QUADERNI

Quel che suc­ce­de nei cam­pi di deten­zio­ne in Libia è scrit­to nero su bian­co in una sen­ten­za del­la Cor­te d’Assise di Mila­no, data­ta 10 otto­bre 2017, con la qua­le veni­va con­dan­na­to all’ergastolo un tor­tu­ra­to­re etio­pe che ope­ra­va nel cen­tro di deten­zio­ne di Bani Walid, in Libia, gesti­to diret­ta­men­te dal con­dan­na­to. 
Non ci inte­res­sa pas­sa­re i pros­si­mi mesi a discu­te­re se allear­ci con uno o con l’altro solo per fare nume­ro. Non ci inte­res­sa­no i soli­ti pro­get­ti fumo­si che non par­to­no mai e, quan­do par­to­no, non por­ta­no da nes­su­na par­te. Noi con­ti­nuia­mo a por­ta­re avan­ti il nostro pro­fi­lo. Con lo stu­dio, l’approfondimento, la pro­po­sta, la comu­ni­tà.
Ci sono argo­men­ti che nel­la poli­ti­ca, alme­no quel­la ita­lia­na, sem­bra­no tabù: bam­bi­ne, bam­bi­ni, ado­le­scen­ti e le poli­ti­che che li riguar­da­no, ad esem­pio, sono estra­nei alle visio­ni del­le for­ze in Par­la­men­to.
Se aves­si avu­to il suo nume­ro, l’avrei chia­ma­to: “Ma come stra­va­gan­te? In qua­le aspet­to esat­ta­men­te? Pro­ce­di­men­ta­le? Sostan­zia­le?”.
“Gli ita­lia­ni non sono coglio­ni” ha tuo­na­to il segre­ta­rio del PD qual­che gior­no fa. Dal suo pun­to di vista, inve­ce, biso­gne­reb­be augu­rar­si di sì. Si dovreb­be spe­ra­re che gli ita­lia­ni non abbia­no già capi­to che que­sto gover­no è nato per via di una con­giun­tu­ra irri­pe­ti­bi­le, per un feno­me­no qua­si para­nor­ma­le che ha visto casual­men­te coin­ci­de­re per una vol­ta gli inte­res­si per­so­na­li di Ren­zi con quel­li del Pae­se.
In una comu­ni­tà e in una Repub­bli­ca demo­cra­ti­ca, non può esse­re addi­ta­to ad esem­pio per la cit­ta­di­nan­za l’o­pe­ra­to poli­ti­co e cul­tu­ra­le di un fasci­sta dichia­ra­to qua­le Giu­sep­pe Nic­co­lai
Di fron­te a chi è sem­pre più impe­gna­to a cer­ca­re alchi­mie da labo­ra­to­rio e allean­ze di ogni tipo, a pen­sa­re più alla dichia­ra­zio­ne estem­po­ra­nea che alla visio­ne di socie­tà, ad annun­cia­re pro­mes­se inve­ce che costrui­re la pro­po­sta, noi lavo­ria­mo per ren­de­re la poli­ti­ca quel­la casa in cui cia­scu­no pos­sa sen­tir­si par­te­ci­pe di con­cor­re­re al cam­bia­men­to che è neces­sa­rio impor­re al Pae­se.
E men­tre per i pae­si in via di svi­lup­po, dove la pover­tà la fa da padro­na, esi­sto­no pro­gram­mi vol­ti allo sra­di­ca­men­to del­la fame e al miglio­ra­men­to del­la qua­li­tà del­la vita, gli occi­den­ta­li si gon­go­la­no nel­la loro sem­pre-meno-scon­ta­ta-opu­len­za e — seb­be­ne veda­no i peri­co­li a cui van­no incon­tro — tira­no drit­to, non curan­ti del­le distor­sio­ni cau­sa­te da scel­te indi­vi­dua­li, che si tra­du­co­no in sti­li di vita peri­co­lo­si una vol­ta aggre­ga­ti al livel­lo glo­ba­le.