QUADERNI
Le GPS di cui si sente parlare in questi giorni, acronimo di graduatorie provinciali per le supplenze, sono invece parte di un argomento poco conosciuto e sembra siano caratterizzate da una marea di errori, anche se avrebbero dovuto essere una delle punte di diamante del nuovo corso al Ministero dell’Istruzione.
In una dimensione in cui la salute mentale non brillava per spirito innovatore, è arrivata l’emergenza Covid19, che non solo si è abbattuta su chi già aveva disturbi psichiatrici, ma anche su persone che si sono trovate a fare i conti con disagi e sofferenze psicologiche e relazionali con cui mai si erano confrontate.
Mentre in tutto il mondo ci si confronta, si discute su come ripartire e come evitare di commettere gli stessi errori che ci hanno portato dritti alla pandemia, in provincia di Varese (e non solo) si progettano strade, bretelle autostradali, ferrovie e una rete di infrastrutture direttamente o indirettamente legate all’aeroporto di Malpensa.
Ora che si inizia a parlare di aperture delle università al 50% ci chiediamo: chi stila le linee guida ha idea di cosa parli? Moltissimi studenti sono fuorisede, molti altri sono lavoratori: quest’incertezza crea solo problemi e rischia di far aumentare il numero di chi abbandona gli studi.
Dopo mesi di “altre priorità” si comincia, fuori tempo massimo, a scontrarsi con la realtà. Nelle aule facciamo finta che il problema sia risolto accollando tutto alle scuole, al cartongesso e (eventualmente) alle mascherine.
Ha prevalso l’opzione “A favore del no” con l’82.35%.
La natura si rigenera di continuo, ma di continuo i sapiens ne prelevano le risorse biologiche. A che ritmo? Con quale velocità? La natura fa in tempo a rigenerarsi? La risposta è no
In Brasile la creazione di nuovi pascoli è responsabile per circa l’80% di tutta la deforestazione. Nel 2019 gli incendi e la pessima gestione del Ministero dell’Ambiente del governo Bolsonaro hanno attirato l’attenzione di tutto il mondo e c’è bisogno di mantenere alta l’allerta, perché sta iniziando una nuova stagione di roghi persino peggiore della scorsa.
E’ fondamentale fare un salto culturale per capire l’epoca che stiamo vivendo. E’ fondamentale rendersi conto che i danni e le conseguenze delle nostre scelte non si vedranno tra 100 o 150 anni ma si vedranno tra 30/40 anni massimo e quindi saremo noi stessi o le generazioni immediatamente successive alla nostra a subire queste conseguenze.
Svolgo il ruolo di caregiver familiare da otto anni fra difficoltà oggettive ma anche psicologiche. Le responsabilità, le competenze, la presenza continua che vengono richiesti sono stati e continuano a tutt’oggi ad essere completamente ignorati dalla nostra legislazione, salvo qualche “boutade” ogni tanto priva di qualsivoglia concretezza applicativa, escludendo così sistematicamente i cosiddetti caregivers da ogni tutela e dal riconoscimento di una qualifica professionale
I ghiacciai si muovono da sempre, dicono gli esperti glaciologi: ma non a questa velocità, non con la frequenza a cui assistiamo oggi. Il punto è sempre lo stesso: l’accelerazione. Il mancato recupero fra un evento e l’altro. Un equilibrio spostato ineluttabilmente verso la perdita delle condizioni climatiche precedenti l’arrivo dell’industrializzazione.
Non è più tempo delle risposte generiche e dei libri dei sogni a cui ci ha abituati in questi mesi la Ministra Azzolina.
L’emergenza educativa pretende risposte concrete e puntuali, noi non ci stancheremo di chiederle.
Non so se il fatto di far votare migliaia di cittadini fuori sede potrebbe spostare l’ago della bilancia e le sorti politiche e sociali dell’Italia, ma sono convinta che a partire dal giorno successivo alle elezioni verrebbero abbattute moltissime credenze cristallizzate sui giovani. Una su tutti, che non andiamo a votare perché siamo disinteressati.
Sette anni fa, Giuseppe Civati interveniva alla Camera per ribadire che una norma contro l’odio altro non è che una norma di civilità, un atto di coraggio e di rispetto verso una comunità, quella LGBTQI+ che viene ignorata e che vive nella paura di essere attaccata, minacciata, aggredita per la sola “colpa” di voler essere liber* e orgoglios*.