Il metodo Salvini spiegato bene – #Antivirus

Come tutti sanno, il ministro Salvini è molto “social”, nel senso che ogni giorno, attraverso il suo social media manager, ora a contratto con il ministero, quindi pagato da noi, commenta e diffonde le notizie che gli fanno comodo (su quelle che non gli fanno comodo sorvola) aizzando sui suoi profili i fans, quelli con la bandierina italiana, o peggio con qualche altro nick o simbolo non proprio rassicurante, che non si fanno certo pregare per insultare lo straniero o il comunista di turno.
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Come tutti sanno, il ministro Salvini è molto “social”, nel senso che ogni giorno, attraverso il suo social media manager, ora a contratto con il ministero, quindi pagato da noi, commenta e diffonde le notizie che gli fanno comodo (su quelle che non gli fanno comodo sorvola) aizzando sui suoi profili i fans, quelli con la bandierina italiana, o peggio con qualche altro nick o simbolo non proprio rassicurante, che non si fanno certo pregare per insultare lo straniero o il comunista di turno.

Il 16 settembre sia su Twitter che su Facebook Salvini ha ripreso un articolo del Resto del Carlino di Reggio Emilia, che già riportava il suo commento, relativo ad una sentenza del locale Giudice di Pace.

Era infatti accaduto che un cittadino georgiano, pregiudicato, avesse impugnato un’ordinanza di espulsione sostenendo, fra l’altro, di avere gravi problemi di salute, epatite C, e che il rientro nel proprio Paese, dove le cure non erano paragonabili a quelle del nostro servizio nazionale, avrebbe potuto causargli un grave ed irreparabile danno alla persona.

Il Giudice, seguendo l’orientamento della Corte di Cassazione, e citandone la pronunzia nei termini, in ossequio al dettato costituzionale sul diritto alla salute, aveva accolto il ricorso unicamente su questo motivo, rigettando gli altri.  

Il commento di Salvini, nel divulgare la notizia era: “E la chiamano giustizia. Cambiare tutto!!!”

Sia il post su Facebook che quello su Twitter vedevano centinaia di commenti, conditi di pesantissimi insulti al giudice di pace, le cui generalità erano riportate nell’articolo citato.

Una prassi quotidiana, quella degli insulti nei commenti, che in alcun modo Salvini o il suo social media manager hanno mai cercato di impedire o limitare.

Qualche giorno dopo Salvini presenta, trionfalmente e in modalità campagna elettorale, il Decreto Immigrazione e Sicurezza, che porta il suo nome.

E cosa prevede il decreto all’art. 1 lettera g) (nella parte in cui indica i casi “speciali” in cui il permesso di soggiorno è accordato allo straniero nonostante l’abrogazione della protezione umanitaria)?

Che il permesso viene concesso agli stranieri “che versano in condizioni di salute di eccezionale gravità, accertate mediante idonea documentazione, tali da determinare un irreparabile pregiudizio alla salute degli stessi, in caso di rientro nel Paese di origine o provenienza. In tali ipotesi il Questore rilascia un permesso di soggiorno per cure mediche, per il tempo attestato dalla certificazione sanitaria, comunque non superiore ad un anno, rinnovabile finché persistono le condizioni di salute di eccezionale gravità debitamente certificate, valido solo nel territorio nazionale”.

In altre parole, Salvini certifica per decreto, quindi per legge, la situazione non codificata oggetto della pronunzia, e lo fa esattamente nei termini della sentenza che qualche giorno prima ha “criticato” (eufemismo), lanciando ai suoi seguaci l’osso per il linciaggio mediatico del giudice.

Incredibile no?

Effettivamente ha cambiato tutto, solo che lo ha fatto seguendo la saggia sentenza del giudice di pace.

Ma i like, i commenti e gli insulti sono rimasti sui suoi profili e di scuse al giudice neanche l’ombra.

Un caso di scuola, insomma.

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