Il 4 dicembre e oltre

L’Italia ha bisogno di risposte diverse. Qualunque sia l'esito del referendum del 4 dicembre questo nostro viaggio RiCostituente attraverso l'Italia non terminerà.
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Cara con­cit­ta­di­na, caro concittadino,

è la vigi­lia di un momen­to impor­tan­te: sia­mo, infat­ti, chia­ma­ti a vota­re sul­la nostra Costi­tu­zio­ne, la leg­ge fon­da­men­ta­le per la demo­cra­zia del­la nostra Repub­bli­ca, quel­la in cui tut­ti si devo­no poter rico­no­sce­re, quel­la che ci defi­ni­sce come comu­ni­tà.

E la Repub­bli­ca Ita­lia­na, per noi di Pos­si­bi­le, è un mera­vi­glio­so chio­do fis­so: per que­sto con spi­ri­to repub­bli­ca­no e costi­tuen­te abbia­mo affron­ta­to la cam­pa­gna refe­ren­da­ria con serie­tà, respon­sa­bi­li­tà, sen­za ecces­si ver­ba­li e sen­za tatticismi. 

Stia­mo facen­do tut­to il Pos­si­bi­le per­ché l’esito dica “Deci­sa­men­te NO”, con le due­cen­to ini­zia­ti­ve in tut­to il Pae­se del nostro Tour RiCo­sti­tuen­te e l’informazione com­ple­ta sul sito iovoto.no.

Qua­lun­que sia l’e­si­to del refe­ren­dum del 4 dicem­bre que­sto nostro viag­gio RiCo­sti­tuen­te attra­ver­so l’I­ta­lia non terminerà.

Anzi: è solo un ini­zio.

Di fron­te a cin­que anni in cui abbia­mo visto un sus­se­guir­si di gover­ni che avreb­be­ro dovu­to esse­re di sco­po (ma il cui uni­co sco­po pare quel­lo di tra­sci­nar­si in atte­sa di gior­ni miglio­ri) c’è biso­gno di lavo­ra­re per pre­pa­ra­re gior­ni miglio­ri, c’è biso­gno di un nuo­vo inizio.

Come è un ini­zio aver pre­sen­ta­to pro­po­ste di modi­fi­ca di una leg­ge di bilan­cio che non affron­ta come dovreb­be le gran­di que­stio­ni e le dolo­ro­se disu­gua­glian­ze del nostro Paese.

Abbia­mo pro­po­sto di uti­liz­za­re l’8 per mil­le inop­ta­to e ren­di­con­ta­to, per dare 500 milio­ni ai fon­di per la pover­tà, che ora sono azze­ra­ti, ma a que­sto gover­no non inte­res­sa. Come non gli inte­res­sa far paga­re le tas­se alle strut­tu­re che si fin­go­no reli­gio­se anche se si trat­ta di alber­ghi.

Abbia­mo pro­po­sto che final­men­te in que­sto Pae­se chi ha di meno rice­va un po’ di più, han­no rispo­sto con gli 80 euro che per un ter­zo van­no a fami­glie che stan­no già bene.

Abbia­mo pro­po­sto di rive­de­re le nor­me sul­la suc­ces­sio­ne per le gran­di ric­chez­ze, come negli altri Pae­si, per finan­zia­re la scuo­la, dal­la car­ta igie­ni­ca e dai pen­na­rel­li fino alla qua­li­tà del­l’in­se­gna­men­to. Ci han­no rispo­sto con la Buo­na Scuo­la e facen­do scon­ti agli eva­so­ri.

Abbia­mo chie­sto che si inve­stis­se per il dirit­to allo stu­dio di chi è più svan­tag­gia­to, ci han­no rispo­sto dan­do 500 euro a tut­ti i diciot­ten­ni, anche a quel­li con una fami­glia mol­to bene­stan­te, anche a quel­li che gio­ca­no in Serie A.

Abbia­mo pro­po­sto che chi gua­da­gna mol­to paghi le tas­se sul­la casa, ci han­no rispo­sto abo­len­do l’IMU per tut­ti, anche per i par­la­men­ta­ri, anche per i Marchionne.

Abbia­mo pro­po­sto di lega­liz­za­re la can­na­bis che vale qua­si metà del­la finan­zia­ria, come stan­no facen­do negli Sta­ti Uni­ti, ora avre­mo qual­che pun­to di Pil in più, 100.000 lavo­ra­to­ri puli­ti (al posto di 100.000 spac­cia­to­ri) e i sol­di per la Sani­tà  che non ci sono più. Ci han­no rispo­sto taglian­do ulte­rior­men­te la Sani­tà e facen­do rega­li alle lob­by del farmaco.

Abbia­mo pro­po­sto di abbas­sa­re l’IVA sugli assor­ben­ti fem­mi­ni­li (per far rispar­mia­re sol­di alle don­ne ita­lia­ne), ci han­no rispo­sto con una pro­po­sta di rifor­ma del Sena­to che vale la metà dei sol­di di cui si par­la (80 milio­ni di euro).

L’Italia ha biso­gno di rispo­ste diver­se, ed è per dare que­ste rispo­ste che il nostro tour non si fer­ma.

Voglia­mo un Pae­se dove non ci sia più il cot­ti­mo, dove le per­so­ne non gua­da­gni­no — a pre­scin­de­re dal lavo­ro che fan­no — solo due euro all’o­ra, dove non ci sia­no vou­cher e bonus ma poli­ti­che serie e rigo­ro­se. Voglia­mo che don­ne e uomi­ni sia­no paga­ti nel­lo stes­so modo, a pari­tà di man­sio­ne, come pre­ve­de la nostra Costituzione.

Que­ste sono le nostre bat­ta­glie, che stia­mo dif­fon­den­do nel Paese.

Nel­le pros­si­me set­ti­ma­ne lan­ce­re­mo in tut­ta Ita­lia assem­blee civi­che per discu­te­re del­le nostre pro­po­ste. Vuoi par­te­ci­pa­re? Rispon­di a que­sta let­te­ra, scri­vi a: [email protected]

Resta in con­tat­to con pos­si­bi­le e con le sue atti­vi­tà: dev.possibile.com

Giu­sep­pe Civati

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