QUADERNI
Spesso dimentico che la sua parola è valida (forse) solo per i cittadini italiani, e io ai suoi occhi non lo sono ancora. E, molto probabilmente non lo sarò mai a causa del suo provvedimento, nonostante gli anni di contributi versati, l’investimento in educazione e il contributo economico e sociale.
E’ un pellegrinaggio laico perché qui a Riace, da attivista per i diritti umani e avvocato immigrazionista, prima che dirigente politico, incontro materialmente la Costituzione che si attua, nella sua illuminata pienezza.
Saremo a Roma il 6 ottobre, perché una manifestazione di piazza, unitaria, che ha nel suo stesso nome il binomio cultura e lavoro, è oggi necessaria. Necessaria perché siamo convinti che la cultura, questo valore così grande, così ampio, debba uscire dal dibattito allo stesso tempo retorico e cinico in cui è stata confinata per decenni.
E’ prioritario smentire e dire con forza che questa è una ricostruzione fallace, scritta da un leader di un partito neofascista per gettare fango, attraverso l’attacco ad personam su Lucano, su un’esperienza di accoglienza che ha fatto scuola nel mondo e che continuiamo a sostenere. Aiutateci a farlo
Il decreto Salvini si conferma al di fuori di ogni ragionevolezza e in un territorio di incostituzionalità. Mattarella richiama il governo in particolare al rispetto dell’articolo 10 della Carta, il testo fondamentale per costruire qualsiasi politica dell’accoglienza
Come tutti sanno, il ministro Salvini è molto “social”, nel senso che ogni giorno, attraverso il suo social media manager, ora a contratto con il ministero, quindi pagato da noi, commenta e diffonde le notizie che gli fanno comodo (su quelle che non gli fanno comodo sorvola) aizzando sui suoi profili i fans, quelli con la bandierina italiana, o peggio con qualche altro nick o simbolo non proprio rassicurante, che non si fanno certo pregare per insultare lo straniero o il comunista di turno.
Tornare alle cose umane, dopo tante analisi fatte di statistiche, numeri e tendenze: era il primo obiettivo che mi sono posto quando ho cominciato a mettere insieme le storie di lavoro mal pagato e sfruttamento raccolte nei mesi della campagna Giusta Paga.
Io credo e voglio credere al potere della memoria, quella dei racconti di chi la guerra e il regime li ha vissuti, ma non credo che la loro efficacia, affinché quei tempi non tornino più, sia quella che questi “mala tempora” richiedono. Ho paura che i giovani, come me, a mio tempo, non capiscano.
In tedesco si chiama Spurwechsel, che vuol dire letteralmente “cambio di corsia”: se il migrante trova una strada d’accesso sbarrata (quella dell’asilo), piuttosto che consegnarlo nelle mani di caporali e sfruttatori e della criminalità organizzata (come in Italia), il governo tedesco gli indica una strada alternativa (sei mesi di tempo per trovare un lavoro e quindi continuare a soggiornare in Germania non più come richiedente asilo – diniegato – ma come lavoratore straniero – integrato).
Dalle prossime elezioni europee agli Stati generali delle donne, passando per le tante campagne promosse da Possibile, per un autunno nel segno dell’uguaglianza
Dopo il boom digitale, stanno arrivando la quarta, la quinta e la sesta rivoluzione industriale tutte insieme (robots, IA, big data e IoT) e stanno investendo ogni settore lavorativo conosciuto. Quando si parla di lavoro, si deve prescindere dai temi locali (aperture festive, tipologie contrattuali, ecc.) e si deve pensare al futuro del lavoro