QUADERNI

i depu­ta­ti di Pos­si­bi­le han­no scrit­to al Pre­fet­to di Fer­ra­ra per comu­ni­ca­re la dispo­ni­bi­li­tà ad acco­glie­re una madre col suo bam­bi­no tra i richie­den­ti asi­lo respin­ti a Gori­no.
Spa­ri­ti 9,5 milio­ni neces­sa­ri per chiu­de­re i con­ti di Expo dal­la leg­ge di Bilan­cio. Anche Regio­ne Lom­bar­dia sem­bra tirar­si indie­tro. La pro­pa­gan­da di Ren­zi si schian­ta con­tro i con­ti che non tor­na­no.
A Cro­to­ne i comi­ta­ti “Basta un SI” han­no un rife­ri­men­to d’eccezione. Di quel­li che fan­no capi­re esat­ta­men­te il sen­so del­la rifor­ma costi­tu­zio­na­le e di quel­la paro­li­na tan­to ripe­tu­ta nel­la nar­ra­zio­ne ren­zia­na: “cam­bia­men­to”.
ll Comi­ta­to lavo­ro e mobi­li­tà “Full­mon­ty” di Ligu­ria Pos­si­bi­le invi­ta la cit­ta­di­nan­za all’incontro aper­to “Navi­ga­re nel caos del lavo­ro: una bus­so­la Pos­si­bi­le”, che si ter­rà gio­ve­dì 3 novem­bre dal­le 16.00 alle 18.30 pres­so la sede di Pos­si­bi­le in Vico del Duca 24r, per con­di­vi­de­re espe­rien­ze e cono­scen­ze in tema di lavo­ro.
Cari ami­ci del Sì, vor­rei foste con­sa­pe­vo­li che sta­te chie­den­do a me e a tut­ti gli Ita­lia­ni di vota­re PD al Sena­to nell’unica com­pe­ti­zio­ne elet­to­ra­le (in sen­so lato, la pri­ma e l’ultima), dove il voto dei cit­ta­di­ni con­te­rà per deter­mi­nar­ne la com­po­si­zio­ne.
Pos­si­bi­le, attra­ver­so Bea­tri­ce Bri­gno­ne, si met­te a dispo­si­zio­ne fin d’o­ra per dare voce a tut­ti quei sin­da­ci dei pic­co­li bor­ghi del nostro cen­tro Ita­lia che rischia­no di rima­ne­re nel­l’om­bra. Nes­su­no reste­rà solo e nes­su­no reste­rà indie­tro.
Se ho 40 anni e due figli e sono ricer­ca­tri­ce pre­ca­ria da oltre die­ci anni, ehm, sono gio­va­ne? Ma se si con­si­de­ra solo la mia pro­du­zio­ne scien­ti­fi­ca da ricer­ca­tri­ce sen­za alcun lega­me con la mia vita pri­va­ta, con qua­li cri­te­ri ven­go defi­ni­ta gio­va­ne?
A que­sto Sena­to qua­li stru­men­ti ven­go­no attri­bui­ti per esse­re “la loco­mo­ti­va dell’Italia in Euro­pa”? Sono stru­men­ti vaghi e di scar­sa con­cre­tez­za, due costan­ti che carat­te­riz­za­no tut­ta la rifor­ma.
Il mini­stro degli Este­ri, Pao­lo Gen­ti­lo­ni, ammet­te can­di­da­men­te che nel 2015 sono sta­te rila­scia­te auto­riz­za­zio­ni all’e­spor­ta­zio­ne di armi dal­l’I­ta­lia all’A­ra­bia Sau­di­ta (cosa che tra l’al­tro sape­va­mo già). L’ex­port, dico­no i dati, è avve­nu­to sia nel 2015 che nel 2016, perio­do in cui l’A­ra­bia Sau­di­ta bom­bar­da­va indi­scri­mi­na­ta­men­te lo Yemen. L’ex­port, di con­se­guen­za, è avve­nu­to nono­stan­te la leg­ge 185/1990 vie­ti “l’e­spor­ta­zio­ne ed il tran­si­to di mate­ria­li di arma­men­to […] ver­so i Pae­si in sta­to di con­flit­to arma­to”.