenne 6 seggi. Successivamente il numero dei seggi ottenuti ha fluttuato tra 11 (1998) e il record negativo alle ultime elezioni di 4 seggi (2012). Gli ultimi sondaggi danno il partito in promettente rimonta tra 16 e 18 seggi (circa l’11% dei consensi elettorali).
Mentre qualcuno che non l’ha fatto quando era al governo pensa a tagliare l’Irpef, noi abbiamo messo nero su bianco una proposta in grado di tagliare in maniera strutturale l’imposta sul reddito a 16,4 milioni di contribuenti (circa l’80% della platea dei lavoratori dipendenti). E che, se estesa ai lavoratori autonomi, amplierebbe la propria portata ad altri 3,9 milioni di contribuenti.
Ieri sera D’Alema era a Genova per presentare il suo nuovo movimento — “suo” detto senza malizia — quando a un certo punto mi ha dedicato un pensiero un po’ stizzito. Domenica infatti avevo chiuso la nostra Costituente delle idee dicendo, fra parecchie altre cose secondo me pure più interessanti (ma transeat), che parla di Ulivo chi lo ha distrutto, “la xylella che vuole rifare l’Ulivo”. Che D’Alema si sia sentito chiamato in causa è indicativo, ma in realtà non ce n’era motivo perché non mi riferivo a lui, mi riferivo a Renzi che riparla di centrosinistra, appunto, dopo averlo distrutto.
Come in tutte le questioni che dividono il Movimento, Beppe Grillo intercetta il pallone e calcia una bordata fuori dal campo, urlando «referendum!». E’ il caso, questa volta, della discussione sulla riforma della cittadinanza, uscita dai lavori alla Camera con uno ius soli molto temperato e ora bloccata al Senato, affrontata da Grillo rilanciando sul blog un post — udite udite! — del maggio del 2013, nel quale si dicono tre cose.
Rispetto a quanto accaduto a Follonica e soprattutto rispetto alle strumentalizzazioni politiche del leghista Matteo Salvini, ci dichiariamo disponibili fin d’ora a fornire assistenza legale gratuita alle vittime di violenza e sequestro nei confronti degli autori di questo odioso reato.
Esattamente un anno fa Possibile ha depositato alla Camera, nel disinteresse generale, una proposta di legge per la corretta applicazione della legge 194 e per far fronte all’obiezione di coscienza che ormai sfiora percentuali medie del 70% tra personale medico e paramedico in tutta Italia. Perché purtroppo, malgrado iniziative meritorie come quella della Regione Lazio, il problema è politico e va articolato correttamente per legge.
Mano Lillo su Il Fatto Quotidiano oggi torna sull’indagine che coinvolge il ministro dello sport Luca Lotti e Tiziano Renzi, padre del premier e Alfredo Romeo, chiacchierato imprenditore romano da sempre molto vicino alla politica per la gestione dei suoi affari. Ma non è l’indagine giudiziaria in questo momenti che ci interessa (la magistratura seguirà il suo corso e avremo modo di sapere quanto siano consistenti le accuse) quanto piuttosto un antipatico siparietto che vede coinvolto il giornalista e Michele Emiliano, fresco candidato alla segreteria del PD proprio contro Renzi.
L’ordine del giorno che abbiamo presentato al Milleproroghe per la prosecuzione del regime sperimentale di Opzione Donna è stato accolto dal Governo come raccomandazione. Un altro punto a favore della giusta battaglia politica per la proroga del regime pensionistico al 31 dicembre 2018.