Armi all’Arabia Saudita: risponde Gentiloni e la risposta è sbagliata

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ammette candidamente che nel 2015 sono state rilasciate autorizzazioni all'esportazione di armi dall'Italia all'Arabia Saudita (cosa che tra l'altro sapevamo già). L'export, dicono i dati, è avvenuto sia nel 2015 che nel 2016, periodo in cui l'Arabia Saudita bombardava indiscriminatamente lo Yemen. L'export, di conseguenza, è avvenuto nonostante la legge 185/1990 vieti "l'esportazione ed il transito di materiali di armamento [...] verso i Paesi in stato di conflitto armato".

gentiloni-riad

Quel­lo che vede­te qui sopra è un arti­co­lo di Avve­ni­re del 27 otto­bre che, nel silen­zio gene­ra­le dei media, dice che tut­te le denun­ce che abbia­mo fat­to fino­ra e tut­ta la nostra indi­gna­zio­ne sono giu­sti­fi­ca­te. E giuste. 

Il mini­stro degli Este­ri, Pao­lo Gen­ti­lo­ni, ammet­te can­di­da­men­te che nel 2015 sono sta­te rila­scia­te auto­riz­za­zio­ni all’e­spor­ta­zio­ne di armi dal­l’I­ta­lia all’A­ra­bia Sau­di­ta (cosa che tra l’al­tro sape­va­mo già). L’ex­port, dico­no i dati, è avve­nu­to sia nel 2015 che nel 2016, perio­do in cui l’A­ra­bia Sau­di­ta bom­bar­da­va indi­scri­mi­na­ta­men­te lo Yemen. L’ex­port, di con­se­guen­za, è avve­nu­to nono­stan­te la leg­ge 185/1990 vie­ti “l’e­spor­ta­zio­ne ed il tran­si­to di mate­ria­li di arma­men­to […] ver­so i Pae­si in sta­to di con­flit­to armato”.

Non c’è biso­gno di alcun “embar­go, san­zio­ni o restri­zio­ni inter­na­zio­na­le nel­le ven­di­te di arma­men­ti”. E non c’è biso­gno di alcun accer­ta­men­to in ambi­to Onu o Ue. C’è la leg­ge ita­lia­na. Pun­to. E la leg­ge ita­lia­na vie­ta l’esportazione.

Non c’è biso­gno di alcu­na “novi­tà nel­le poli­ti­che dei 28”. Non ce n’è biso­gno. La man­can­za di novi­tà in quel­la sede dovreb­be anzi sca­te­na­re una nostra rea­zio­ne: l’I­ta­lia ha il dove­re di bloc­ca­re l’ex­port e di far vale­re la pro­pria posi­zio­ne sui tavo­li internazionali. 

Ricor­dia­mo, infi­ne, che il Par­la­men­to euro­peo ha già chie­sto di appli­ca­re l’em­bar­go sul­le armi, ma — chis­sà come mai — il nostro gover­no se ne dimen­ti­ca sempre.

Qual­che rispo­sta dal gover­no sta arri­van­do. Pec­ca­to sia­no tut­te rispo­ste sbagliate.

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Vertice Italia-Africa: a chi serve?

Lune­dì 29 gen­na­io si è tenu­to a Roma, nell’aula del Sena­to, il ver­ti­ce “Ita­lia-Afri­ca. Un pon­te per una cre­sci­ta comu­ne”, per la pri­ma vol­ta “ele­va­to a ran­go di Ver­ti­ce di Capi di Sta­to e di Gover­no” come ha sot­to­li­nea­to Melo­ni. A chi e a cosa è servito?

In Sardegna il 25 febbraio scegli Alleanza Verdi Sinistra e Possibile

L’Al­lean­za Ver­di Sini­stra, che uni­sce Pos­si­bi­le, Euro­pa Ver­de — Ver­di, Sini­stra Ita­lia­na e Sini­stra sar­da ha scel­to di far par­te del­la coa­li­zio­ne del cen­tro­si­ni­stra che sostie­ne Ales­san­dra Tod­de: insie­me, nei mesi scor­si, ci sia­mo incon­tra­ti e incon­tra­te per met­te­re a pun­to un’i­dea di gover­no che non mira solo a bat­te­re le destre, ma vuol dare una rispo­sta alla nostra Isola.