Quaderni

Perché la cure mediche devono essere per tutti

E’ sta­ta neces­sa­ria una pan­de­mia per far com­pren­de­re a pie­no quan­to san­ci­to dal­l’ar­ti­co­lo 32 del­la nostra Costi­tu­zio­ne, secon­do il qua­le «La Repub­bli­ca tute­la la salu­te come fon­da­men­ta­le dirit­to del­l’in­di­vi­duo», ma non solo, per­ché tute­la la salu­te anche qua­le «inte­res­se del­la col­let­ti­vi­tà» e, di con­se­guen­za, «garan­ti­sce cure gra­tui­te agli indi­gen­ti».

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Educatori professionali: gli invisibili delle scuole

Secon­do gli ulti­mi dati ISTAT sono cir­ca 50.000 gli edu­ca­to­ri e le edu­ca­tri­ci pro­fes­sio­na­li che ogni gior­no entra­no nel­le scuo­le ita­lia­ne e tra­scor­ro­no mol­te ore in clas­se insie­me ad alun­ni e inse­gnan­ti, con­tri­buen­do alla for­ma­zio­ne dei ragaz­zi e del­le ragaz­ze con disa­bi­li­tà o con biso­gni edu­ca­ti­vi spe­cia­li.

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Il diritto di dirsi addio: chi è in isolamento non deve rimanere da solo

Una del­le cose che col­pi­sce di più, in que­sti gior­ni stra­ni, in cui il tem­po sem­bra esse­re fer­mo come se anche lui aspet­tas­se per scor­re­re, è il dolo­re di chi entra da solo in ospe­da­le e se ne va in tota­le soli­tu­di­ne. Men­tre le strut­tu­re sani­ta­rie, in pro­fon­da emer­gen­za, non rie­sce a sop­pe­ri­re con ade­gua­ti sup­por­ti tec­no­lo­gi­ci. Alcu­ni stan­no moren­do e pur­trop­po lo stan­no facen­do da soli, sen­za poter salu­ta­re i pro­pri cari se non attra­ver­so il pic­co­lo display del­lo smart­pho­ne. Quan­do c’è. 

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La sicurezza dei lavoratori non può essere lasciate alle autocertificazioni

Il Decre­to del Pre­si­den­te del Con­si­glio del 22 mar­zo scor­so ha pre­vi­sto la sospen­sio­ne del­le atti­vi­tà eco­no­mi­che non essen­zia­li, a decor­re­re da lune­dì 23 mar­zo fino al 3 apri­le. A tale decre­to si è arri­va­ti dopo diver­si gior­ni (set­ti­ma­ne?) di discus­sio­ne, con le due prin­ci­pa­li par­ti in cau­sa, Con­fin­du­stria, da un lato, sin­da­ca­ti, dal­l’al­tro, che

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Pensare al dopo: un grande piano di respiro europeo

Ne sareb­be feli­ce Key­nes, di que­sta pos­si­bi­li­tà irri­pe­ti­bi­le di aumen­ta­re la spe­sa pub­bli­ca e inve­sti­re in alcu­ni set­to­ri stra­te­gi­ci dell’economia che garan­ti­sca­no un effet­to leva del PIL, che altro non è che un ele­va­to ritor­no degli inve­sti­men­ti pub­bli­ci sul valo­re tota­le del­la pro­du­zio­ne. E sen­za aumen­ta­re il defi­cit, quan­do ci rica­pi­ta?

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La lezione del coronavirus: il personale sanitario va protetto

Il 38enne di Codo­gno, il cosid­det­to pazien­te 1, è risul­ta­to posi­ti­vo ai test il 18 feb­bra­io e da quel­la data il nume­ro dei con­ta­gia­ti e dei deces­si non ha fat­to altro che aumen­ta­re: oggi 26 mar­zo in Ita­lia ci sono 80.539 casi con­fer­ma­ti con 8.165 pazien­ti dece­du­ti tra cui si con­ta anche per­so­na­le sani­ta­rio. Mor­ti sul lavo­ro, dun­que.

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La possibilità di studiare tra i bisogni essenziali

In un momen­to in cui si con­ti­nua a lascia­re aper­te fab­bri­che e azien­de non essen­zia­li, e si discu­te di “essen­zia­li­tà” e “fun­zio­na­li­tà”, la repe­ri­bi­li­tà dei libri di testo andreb­be garan­ti­ta (alle­sten­do siste­mi di spe­di­zio­ne sicu­ri per lavo­ra­to­ri e lavo­ra­tri­ci coin­vol­ti in ogni pas­sag­gio) in quan­to beni non mera­men­te fun­zio­na­li, ma indi­spen­sa­bi­li per l’istruzione, per con­sen­ti­re a tut­ti e a tut­te la frui­zio­ne di un dirit­to costi­tu­zio­na­le rico­no­sciu­to anche degli ulti­mi DPCM, il dirit­to allo stu­dio.

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