La sicurezza secondo il ministro Minniti

Con le sanzioni amministrative contro senza fissa dimora, immigrati, persone in situazione di disagio sociale ed economico, tossicodipendenti in nome della sicurezza e del decoro urbano si colpiscono i poveri ma non le cause della povertà. Viene da chiedersi poi con quale presunzione di efficacia.

Le Com­mis­sio­ni riu­ni­te Affa­ri Costi­tu­zio­na­li e Giu­sti­zia stan­no esa­mi­nan­do il decre­to leg­ge Min­ni­ti in mate­ria di sicu­rez­za urba­na, un prov­ve­di­men­to che dal pun­to di vista cul­tu­ra­le, pri­ma anco­ra che poli­ti­co, evi­den­zia il vero vol­to del gover­no Gen­ti­lo­ni, pro­se­cu­zio­ne meno scop­piet­tan­te ma altret­tan­to noci­va del gover­no Ren­zi.

Con le san­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve con­tro sen­za fis­sa dimo­ra, immi­gra­ti, per­so­ne in situa­zio­ne di disa­gio socia­le ed eco­no­mi­co, tos­si­co­di­pen­den­ti in nome del­la sicu­rez­za e del deco­ro urba­no si col­pi­sco­no i pove­ri ma non le cau­se del­la pover­tà. Vie­ne da chie­der­si poi con qua­le pre­sun­zio­ne di effi­ca­cia.

Una del­le nor­me più odio­se e dan­no­se è quel­la pre­vi­sta dal­l’art. 11 del decre­to, che disci­pli­na — solo sul ver­san­te secu­ri­ta­rio e nel­l’ot­ti­ca del­la pre­mi­nen­te tute­la del­la pro­prie­tà — lo sgom­be­ro di immo­bi­li occu­pa­ti arbi­tra­ria­men­te. La Com­mis­sio­ne Affa­ri Socia­li ha giu­sta­men­te ma inu­til­men­te rac­co­man­da­to che l’im­pie­go del­la for­za pub­bli­ca deb­ba tene­re con­to del­la con­di­zio­ne socia­le del­le per­so­ne e dei nuclei fami­lia­ri occu­pan­ti (mino­ri, anzia­ni, per­so­ne con disa­bi­li­tà) e ven­ga rea­liz­za­to solo qua­lo­ra il Comu­ne sia in gra­do di offri­re una digni­to­sa solu­zio­ne abi­ta­ti­va alter­na­ti­va.

Il Gover­no e la sua mag­gio­ran­za, il cui per­no è il PD che ormai ha defi­ni­ti­va­men­te smar­ri­to e per­si­no rin­ne­ga­to i valo­ri di rife­ri­men­to del­le ori­gi­ni, blin­da­no un testo poli­zie­sco, anti­so­cia­le, genui­na­men­te di destra, che cer­che­re­mo di ren­de­re meno inde­cen­te con i nostri emen­da­men­ti e che avver­se­re­mo con tut­te le nostre for­ze in Par­la­men­to.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Il Parlamento europeo ha votato per vietare le pratiche di conversione. Fratelli d’Italia ha votato contro.

Chie­dia­mo alla Com­mis­sio­ne euro­pea di pro­ce­de­re con una diret­ti­va vin­co­lan­te. Chie­dia­mo al Par­la­men­to ita­lia­no di smet­te­re di fare fin­ta che que­sta cosa non esi­sta e di costrui­re final­men­te una leg­ge che garan­ti­sca pro­te­zio­ne rea­le alle per­so­ne LGBTQIA+.
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Gra­zie ad ACT e a tut­tɜ colo­ro che in ogni ango­lo d’Eu­ro­pa han­no tenu­to viva que­sta bat­ta­glia. Noi con­ti­nuia­mo.

A Udine apre Casa Carra: un anno di diritti costruiti mattone su mattone

Casa Car­ra è la dimo­stra­zio­ne con­cre­ta di cosa signi­fi­chi fare poli­ti­ca pub­bli­ca con le comu­ni­tà e non sul­le comu­ni­tà. Quan­do un’i­sti­tu­zio­ne sce­glie di sta­re al fian­co del­l’as­so­cia­zio­ni­smo LGBTQIA+, di co-costrui­re rispo­ste strut­tu­ra­te inve­ce di lascia­re sole le per­so­ne di fron­te alla vio­len­za e alla discri­mi­na­zio­ne, pro­du­ce risul­ta­ti che cam­bia­no dav­ve­ro le vite.

Marche: sulla parità di genere oggi la Regione ha perso un’occasione

Oggi il Con­si­glio regio­na­le del­le Mar­che ha appro­va­to defi­ni­ti­va­men­te una rifor­ma del­lo Sta­tu­to che vie­ne pre­sen­ta­ta come una con­qui­sta per la pari­tà di gene­re, ma che è un arre­tra­men­to masche­ra­to da pro­gres­so. La pro­po­sta ori­gi­na­ria pre­ve­de­va per la pre­sen­za di cia­scun gene­re una soglia mini­ma del 40% nel­la com­po­si­zio­ne del­la giun­ta. In com­mis­sio­ne, su richie­sta del­la mag­gio­ran­za di cen­tro­de­stra – accet­ta­ta dall’opposizione – quel­la soglia è sce­sa al 30%.