QUADERNI

In atte­sa di sape­re se final­men­te il capi­to­lo rela­ti­vo alle ucci­sio­ni ver­rà stral­cia­to dal Pia­no Lupo, Pos­si­bi­le è al lavo­ro per pre­pa­ra­re la sua pri­ma Festa Ani­ma­li­sta. Non sap­pia­mo se sia la pri­ma vol­ta per un Par­ti­to, ma noi sia­mo cer­ti che il cam­mi­no dei dirit­ti deb­ba coin­vol­ge­re tut­ti e da mesi stia­mo con­du­cen­do insie­me alle prin­ci­pa­li asso­cia­zio­ni ani­ma­li­ste un per­cor­so in tal sen­so, che ha visto come ulti­mo appun­ta­men­to in ordi­ne di tem­po il bel panel su benes­se­re e dirit­ti degli Ani­ma­li duran­te la Costi­tuen­te del­le Idee. 
Suc­ce­de che il Fon­do sul­le poli­ti­che socia­li e per la non auto­suf­fi­cien­za ven­ga­no ridot­ti rispet­ti­va­men­te a quo­ta 99,7 milio­ni e 450 milio­ni di euro. Quest’ultimo scen­de al livel­lo cui era sta­to por­ta­to con l’ultima leg­ge di Bilan­cio, per­den­do i 50 milio­ni aggiun­ti­vi pro­mes­si lo scor­so novem­bre dal mini­stro del Lavo­ro Giu­lia­no Polet­ti ai mala­ti di Sla e sbloc­ca­ti il 22 feb­bra­io, e il tut­to… il 23 febbraio. 
Insi­ste­va Civa­ti, insi­ste­va. Ed ha con­ti­nua­to men­tre qual­cu­no si è ada­gia­to sul­le cur­ve mor­bi­de e avvol­gen­ti del cam­bia­ver­so. Tad­dei per­se­ve­ra nel­la pra­ti­ca ren­zia­na — lo fa oggi in un’in­ter­vi­sta alla Stam­pa in cui, rispon­den­do a una doman­da sul suo soste­gno a Civa­ti nel con­gres­so Pd del 2013, dice che sul con­trat­to a tute­le cre­scen­ti “insi­ste­va anco­ra di più” — di appli­ca­re eti­chet­te a rifor­me che inve­ce con­ten­go­no poco o nul­la di quan­to indicato. 
Dal­la col­la­bo­ra­zio­ne con Sini­stra Ita­lia a quel­la con Green Ita­lia, pas­san­do attra­ver­so i movi­men­ti e le asso­cia­zio­ni di cit­ta­di­nan­za atti­va. Sem­pre con un focus sui pro­gram­mi. Sem­pre con il giu­sto slan­cio alla mobilitazione. 
In que­sti anni, la magi­stra­tu­ra e i tri­bu­na­li, con sen­ten­ze poten­tis­si­me e dal gran­de valo­re civi­le, han­no supe­ra­to i bal­bet­tii, le insi­cu­rez­ze, le inde­ci­sio­ni, le pau­re e i meri cal­co­li di con­sen­so elet­to­ra­le che atta­na­glia­va­no – e atta­na­glia­no — il Par­la­men­to, dimo­stran­do come la gran­de assen­te dal pano­ra­ma poli­ti­co nazio­na­le sia la politica. 
Il testo, appro­va­to al Sena­to e appro­da­to alla Came­ra, ieri in Com­mis­sio­ne Ambien­te non ha rece­pi­to le ragio­ne­vo­li richie­ste di modi­fi­che arri­va­te gra­zie ai rilie­vi del­le asso­cia­zio­ni ambien­ta­li­ste. Il qua­dro del­la gover­nan­ce è pre­oc­cu­pan­te per­ché non ven­go­no garan­ti­te le capa­ci­tà spe­cia­li­sti­che per diret­to­ri e ammi­ni­stra­to­ri dei par­chi (che neces­si­ta­no del­la mas­si­ma tute­la e del­la mas­si­ma eccel­len­za) e che devo­no esse­re scel­ti in base alle com­pe­ten­ze. Anche per ciò che attie­ne la fau­na sono gra­vis­si­me le nuo­ve linee gui­da con­te­nu­te nel testo che con­sen­ti­reb­be­ro l’accesso per la cac­cia all’interno dei Par­chi e a ridos­so del­le zone protette. 
Tra ieri e oggi, gli iscrit­ti di Pos­si­bi­le han­no potu­to vota­re — onli­ne, sul­la piat­ta­for­ma a loro dedi­ca­ta — per deci­de­re se for­ma­re un solo grup­po alla Came­ra con i par­la­men­ta­ri di Sini­stra ita­lia­na. La pro­po­sta è pas­sa­ta con un lar­go con­sen­so, pari al 92,77 per cen­to dei voti. 
Più che di inclu­sio­ne la poli­ti­ca del gover­no Gen­ti­lo­ni (anche qui in per­fet­ta con­ti­nui­tà con il gover­no Ren­zi) è tut­ta vol­ta a esclu­de­re e pena­liz­za­re le fasce più bas­se di red­di­to, per giun­ta con la bef­fa di una pic­co­la rega­lia (in fon­do non dis­si­mi­le dal­la social card di Tre­mon­ti) con la mano sini­stra, men­te con la destra (mol­to più alle­na­ta) pro­se­gue imper­ter­ri­to con i tagli indi­scri­mi­na­ti e con i favo­ri ai più ricchi. 
Ave­va­mo pre­sen­ta­to un ordi­ne del gior­no alla pro­po­sta di leg­ge sul lavo­ro auto­no­mo in discus­sio­ne alla Came­ra che riguar­da­va le tute­le da esten­de­re ai col­la­bo­ra­to­ri par­la­men­ta­ri. Un Gover­no come que­sto che dice di ave­re tra le sue prio­ri­tà l’emersione del lavo­ro nero, o sot­to­pa­ga­to, avreb­be dovu­to coglie­re la pal­la al bal­zo e, acco­glien­do­lo, rimar­ca­re l‘urgenza di dar segui­to a un ordi­ne del gior­no appro­va­to nell’agosto 2015 che sot­to­li­nea­va la man­ca­ta rego­la­men­ta­zio­ne, in par­ti­co­la­re sot­to un pro­fi­lo qua­li­ta­ti­vo, del­la figu­ra pro­fes­sio­na­le del col­la­bo­ra­to­re par­la­men­ta­re e le distor­sio­ni e le irre­go­la­ri­tà di cui è ogget­to, rile­va­te anche dal rap­por­to 2014 del­l’I­sti­tu­to di ricer­che sul­la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne (IRPA).
Con le san­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve con­tro sen­za fis­sa dimo­ra, immi­gra­ti, per­so­ne in situa­zio­ne di disa­gio socia­le ed eco­no­mi­co, tos­si­co­di­pen­den­ti in nome del­la sicu­rez­za e del deco­ro urba­no si col­pi­sco­no i pove­ri ma non le cau­se del­la pover­tà. Vie­ne da chie­der­si poi con qua­le pre­sun­zio­ne di efficacia. 
Nei mesi scor­si il gover­no si è dimen­ti­ca­to in diver­se occa­sio­ni del prin­ci­pio di pro­gres­si­vi­tà san­ci­to dal­la Costi­tu­zio­ne, a par­ti­re dal cosid­det­to “bonus 80 euro”, ma non sem­bra in alcun modo voler cam­bia­re rot­ta. L’ul­ti­ma stra­va­gan­te tro­va­ta è quel­la che è sta­ta chia­ma­ta “flat tax sui Paperoni”. 
Dopo il Par­ti­to del Lavo­ro e la Groen­links, nel­l’ul­ti­ma tap­pa del nostro viag­gio nel­la sini­stra olan­de­se ci occu­pia­mo del Par­ti­to Socia­li­sta (SP), che si pro­po­ne come il par­ti­to del­la “heem”, un ter­mi­ne tra­du­ci­bi­le in ita­lia­no in modo for­se ina­de­gua­to come “comu­ni­tà di appar­te­nen­za”, un luo­go cioè dove gli “altri” non sono visti come dei con­cor­ren­ti ma piut­to­sto come dei vici­ni o dei col­le­ghi e dove chi vuo­le entra­re è il ben­ve­nu­to pur­ché collabori. 
Non è una novi­tà che negli ulti­mi anni la cit­tà di Napo­li, gra­zie ad una serie di con­giun­tu­re favo­re­vo­li per quan­to riguar­da spe­cial­men­te la sua “brand vision”, stia viven­do un momen­to mol­to feli­ce dal pun­to di vista dei flus­si turi­sti­ci, con un vero e pro­prio boom di pre­sen­ze con­fer­ma­to dai dati di Fede­ral­ber­ghi, che han­no regi­stra­to una ver­ti­gi­no­sa cre­sci­ta per quan­to riguar­da l’occupazione di camere.