QUADERNI

La mini­stra spie­ga che se vin­ce il Sì, dopo l’e­le­gan­te rife­ri­men­to ai mala­ti di tumo­re del­la mini­stra Boschi, sarà soprat­tut­to chi è mala­to di dia­be­te a otte­ne­re i mag­gio­ri bene­fi­ci.
Da Raven­na, saba­to 12 novem­bre è par­ti­to il Vin Brû­lé Con­sti­tu­tion Tour che in 12 tap­pe gire­rà in lun­go e in lar­go le piaz­ze del­la Roma­gna: una for­mu­la case­rec­cia e mode­ra­ta­men­te alco­li­ca per incon­tra­re le per­so­ne e par­la­re del­le mil­le ragio­ni del NO.
Miche­le Ainis, sti­ma­tis­si­mo costi­tu­zio­na­li­sta (lo sti­mo mol­to, dav­ve­ro, anche per­so­nal­men­te), ci offre su Repub­bli­ca di oggi una rifles­sio­ne riguar­dan­te la trian­go­la­zio­ne tra sta­to di dirit­to, immi­gra­zio­ne e sicu­rez­za. Il pun­to di par­ten­za è quel­lo che defi­ni­sce “un fiu­me in pie­na”, e cioè l’arrivo di cit­ta­di­ni stra­nie­ri che sareb­be decu­pli­ca­to negli ulti­mi 25 anni. Il dato ha un suo fon­da­men­to, ma apre a due enor­mi osser­va­zio­ni.
Ciò che ha acco­mu­na­to tut­ti i gover­ni di pas­sag­gio che abbia­mo visto in que­sti anni è però un dato: la scar­sis­si­ma pro­pen­sio­ne per inter­ve­ni­re in modo deci­so e corag­gio­so sul­le poli­ti­che rela­ti­ve all’am­bien­te, al cli­ma, alla soste­ni­bi­li­tà.
Ieri Bep­pe Gril­lo, pre­ve­di­bil­men­te e pur con qual­che distin­guo, ha riven­di­ca­to di esse­re in sostan­za il Donald Trump ita­lia­no, il che fa di Mat­teo Ren­zi la nostra Hil­la­ry Clin­ton: è una veri­tà di per sé stes­sa evi­den­te, come direb­be Tho­mas Jef­fer­son.
L’Italia ha biso­gno di rispo­ste diver­se. Qua­lun­que sia l’e­si­to del refe­ren­dum del 4 dicem­bre que­sto nostro viag­gio RiCo­sti­tuen­te attra­ver­so l’I­ta­lia non ter­mi­ne­rà.
Su una par­te di lavo­ra­tri­ci per­man­go­no pro­ble­mi for­ma­li che ne decre­te­reb­be­ro l’e­sclu­sio­ne dal pro­gram­ma Opzio­ne don­na, nono­stan­te il pro­gram­ma sia un capi­to­lo del­la pre­vi­den­za mol­to apprez­za­to dal­le lavo­ra­tri­ci e nono­stan­te con la Leg­ge di Sta­bi­li­tà 2016 sia­no sta­te supe­ra­te alcu­ne cri­ti­ci­tà.