QUADERNI

ll 27 gen­na­io scor­so, Gior­na­ta del­la Memo­ria, il Comu­ne di Catan­za­ro ha con­ces­so la sala del­la biblio­te­ca comu­na­le all’e­spo­nen­te neo­fa­sci­sta di Casa Pound, Simo­ne Di Ste­fa­no.
Negli anni del­la gran­de cri­si eco­no­mi­ca, dei sacri­fi­ci richie­sti agli ita­lia­ni, la spe­sa mili­ta­re non ha cono­sciu­to fre­ni: è aumen­ta­ta indi­pen­den­te­men­te dai gover­ni che si sono suc­ce­du­ti. Un aumen­to com­ples­si­vo dell’88%.
La leg­ge non pre­ve­de que­sta pos­si­bi­li­tà. E non pre­ve­de nem­me­no, come chie­de­va un emen­da­men­to pre­sen­ta­to in sede di discus­sio­ne del­la Leg­ge Elet­to­ra­le, l’“early voting”
Cre­dia­mo che un innal­za­men­to del livel­lo com­ples­si­vo dell’istruzione gio­ve­reb­be mol­to anche al mon­do dell’impresa: in Ita­lia solo il 25% dei mana­ger, meno del­la metà del­la media euro­pea, ha una lau­rea. Come pen­sia­mo di com­pe­te­re sul mer­ca­to glo­ba­le con que­sti nume­ri?
Nel­la mas­si­ma tra­spa­ren­za, a liste chiu­se, pos­sia­mo trac­cia­re un rie­pi­lo­go del­la pre­sen­za di can­di­da­ti iscrit­ti o diret­ta­men­te soste­nu­ti da Pos­si­bi­le
M5S e Pd por­ta­no in Par­la­men­to espo­nen­ti del­la destra, pron­ti ad allar­gar­ne lo schie­ra­men­to. In que­sto sen­so, il voto a Libe­ri e Ugua­li è un voto sin­ce­ro: chi vota Libe­ri e Ugua­li por­ta in Par­la­men­to espo­nen­ti di Libe­ri e Ugua­li
Ci sia­mo tro­va­ti di fron­te a una scel­ta abis­sa­le: pro­va­re a cor­reg­ge­re l’im­po­sta­zio­ne del­la lista e a indi­vi­dua­re solu­zio­ni che rispet­tas­se­ro, il più pos­si­bi­le, i cri­te­ri vota­ti o abban­do­na­re il pro­get­to
In una impro­ba­bi­le clas­si­fi­ca degli orro­ri entra di pre­po­ten­za e con vio­len­za quel­la dei kami­ka­ze del com­man­do che ha attac­ca­to la sede del­la Ong Save the Chil­dren a Jala­la­bad, in Afgha­ni­stan
Quel­li lan­cia­ti da Arci­gay non devo­no resta­re solo appun­ti per la cam­pa­gna elet­to­ra­le. Incon­tria­mo­ci, ela­bo­ria­mo insie­me una stra­te­gia qua­dro per le per­so­ne LGBTI capa­ce di assi­cu­ra­re una nuo­va spe­ran­za a chi in que­sti anni l’ha per­sa.